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dic
2017
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"Un Paese a misura di bambino" grazie a nuove politiche per l’infanzia

C'era anche il NAAA all'incontro promosso dalla commissione bicamerale a Roma

"Un Paese a misura di bambino" grazie a nuove politiche per l’infanzia
Foto: La garante per l'infanzia e l'adolescenza, Filomena Albano, all'iniziativa organizzata a Roma
17 nov 2017

“Progettare politiche per l’infanzia e l’adolescenza: un Paese a misura di bambino”. Questo il titolo dell’iniziativa – promossa dalla commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza in collaborazione con l’autorità garante, il dipartimento per le Politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – andata in scena giovedì 16 novembre a Roma che ha visto la partecipazione del ministro Giuliano Poletti; della vicepresidente della Camera, Marina Sereni; delle vicepresidenti della commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza Sandra Zampa e Enza Rosetta Bundo. Anche il NAAA, con la presidente Maria Teresa Maccanti, era presente all’incontro. Tanti i temi trattati: dalla partecipazione attiva dei più giovani passando per la lotta alla povertà. “Le istituzioni devono andare verso i ragazzi, attraverso un processo di ascolto e partecipazione – ha sottolineato la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, già commissario della Commissione per le Adozioni Internazionali fino al 2015 – L’ascolto deve essere assicurato in tutti gli ambienti di vita del minorenne, soprattutto laddove si manifestano situazioni di maggiore fragilità e vulnerabilità e deve essere realizzato secondo forme che tengano conto del loro grado di maturità e della natura dei problemi da affrontare. L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza è impegnata direttamente nella visita ai centri di accoglienza dei ragazzi migranti giunti nel nostro paese senza adulti di riferimento o agli istituti penali minorili, proprio per garantire loro ascolto personalizzato e partecipazione. L’esercizio concreto di questo diritto diventa infatti lo strumento attraverso il quale i ragazzi hanno la possibilità di ‘partecipare’ alle decisioni che vengono prese a tutela dei loro diritti, ma anche all’elaborazione delle decisioni politiche e amministrative che li riguardano.  L’ascolto e la partecipazione sono due facce della stessa medaglia e rappresentano un elemento costitutivo della democrazia. Una forma di cittadinanza attiva, democratica, che parte dal basso e attraverso l’ascolto da parte di chi può decidere, consente di produrre un cambiamento, seppur attraverso un procedimento mediato e indiretto”.