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La forza di un sogno: la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza compie trent’anni.

La forza di un sogno: la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza compie trent’anni.
Foto: Giornata Internazionale dei Diritti dei bambini
19 nov 2019

 Un anniversario importante, un momento di riflessione su quello che è stato fatto(molto) e quello che si dovrebbe ancora fare (tanto, purtroppo) perché ancora oggi i diritti dei bambini, in Italia e nel mondo, sono spesso dimenticati.

E proprio il 20 novembre vogliamo ricordare tutte le persone che si spendono per i bambini, per i loro diritti e per la loro dignità.

Per prima cosa vogliamo ricordare Silvia Romano, splendida ragazza e cooperante che si occupa di bambini orfani, rapita esattamente un anno fa in Kenya e di cui non si hanno ancora notizie.

Ti mandiamo un abbraccio Silvia, ti aspettiamo!

L’altra persona che vogliamo ricordare è il venezuelano José Antonio Abreu, mancato nel 2018, musicista pedagogo, politico e Ministro della Cultura. Fondatore di El Sistema, programma di educazione musicale che ha cambiato la vita di migliaia di bambini.

E per raccontarvi che a volte la con la forza di un sogno si può cambiare il mondo, vogliamo usare le parole di due bambini e il linguaggio di una favola.

È MORTO NONNO

  • Pata, è morto un nonno
  • Il nonno di chi?
  • Di tutti noi bambini. Me ne parlava il mio di nonno. Mi diceva di questo signore che viveva nell’America del Sud.
  • E dove è l’America del Sud?
  • A sud dell’America del Nord.
  • E come si chiamava il nonno?
  • Abreu José Antonio e José vuol dire Giuseppe
  • E perché tu lo conoscevi?
  • Mio nonno mi ha raccontato che aiutava i bambini a suonare uno strumento. Io suono il violino, lo sai, Pata?
  • Quindi hai deciso, Pise?
  • Si, mi piace il violino. E mio nonno mi ha detto che nonno Abreu ai bambini che vivono per strada regalava un violino per fargli venire la voglia di suonare. Come vorrei avere un violino da nonno Abreu.
  • Ma tu il violino ce l’hai già!
  • E anche la voglia di suonare. Ma da qualche giorno non faccio gli esercizi perché mi è saltata un corda. Pensa, Pata, nel paese di nonno Abreu i bambini vivono per strada e giocano con le armi ed è pericolosissimo.
  • E non vanno a scuola?
  • Certi bambini no. Allora, violini al posto dei fucili. Infatti mio nonno non vuole neanche che io giochi con i fucili giocattolo. Ripetiamolo, Pata?
  • Si, Pise.
  • Dai, insieme: non vogliamo i fucili come giocattoli!
  • Regalateci un violino!
  • Ciao nonno Abreu e grazie!
  • Si, grazie. Dai, Pise, andiamo da nonno, e porta il violino che lui te lo aggiusta.

Da “Pise e Pata Dialoghi tra bambini sulle cose del mondo” di Andrea Satta-Rrose Sélavy Editore