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Giorno della Memoria, perché non accada mai più

Oltre un milione e mezzo di bambini morirono nei campi di sterminio nazisti

Giorno della Memoria, perché non accada mai più
27 gen 2018

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare", scriveva Bertolt Brechtpoeta e drammaturgo tedesco. Il 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria, in occasione del 73esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa. Si calcola che nei lager nazisti morirono oltre un milione e mezzo di bambini, troppo piccoli per potere essere utilizzati nel lavoro forzato e quindi selezionati per primi - insieme agli anziani, ai malati e ai disabili - per le fucilazioni di massa che riempivano poi le fosse comuni o per essere uccisi nelle camere a gas. Più di un milione di queste giovanissime vittime erano piccoli ebrei, mentre le altre decine di migliaia erano rompolacchisovietici e coloro che vivevano nelle zone occupate dalla Germania nazista, ma anche bambini tedeschi con handicap fisici e mentali provenienti dagli istituti di cura. Nei campi di sterminio sono morti anche 900mila italiani di origine ebraica, soldati catturati in seguito all’8 settembre 1943, omosessualioppositori politici e lavoratori coatti. Tutto iniziò con l’intolleranza e l’odio verbalequando le persone iniziarono a non interessarsi più, divennero prima insensibili e poi chiusero gli occhi davanti all’orrore. Poi vennero le camere a gas e i campi di sterminio. Proprio per questo oggi è importante non dimenticare, affinché quella triste pagina di storia non si ripeta mai più.