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Domande a bruciapelo

Cristina Lelli

Domande a bruciapelo
09 lug 2008

Mio figlio Thuan, mi ha chiesto per la prima volta "come nascono i bambini" quando siamo usciti dall'istituto di Thai Nguyen dove si trovava sua sorella Thu Thuy.Durante la cerimonia era molto eccitato ed emozionato, coinvolto nella "festa dell'incontro con la sorellina", poi sulla strada del ritorno mi ha chiesto a bruciapelo: "mamma è vero che i bimbi nascono nell'uovo, perché io lo so!". Gli ho risposto che i bimbi nascono nelle pance, non ho parlato di donne, ho pensato che la giornata era già stata molto ricca.

A quel punto lui ha chiesto: "e mia sorella?", e io: "anche tua sorella", e ancora: "e io mamma dove sono nato?", "sempre in una pancia", "e la mia pancia dov'è?", "la tua pancia figlio mio non sappiamo dov'è, sappiamo che non poteva tenerti, io e papà volevamo tanto un figlio come te, così come sei, e tu avevi bisogno di una mamma e di un papà che ti amassero e si prendessero cura di te, quindi abbiamo preso l'aereo e abbiamo affrontato questo lungo viaggio per venire da te, e saremmo andati ancora più lontano se fosse stato necessario. " "E perché la mia pancia non poteva tenermi?" "Non lo sappiamo, forse non poteva nutrirti o forse non aveva abbastanza forza per accudirti, non sappiamo, ma comunque noi eravamo pronti e felici di accoglierti nei nostri cuori e nella nostra famiglia". Poi gli ho detto: "tutto quello che vedi fare, e che abbiamo fatto insieme adesso per tua sorella, è stato fatto per te, con lo stesso amore, la stessa felicità di crescere e diventare insieme una famiglia".

Questo è successo il 19 dicembre 2006, Thuan aveva 4 anni e due mesi, nei giorni seguenti è stato sempre dolce e protettivo con sua sorella. le diceva: "piccola Thuy sei molto lontana da casa" riferendosi alla nostra casa in Italia. Con noi invece era disubbidiente e molto indipendente come se fosse cresciuto di 2 anni in pochi giorni, un pomeriggio disse che sarebbe andato in centro con un taxi, tanto sapeva come fare. Disse anche: "io capisco il vietnamita (riferito alla lingua) purché io sono vietnamita", con un orgoglio che sembrava un uomo e non un bambino.

Quando siamo tornati a casa, dopo qualche giorno a tavola disse fra se e se: "era là, da sola, piangeva, noi siamo arrivati e l'abbiamo portata a casa con noi". Sembrava una riflessione come per giustificare tutti i cambiamenti che ne erano derivati. Nel complesso, dopo i primi mesi difficili anche per lo stato di salute della piccola, possiamo dire che Thuan è contento e sereno, ha accettato molto bene questa sorellina che lo adora. Ogni tanto dice che vuole essere piccolo, ma facendo un rapido elenco di tutto quello che si può fare a 4 anni e mezzo, ogni volta decide che è meglio lasciare tutto come sta.