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La depressione post-adozione

di Nycole Dumais (Fleurs du Monde - 2003)

07 giu 2006
Passa spesso sotto silenzio. In effetti, nella maggior parte delle agenzie di adozione, dai sevizi sociali e nella comunità medica non si presta in generale, attenzione, la si ignora, non si riconosce la sua esistenza, ma esiste bella e buona. Secondo un'inchiesta condotta dall'Eastern European Adoption Coalition (EEAC), il 65% delle mamme adottive ne sono afflitte. Perché? È riconosciuto ….. che la depressione post-partum esiste ed è dovuta in grande parte ad un cambiamento ormonale. Colpisce nella sua forma benigna, dal 50 all’ 80% delle madri che partoriscono. Per i genitori che adottano, la ragione che spiega la depressione post-adozione non è certo legata ad un cambiamento ormonale. Trae piuttosto le sue origini dal lungo processo preadottivo, l'attesa e l'arrivo tanto aspettati del bambino adottato. La maggior parte dei genitori adottivi sono passati durante gli anni dal tumulto degli alti e bassi dell’infertilità. La maggior parte dei genitori adottivi hanno dovuto vivere il lutto del bambino biologico per volgersi poi verso l'adozione. Le tappe della preadozione, i procedimenti di adozione, l'attesa frenetica, le mille domande da parte di altri sul bambino che deve venire, i preparativi di viaggio, il viaggio in terra straniera ed infine l'arrivo del bambino …, lo spostamento di orario, lo shock culturale, la barriera della lingua, i problemi medici, ecco tutte le condizioni riunite in un periodo di tempo più o meno prolungato che fanno crescere lo stress ad un livello molto elevato. Un momento di felicità, l'euforia. Gli amici, la parentela, i regali che affluiscono. Poi lo shock della realtà : questo bambino è là per restare. Non è più il bambino di cui si guardava teneramente la foto. Cambiano le abitudini di vita. I sogni, le attese irrealistiche, il rapporto col bambino che tarda a concretarsi, la mancanza di sonno, lo shock della realtà e la delusione di avere un bambino che non sia conforme a quello generato nella loro immaginazione colpisce talvolta con forza i genitori adottivi. Non è tutto tanto bello ne tanto rosa come immaginato. Un certo numero di genitori si sente colpevole di provare dei sentimenti di ambivalenza, e di collera verso il proprio bambino. La credenza popolare di amore e di attaccamento istantaneo ne è immaginaria e molto irrealistica. Dopo l'euforia dell'inizio, si succedono i momenti, spesso difficili, di scoperta e di adeguamento al bambino. Secondo i genitori intervistati all'epoca dell'inchiesta dell'EEAC, l'attaccamento vero al bambino si realizza in un periodo che varia da due a sei mesi. La mancanza di preparazione all'arrivo del bambino adottato e la mancanza di sostegno una volta che questo bambino arrivato come esiste nel caso di una nascita, contribuiscono ad aggravare la situazione depressiva. L'ambiente non comprende perché dopo avere aspettato tanto e tanto voluto questo bambino, una persona si senta tanto depressa. Per timore di deludere e di sconvolgere il loro ambiente, parecchi genitori adottivi tacciono la loro sofferenza, una sofferenza spesso corredata di delusione, di rimorso, di vergogna e di colpevolezza, dunque. La maggioranza dei genitori adottivi adotta dei bambini che, .., non sono più dei neonati, dunque che hanno un passato di cui si ignora la storia e che hanno vissuto spesso in realta' istituzionale. Tutti i genitori adottivi adottano dei bambini che hanno sofferto, ad un grado o ad un altro, di una perdita e dell'abbandono. I bambini hanno spesso delle difficoltà e dei problemi di ordine scolastico, neurologico, psicologico e medico. Non è raro che il bambino si attacca solamente ad uno dei suoi genitori. Il genitore abbandonato si sente triste, e deluso. Sempre secondo l'inchiesta dell'EEAC, il 77% dei partecipanti hanno dichiarato di avere provato gli effetti della depressione durante un periodo che varia da due a dodici mesi, e di questo numero, il 45% durante sei mesi e più. Come fare fronte alla situazione? Accettare che un genitore possa soffrire di depressione post-adozione prepararlo nel caso in cui ciò avvenisse sono due tappe per abbreviare il periodo depressivo. Discutere di questa possibilità …. col futuro pediatra del bambino, con l’ente di adozione affinché possa aiutare il genitore …. I rischi di ricaduta depressiva sono più elevati se un genitore ha sofferto già di depressione. Tutto come nel caso dell'arrivo di un bambino biologico, un tempo di adeguamento è necessario. Il massimo di tempo passato vicino e col bambino è essenziale. La chiave della sopravvivenza alla depressione risiede nella preparazione. L'adozione comporta dei rischi. Le sorprese, le frustrazioni e la regressione fanno parte dei rischi dell'adozione internazionale. L'attaccamento richiede del tempo. Il periodo dell'adozione non cessa il giorno in cui il bambino supera le porte del suo paese di adozione. È solamente il punto di partenza di un lungo viaggio. Ad ogni giorno basta la sua pena. di Nycole Dumais (Fleurs du Monde - 2003)