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Terzo Settore, la riforma presentata a Torino

Presenti il premier Paolo Gentiloni, il ministro Giuliano Poletti e il sottosegretario Luigi Bobba

Terzo Settore, la riforma presentata a Torino
Foto: Claudia Perello e Andrea Trovato con il ministro Poletti e l'onorevole Bonomo
25 lug 2017

“L’Italia sociale è una delle parti migliori del nostro Paese, di cui dobbiamo essere orgogliosi”. Così ha esordito Paolo Gentiloni, il presidente del Consiglio dei ministri, in visita venerdì 21 luglio a Torino per presentare la riforma del Terzo Settore alle associazioni – tra cui il NAAA – alle istituzioni e alla stampa nel corso dell’incontro organizzato nella sede della cooperativa Piergiorgio Frassati. “L’auspicio del Governo – ha proseguito Gentiloni – è che grazie a questa riforma si renda più efficiente, più vantaggioso e più trasparente il lavoro di questa Italia sociale. Il mondo del Terzo Settore ha delle straordinarie caratteristiche di flessibilità, adattabilità, specificità e di intensità di lavoro che possono contribuire a rilanciare la nostra economia, profondamente lacerata dopo anni di crisi”. Oltre a Gentiloni, ha preso la parola anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: “Una riforma importante – ha evidenziato Poletti – che riguarda più di 300mila organizzazioni associative, cooperative e di volontariato e che coinvolge più di 6 milioni di cittadini che dedicano tempo prezioso all’impegno volontario. Ora però serve un monitoraggio attento sull’applicazione di queste norme, per capire dove funziona e dove no e, in questo caso, prendere atto e cambiare quello che non va, perché bisogna essere consapevoli che in un lavoro come questo, sicuramente impegnativo, potrebbero verificarsi alcune criticità”. Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha elogiato il lavoro di chi opera nel Terzo Settore, che genera un fatturato di 67 miliardi di euro, che vede un milione di occupati e che può contare su oltre 4,5 miliardi di euro di donazioni: “Questa è l’Italia laboriosa e generosa – ha concluso Bobba – che tutti i giorni, quasi silenziosamente, opera per migliorare la qualità della vita delle persone, per promuovere l’inclusione sociale, per rafforzare i legami comunitari. Grazie a questa riforma si apre una fase nuova, la più difficile: trasformare le norme in un cambiamento reale della vita quotidiana delle nostre comunità. Una sfida che non riguarda solo le istituzioni, ma tutti i soggetti che hanno voluto e sostenuto, anche criticamente, questa riforma”.