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Viaggio verso Maricielo

di Fulvio, Stefania, Jessica, Maricielo

Viaggio verso Maricielo
06 nov 2009

Sono passati 4 anni dal primo colloquio con i servizi sociali quando Sarah, la ns. referente ci chiama e ci convoca a Torino. È l’11 settembre del 2008, ci ricevono Sarah ed Irene ed il nostro fiocco è rosa, ci parlano di Maricielo, ci mostrano le foto...l’emozione è così tanta che usciamo frastornati, ma riusciamo nel tragitto di ritorno a chiamare tutti...genitori, fratelli, amici, con le foto in mano, e riusciamo solo a dire che è bellissima.

Le due settimane prima della partenza sono state lunghissime ma alla fine arriva il 26 settembre e si parte per Lima via Madrid, il volo è andato bene a parte un po’ di turbolenza, è solo lungo, siamo partiti di giorno e quindi non si riesce a dormire e alla fine quando tocchiamo terra, dopo 11 ore, non ci sembra vero. Hugo, il ns. referente, ci aspetta all’aeroporto e ci accompagna in albergo. È venerdì sera e la città è un caos totale, clacson che suonano, gente che si sporge dagli autobus gridando le destinazioni, una miriade di colori, ci sembra di essere in un altro mondo, Jessica si guarda in giro frastornata e felice.

Arriviamo il venerdì sera ed il primo incontro con Maricielo è per lunedì, abbiamo quindi due giorni per guardarci in giro, Hugo ci ha sistemati in un Hotel a Miraflores, il quartiere è tranquillo e ben vivibile decidiamo quindi di vedere un po’ la città. Hugo è bravissimo ci dà tutte le indicazioni, la sua disponibilità è totale, ci dice non fatevi problemi chiamatemi per qualsiasi problema, per qualsiasi cosa avete bisogno e ci viene in mente Sarah che ci ha detto mi raccomando Hugo è bravo e disponibile ma non è un tour operator. Partiamo da Piazza de Armas, con una guida visitiamo la città.

Per le vie incontriamo lustrascarpe, cambiavalute, gente che chiede l’elemosina e tenta di venderti qualsiasi cosa, cerca di attirarti nei negozi con la loro parlantina. Ogni volta che qualcuno ci chiede di dove siamo poi ci dice Gracias di avere scelto il Perù... per il momento siamo dei turisti.. più avanti ci diranno Gracias di aiutare uno dei nostri bambini in difficoltà... i peruviani sono straordinari da questo punto di vista, l’attenzione per i bambini è assoluta. Dopo circa 3 ore torniamo in albergo a incontrarci con Hugo, che ci informa sul programma dei prossimi giorni, domani partenza per Arequipa e lunedì mattina incontro con Maricielo... l’adrenalina è a mille.

Cosa penserà Maricielo quando ci vedrà.

Hugo ci accompagna ad Arequipa, è veramente una persona speciale, si occupa di ogni cosa e nonostante la difficoltà della lingua per noi, lui si fa in quattro e mano a mano che passano i giorni e lo conosci meglio capisci che la sua disponibilità è parte del suo buon carattere. Noi dobbiamo fare ben poco, Hugo prepara tutto nei minimi particolari e noi dobbiamo solo seguirlo quando ha bisogno della nostra presenza. Ad Arequipa, siamo in un hotel con giardino e piscina, si sta molto bene, Fulvio non sta molto bene, la cervicale si fa sentire e la nausea lo accompagna per qualche giorno e per lui il primo giorno dell’incontro è stata una prova di coraggio, ma la voglia di incontrarla è tanta. Arrivati davanti all’Hogar abbiamo il cuore in gola è il 29 settembre, ci accoglie l’assistente sociale e la direttrice dell’orfanotrofio, poi arriva Maricielo che come ci vede si mette a strillare. Piano piano si calma, si fa prendere in braccio, facciamo un giro all’esterno e poi torniamo all’Hogar. Maricielo ci fa vedere dove mangia e dorme, all’esterno gli altri bambini ci vengono incontro, ci toccano, lei strilla, non vuole che si avvicinino. Maricielo rimane con noi tutto il giorno, è una bambina allegra, ama molto il contatto fisico e gioca volentieri, ride, ride tantissimo. Il tragico è lasciarla in istituto nel pomeriggio, piange e tende le mani e noi dobbiamo lasciarla lì.

