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2017
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A ognuno il suo figlio "special"

Che cosa si è disposti a far entrare nel proprio mondo?

A ognuno il suo figlio "special"
22 mar 2017

Il bambino adottato non proviene altro che da una crisi del sistema genitoriale precedente. Oggi, sempre di più, assistiamo alla disgregazione di quell’istituto chiamato famiglia, che è il primo nucleo sociale che si forma all’interno delle nostre comunità. Questo accade in Italia, ma anche nei Paesi in via di sviluppo da cui provengono i minori accolti grazie all’adozione internazionale. Ma da dove deriva questo fenomeno? Per esempio da situazioni in cui le famiglie sono socialmente isolate, dove si verificano dei maltrattamenti, dove ci sono conflittualità tra i genitori, condotte antisociali o gravi sofferenze psicologiche. Il cuore del problema, però, sta a monte: i Governi dovrebbero essere in grado di sostenere e aiutare la famiglia, partendo già nel dare una mano a quelle giovani coppie che oggi si bloccano perché non hanno un lavoro fisso, perché hanno paura, perché si sentono abbandonate a loro stesse. Come può quindi un bambino che ha vissuto una situazione familiare multiproblematica non essere uno “special needs”? Nonostante ogni storia abbia le sue peculiarità e le sue differenze, le ferite di un minore sono sempre le stesse, poiché si parte da un fallimento sociale precedente, che produce di conseguenza scompensi a livello psicologico, emotivo e fisico. Non si può pensare quindi a un minore abbandonato o allontanato senza ferite. Quindi le difficoltà che una coppia adottiva affronta nella relazione con il bambino non devono spaventare, anzi. “Non voglio che le mie paure costituiscano un blocco per il bimbo”, scrive una futura mamma durante uno dei nostri corsi dedicati appunto ai minori con bisogni speciali“Non dobbiamo farci condizionare e bloccare completamente dalla paura – risponde la responsabile Formazione del NAAA, Claudia Perelloma lavorare insieme per riuscire a distinguere, in maniera reale, le situazioni che possono essere altamente rischiose da quelle che invece possono essere gestite e risolte. Se non si lavora bene su questo aspetto durante la preparazione all’accoglienza del proprio bambino, allora non si riesce ad avanzare nel progetto di creazione della famiglia. L’adozione, quindi, deve essere conosciuta in tutti i suoi aspetti, sia quelli negativi sia quelli positivi. Non è né facile né difficile: è una questione di predisposizione e di approccio che ognuno di noi ha nei confronti della vita”.