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Assistenza pre e post adottiva, crescono i numeri nel 2013

Aumentano gli incontri informativi rivolti alle famiglie organizzati dal NAAA

28 gen 2014
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Seguire i bambini nella fase del post adozione è fondamentale. Lo testimoniano i numeri realizzati dal NAAA nel 2013. Nel corso dell’anno che si è appena concluso sono stati seguiti 761 minori, con 669 relazioni trasmesse all’estero per notiziare il Paese d’origine circa lo stato di adattamento dei piccoli al nuovo contesto familiare, oltre a 553 incontri per offrire il miglior sostegno possibile alla coppia. Per quanto riguarda l’attività svolta direttamente con i futuri genitori nella fase pre adottiva, sono stati organizzati 135 incontri collettivi (con i 99 del 2012), che hanno visto la partecipazione di 575 coppie (contro le 557 di dodici mesi prima) oltre ad 83 momenti di confronto con i professionisti che lavorano all’interno dell’ente. Le famiglie vengono poi incontrate una o più volte dai professionisti, sia per definire la destinazione più appropriata sia per un ulteriore accompagnamento in particolari casi in cui queste provengono da esperienze precedenti dolorose. Gli incontri di formazione dopo il conferimento dell’incarico all’ente sono stati 170 (erano 99 nel 2012), che hanno coinvolto 433 coppie (342 dodici mesi prima). “Abbiamo voluto organizzare più incontri collettivi – spiega Claudia Perello, responsabile Formazione del NAAA - rivolti a meno partecipanti, per cercare di offrire un servizio sempre migliore alle famiglie. C’è stato sicuramente un maggiore interesse verso il nostro ente, dovuto anche ai numerosi eventi organizzati nel corso del 2013 su tutto il territorio nazionale in occasione dei vent’anni compiuti dal NAAA, senza dimenticare l’apertura dei nuovi punti informativi in Emilia Romagna, Liguria, Campania e Sicilia”. L’obiettivo è aiutare le coppie ad essere sempre più informate sul mondo delle adozioni internazionali. “Nel 2013 - continua la responsabile Formazione del NAAA - abbiamo introdotto, all’interno dei corsi di formazione, la parte dedicata ai cosiddetti “special needs”, ovvero i bambini portatori di una patologia, di un difetto congenito o acquisito, oppure di un’età superiore alle disponibilità che la maggior parte delle coppie aspiranti dichiara di voler accogliere. In questo caso una parte delle questioni legata ai rischi sanitari viene già affrontata all’interno degli incontri di formazione e non più quindi dai professionisti psicosociali”. Cresce inoltre la fiducia delle famiglie verso il NAAA. E’ quanto emerge dal rapporto sui family satisfaction raccolti durante le presentazioni informative multimediali del 2013 organizzate in tutte le sedi presenti sul territorio nazionale. “Oltre la metà delle coppie viene a conoscenza del nostro ente attraverso internet - conclude Claudia Perello - che è diventato ormai sempre più uno strumento fondamentale. La stragrande maggioranza dei partecipanti ha apprezzato la chiarezza delle informazioni ricevute ed il senso di affidabilità emerso durante gli incontri. Il merito va a tutti i nostri operatori, che sono sempre più preparati e a completa disposizione delle famiglie”.