Nei giorni seguenti comincia a parlare, poche parole, non ne sa dire molte, ma pian piano comincia ad avere fiducia e il secondo giorno ci concede un bacio. Al quarto giorno la lasciano con noi anche a dormire, è tranquilla e dorme tutta la notte, è felicissima dei suoi vestiti nuovi, e gira intorno a tutto dicendo è mio, è mio. Hugo ritorna a Lima, in questi giorni è sempre stato con noi, e ci ha accompagnati durante il percorso. È arrivata in Albergo una coppia di italiani che vive a Lima e che ha adottato 2 bambini peruviani circa 3 anni fa. Il giorno dopo ad Arequipa c’è una manifestazione del governo, il presidente è qui e la città è piena di militari e di polizia, andiamo a vedere il convento di Santa Catalina, Jessica è molto interessata, Maricielo un po’ meno, corre e salta e si fa portare in braccio. Maricielo è un po’ stanca e sempre poco interessata, in effetti a 4 anni certe cose forse sono un po’ noiose, infatti si diverte molto di più il giorno seguente quanto andiamo a vedere un mulino che fino alla fine degli anni 70 era l’unico mulino di Arequipa e serviva tutta la città, molto bello il posto pieno di verde, Maricielo si diverte a correre sui prati. Maricielo è felice e a noi sembra impossibile conoscerla da così poco, sembra già sia con noi da sempre.

Chiediamo ad Hugo se è possibile andare a vedere il Canyon del Colca, lui dice che possiamo farlo e di rivolgerci direttamente in Hotel per avere informazioni su un’agenzia di viaggi affidabile. In Perù sono tutti molto disponibili e non abbiamo problemi ad organizzarci, partiamo dopo un paio di giorni. La gita alla valle del Colca è di due giorni, la prima fermata è ai terrazzamenti incaici, proseguiamo e ci inerpichiamo, con il pulmino, verso nord ovest, superando i vulcani del Misti e del Chachami ed entrando nella Reserva Nacional Salinas Y Aguada Blanca, qui arriviamo alla zona della vicunas, ed è qui che avvistiamo le vigogne, e poi più avanti gli alpaca, è un animale molto mansueto e per la strada trovi spesso dei bambini con un alpaca al laccio che ti chiedono un sol per farsi fotografare, Maricielo è terrorizzata e fugge ogni qual volta ne vede una, le ammira solo al sicuro del pulmino. Superata la riserva, la strada si fa sempre più sconnessa,è qui che tocchiamo il punto più alto 4800 mt., scendiamo ad ammirare il Nevado Ampato, oltre 6000 mt., è qui che è stata ritrovata Juanita, ci indicano il punto in cui nasce il Rio delle Amazzoni. Qui si fa fatica a respirare e la testa sembra schiacciata da una morsa, c’è il solito mercatino, maglioni, cappelli, borsette, risaliamo e ripartiamo, Maricielo non accusa alcun sintomo e salta come al solito, mentre noi fatichiamo ad ogni passo. Piano, piano scendiamo di livello e arriviamo a Chivay, poi proseguiamo verso il ns. albergo, ha il tetto di paglia ed è molto caratteristico, pomeriggio alle terme: Maricielo sguazza come un pesciolino.

Il mattino seguente partenza per il canyon, qui dovremmo anche avvistare i condor, ci crediamo poco ma in ogni caso noi siamo venuti per il canyon. Incredibile ma i condor ci fanno un regalo e si fanno vedere, Maricielo è più interessata ai sassi e li lancia ovunque. La vegetazione è arida, ci sono numerosi cactus e fichi d’india che crescono solo oltre i 3000mt. Il tour è stato bello, ma quanta polvere. Maricielo è stata bravissima, abbiamo passato due giorni nel pulmino e lei è stata molto tranquilla, ha giocato e si è anche divertita, beh è sempre così, unica nota dolente è quando andiamo a tavola, vuole fare tutto da sola e fa dei pasticci da non credere...ma imparerà.

