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Fame nel mondo, oggi ne soffre ancora una persona su nove

Sono 795 milioni in ogni parte del pianeta e sono soprattutto donne

Fame nel mondo, oggi ne soffre ancora una persona su nove
14 mar 2017

Ancora oggi una persona su nove nel mondo soffre la fame: sono circa 795 milioni, soprattutto donne.  Paradossalmente, il 98 per cento vive di agricoltura e allevamento. In Africa sono 184 milioni di persone (1 su 4) a soffrire la fame. Un dramma, quello della fame nei Paesi poveri, aggravato dai crescenti livelli di disuguaglianza lungo le filiere di produzione. Ai piccoli produttori alimentari spesso è riservata una frazione sempre più ridotta del valore di mercato dei prodotti venduti in tutto il mondo. Basti pensare che un produttore di cacao oggi riceve meno del 6 per cento del prezzo di una tavoletta di cioccolato, mentre trenta anni fa questa percentuale si attestava al 18 per cento. Pur costituendo oltre il 40 per cento della forza lavoro in molti Paesi africani, le donne hanno accesso a meno del 10 per cento dei crediti concessi in agricoltura ai piccoli produttori. Eppure se avessero lo stesso accesso degli uomini alla terra e ad altri fattori produttivi, si potrebbe migliorare il rendimento dei raccolti del 20-30 per cento: un circolo virtuoso che potrebbe ridurre di molto la povertà.

Le donne utilizzano tutto il reddito prodotto dall’attività agricola per le necessità familiari, mentre spesso gli uomini utilizzano ben il 25 per cento delle loro entrate per altri scopi. Le donne, pur lavorando molto più degli uomini (si calcola che in Africa e Asia lavorano per 13 ore più degli uomini) hanno minore accesso alle risorse, all'istruzione e alla creazione di reddito rispetto agli uomini, oltre a partecipare in maniera minore alle decisioni familiari. Se le donne avessero sufficiente accesso al credito agricolo, se potessero avere un’istruzione adeguata, se fossero in grado di possedere le terre che coltivano, la produzione agricola aumenterebbe sensibilmente, portando fuori dalla malnutrizione e dalla denutrizione 150 milioni di persone. Per questo la battaglia per i diritti e gli strumenti delle donne che lavorano i campi equivale alla lotta contro la fame nel mondo.