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La Zarina Ucraina

Vanna e Luigi

La Zarina Ucraina
28 mar 2005

A tre anni dall’arrivo del nostro primo bimbo, eccoci volare verso le terre nere dell’Ucraina. Arrivati a Kiev ed espletate le procedure di rito partiamo per DNIPROPETROVSK per conoscere la sorellina che Andrea desidera tanto.Siamo ricevuti dalla direttrice dell’istituto n. 6, in periferia della citta'. Attorno al basso fabbricato ad un piano, un grande giardino con i colori dell’autunno inoltrato… dall’interno si odono voci di bambini e canti. L’istituto si presenta molto bene, ben tenuto, pulito, appena restaurato. Dopo le presentazioni ed il controllo dei documenti della bimba ci portano a conoscere Natalia. Ci viene incontro una topolina di quattro anni circa con le scarpette che suonano ad ogni passo, con un fioccone in testa più grande di lei.. ci guarda di sottecchi e sorride con una faccina da birba… Insieme a lei ci portano in una palestra ben attrezzata con spalliera, anelli, scale, canestri, corde per saltare, palloni, hula-hop, trapezi, cyclette e.. pianoforte: tutto e' pulito ed in ordine. La bambina si dimostra subito molto interessata alle caramelle che abbiamo portato… ne prende una manciata ma deve posarle presto: con le mani impegnate non riesce ad aprirne neanche una. Dopo averne messe due o tre in bocca voracemente, passiamo ad esaminare il contenuto della borsa dove ci sono i giochi che le abbiamo portato. Si dimostra molto intelligente e vispa ripetendo le nostre parole in italiano. Dopo questo primo incontro con lei e la nostra accettazione, inizia la “maratona forzata” per la produzione dei documenti… ed e' la parola giusta perche' bisogna peregrinare da un ufficio all’altro per fare domande, firmare da notai, mandare fax, portare documenti, chiedere appuntamenti, prendersi nota degli orari dei vari uffici… inoltre Vera ha un passo sveltissimo a cui bisogna stare dietro: e Gino, dall’alto del suo 1,90 e delle sue lunghe gambe… fa fatica a starle dietro! Con la bimba ci vediamo altre volte.. fa la furbetta! Quando andiamo a prenderla nella sua aula tutti gli altri bimbi ci vengono incontro (sono in 16), ci chiamano “mama e papa” e ci abbracciano le gambe e lei ci guarda e sorride ma fa finta di niente… ormai ha capito che lei avra' la prerogativa di averci per sempre! Quando rimaniamo soli e lei si scatena per fare delle cose che non deve fare. Quando le diciamo “niet” per un po’ di volte, ci prende per mano e ci indica la strada per riportarla nella sua aula… sembra volerci dire “voi non mi fate fare quello ed io me ne ritorno su con i miei amici” .. più realisticamente la sua aula non contiene oggetti a lei vietati. Sicuramente ha carattere! La nostra adozione si e' conclusa, ora Noemi Natalia e' con noi e con suo fratello Andrea. Un rimpianto c’e': in questa nostra esperienza l’affanno nel preparare tutti i documenti ci ha fatto vivere meno intensamente l’emozione dell’adozione che invece avevamo vissuto fortissima con il nostro primogenito! I vari problemini/problemoni riscontrati (siamo capitati in una regione in cui le adozioni erano ferme da due anni ed un giudice era stato incriminato per non aver gestito correttamente un’adozione internazionale) hanno fatto sì che il nostro interesse fosse focalizzato sul come risolverli… invece di indirizzarlo unicamente alla bambina! Comunque sia: ne e' valsa la pena.