Lunedì 13 ottobre è arrivato Tio Hugo, come lo chiama Maricielo, con la dichiarazione definitiva del Mimdes, sbrigate le pratiche il 15 ottobre si riparte per Lima, Maricielo è eccitata perché si vola, in aeroporto non sta ferma un attimo e quando saliamo sull’aereo ride e salta, fino a quando non le allacciamo le cinture di sicurezza che tenta in ogni modo di togliersi, non ci riesce e allora scoppia a piangere, ma i suoi pianti durano 5 minuti e poi torna sorridere. Quando scendiamo dall’aereo l’hostess le regala le caramelle e lei contraccambia con un mega sorriso (adora le caramelle). Siamo in quel di Lima, questa città dal cielo perennemente coperto e perennemente caotica, siamo vicino all’oceano, che spettacolo! Peccato che al posto dell’infrangersi delle onde si senta il traffico delle auto. Dopo le ultime firme all’autorità centrale non ci resta che attendere le traduzioni e poi il rientro.

Visto che non abbiamo nulla da fare, decidiamo di andare a fare un giro a Cusco e Macchu Picchu, dopotutto dobbiamo conoscere il paese di nostra figlia. Jessica è entusiasta di andare a Macchu Picchu, ci teneva molto, Hugo ci consiglia un’agenzia perché non sono tutte affidabili e domenica 19 ottobre partenza per il tour. Incontriamo due donne italiane, hanno vinto un viaggio in Perù e sono partite lasciando a casa mariti e figli, e ogni tanto parlare italiano fa proprio bene. Arriviamo nella piazza centrale “Plaza de Armas”, che ai tempi degli incas si chiamava Huacaypata ed è il fulcro della città, qui sventolano 2 bandiere, una è rossa e bianca, quella del Perù, l’altra è quella di Tahuatinsuyo che ha i colori dell’arcobaleno e rappresenta i 4 quarti dell’impero inca, visita alla cattedrale e poi ad alcuni siti archeologici. Il giro è stato bello, ma eravamo così stanchi, che dopo una pizza veloce con le due italiane siamo andati velocissimi a dormire...anche perché il giorno dopo partenza alle 4,40 per Machu Picchu.

L’emozione è tanta alla partenza verso la città perduta degli Inca...sembra impossibile che questa città sia rimasta sconosciuta per tanti anni, è uno spettacolo incredibile. Il 25 ottobre andiamo fuori Lima in un posto chiamato El Arriero, è una fattoria con ristorante e giochi per i bambini. Ai bambini è consentito prendere in mano i pulcini e gli anatroccoli, i dipendenti consegnano ai bambini dei cestini con carote e mais da dare agli animali, Maricielo non sta nella pelle dalla felicità, pulcini, anatroccoli, caprette, scoiattoli, pappagalli, galli, galline, faraone, maiali, alpaca, cerbiatti, conigli, cavie, cavalli, asini, mucche… per lei è una festa, tira Fulvio per salire sul cavallo, e poi con noi ci sono delle altre famiglie quindi tanti bambini.

Il 31 ottobre andiamo a fare il passaporto a Maricielo, Hugo ci accompagna. La notte di Halloween la passiamo a casa dei ns. amici italiani, niente di particolare pizza e risate, Maricielo si diverte come una pazza, salta e grida fino a mezzanotte, poi ci riaccompagna Paolo per fortuna, trovare un taxi è impossibile. Ed è di nuovo lunedì, sabato la terra ha tremato, Jessica ha sentito il terremoto per la prima volta, una scossettina da niente dicono i peruviani...si ma che rumore...e che paura. L’ultima settimana è stata la più lunga, la voglia di tornare a casa era davvero tanta, e finalmente si parte, si torna a casa.

Eravamo preoccupati per il volo di ritorno, come avremmo fatto a tenere ferma Maricielo, poi in realtà ha sempre dormito ed ora siamo a casa, la signorina è super coccolata da tutti, nonni, zii, cugini, amici e parenti vari, la casa è sommersa di giochi, noi siamo al settimo cielo e Maricielo sembra molto felice di essere in Italia. In tanti ci avevano detto che poi si dimentica tutta l’attesa, noi possiamo solo dire che abbiamo aspettato tanto ma ne valeva la pena perché Maricielo è una gioia, siamo felici di essere stati abbinati al Perù che è un paese straordinario, con la sua gente che, seppur povera, riesce sempre a donarti un sorriso e nostra figlia, che è bellissima, con la sua carica positiva ci arricchisce ogni giorno di più e non ci farà dimenticare questo straordinario viaggio che è il percorso adottivo.