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Congo, si apre uno spiraglio: presto una nuova legge

La Cai: "Un passaggio importante ed utile a velocizzare la soluzione delle procedure adottive regolari concluse con sentenza definitiva"

Congo, si apre uno spiraglio: presto una nuova legge
21 gen 2016

Una giornata importante, quella di mercoledì 20 gennaio, che lascia ben sperare per il futuro dei bambini, adottati dalle famiglie italiane, che però si trovano ancora nella Repubblica Democratica del Congo. Il Consiglio dei Ministri del Paese africano ha approvato lo schema di disegno di legge in materia di adozioni che, secondo le previsioni, dovrà essere votato a breve dal Parlamento. La Cai ha pubblicato un comunicato sul proprio sito: “Questo rappresenta un passaggio importante ed utile – si legge nella nota della Commissione Adozione Internazionalia velocizzare la soluzione delle procedure adottive regolari concluse con sentenza definitiva. Negli scorsi mesi la RDC ha intrapreso, infatti, un percorso per la positiva soluzione della moratoria sull'uscita dal Congo dei minori adottati con sentenza definitiva da famiglie straniere: insediando una nuova Commissione Interministeriale presieduta dal ministro dell'Interno e vicepremier Boshab e chiedendo a tutti i Paesi interessati (Italia, Francia, Stati Uniti, Belgio, Canada, Olanda, Gran Bretagna e Germania) il deposito dei dossier relativi a tali procedure al fine di esaminarli approfonditamente verificando la regolarità. Tale Commissione ha analizzato tutti i dossier (circa 1.500) dei vari Paesi. A novembre 2015 il Governo congolese ha iniziato ad autorizzare l'uscita di un primo gruppo di bambini di tutti i Paesi interessati (69 complessivamente), tra i quali 10 per l'Italia - numero che già da solo ha rappresentato un risultato importante per il nostro Paese (a fronte ad es. di 14 per gli Stati Uniti, con quasi 700 procedure pendenti e di 10 per la Francia, con 350 procedure pendenti). A questi si sono aggiunti, immediatamente dopo, altri 7 bambini, portando, quindi, a 17 il numero dei minori adottati da famiglie italiane per cui la RDC ha autorizzato l'uscita dal Paese e che hanno finalmente potuto abbracciare i loro genitori. Siamo, pertanto, fiduciosi che la gioia che le 17 coppie hanno vissuto possa essere presto di tante altre famiglie. In questi mesi il lavoro è proseguito e la RDC, con l'avvio dell'iter di approvazione del disegno di legge sulle adozioni, ha dato un ulteriore segnale forte ed utile che avvicina la soluzione per i minori adottati regolarmente con sentenza definitiva; quindi anche per i bambini adottati dalle nostre famiglie e che attendiamo da tempo”. Nella stessa giornata, un gruppo di genitori che attendono da due anni di poter abbracciare i loro figli legalmente adottati in Repubblica Democratica del Congo hanno manifestato davanti Palazzo Chigi, a Roma. Siamo andati a Roma – si legge nel comunicato diffuso dalle famiglie che hanno promosso l’iniziativaper ricordare al nostro Stato che noi esistiamo. Vogliamo ricordare che meritiamo rispetto e considerazione in quanto cittadini italiani. Siamo andati a Roma perché ormai non crediamo che l’attuale dirigenza della Cai possa influire su una situazione molto complicata. Lo abbiamo chiesto a novembre, lo ribadiamo con forza adesso, che urge un cambio di passo. Urge che qualcuno a livello politico molto più alto possa andare in Congo ed affrontare la situazione parlando con i rispettivi pari grado congolesi. Non si tratta di una questione amministrativa, si tratta di un questione politica. Crediamo fermamente nella legalità delle nostre procedure adottive, crediamo fermamente che l’Italia abbia tutte le carte in regole per uscire da questo impasse. Riteniamo che, pur con tutta la sua buona volontà e con i suoi limiti, la Cai non sia in grado di affrontare in maniera efficace questa crisi. Che i nostri rapporti con gli attuali vertici della Cai non siano idilliaci non ne facciamo mistero, non siamo così ipocriti. Ma la loro sostituzione dal ruolo istituzionale attualmente ricoperto non è un nostro obiettivo. Siamo andati a Roma per aver certezza che qualcuno si stia occupando della nostra situazione e per urlare la necessità di avere notizie dalle autorità competenti”. L’auspicio è che tutti i bambini possano abbracciare i loro genitori. “La nostra speranza – conclude la presidente del NAAA, Maria Teresa Maccanti è che ci possa essere al più presto un lieto fine per l'interesse superiore dei bambini riguardo l'intero settore delle adozioni internazionali”.