11
ago
2022
  • NAAA App
NAAA Onlus

Dalla Colombia il nostro tanto atteso David

Dalla Colombia il nostro tanto atteso David
12 dic 2008

Il titolo è il riassunto della nostra lunga storia adottiva, colma di speranze, attese, delusioni, ripagate però dall’arrivo di Jesus David un bambino molto affettuoso, intelligente e con una prorompente personalità e voglia di vivere.

Il nostro cammino inizia nel 2001 con la domanda d’idoneità, nel 2002 otteniamo il decreto dal tribunale dei minori e affidiamo l’iter adottivo al NAAA. Nel 2003 dopo avere esplicato tutte le varie fasi burocratiche e il corso zig-zag per conoscere le varie problematiche, veniamo assegnati alla Colombia e parte la domanda all’I.C.B.F.; questo è stato il periodo più difficile, gl’anni passavano ma la risposta era sempre quella: bisogna aspettare, avere pazienza!

Finalmente quando oramai ci eravamo rassegnati a non fare più programmi, nel settembre del 2007 mi chiama Irene per informarci che il giorno 12 (tra l’altro nel giorno del compleanno di Natalina, non poteva esserci miglior regalo) eravamo convocati per il corso “paese che vai” e di esserci assolutamente tutti e due; lì abbiamo capito che era arrivato il nostro momento! Siamo partiti per Ciriè con il cuore in gola, anche se ci dicevamo non aspettiamoci niente per non illuderci per l’ennesima volta! Alla fine della prima parte del corso ci hanno detto che c’erano delle comunicazioni importanti! L’abbinamento è stato un momento di incredibile emozione, forse anche più dell’incontro, per molteplici motivi: l’attesa colma di tanti sacrifici e speranze, lo sconforto di tanta attesa, in quel momento abbiamo scaricato con lacrime di gioia tutta la tensione accumulata in tanti anni! E poi la foto di David un po’ seria e un po’ triste, ma con due occhi dove si intravedevano furbizia e scaltrezza, ci siamo da subito innamorati del nostro bimbo ed eravamo impazienti di partire.

Una settimana prima ci avvisano che la partenza è il 14 ottobre; inizia la frenetica corsa per i preparativi burocratici e logistici con l’aiuto prezioso di Sarah (il suo è un grande lavoro oscuro), una settimana intensa, ma alla vigilia siamo prontissimi: inizia la più importante esperienza della nostra vita l’incontro con nostro figlio! Partiamo alle 6 da Malpensa per Santafè di Bogotà via Parigi e subito c’è il primo problema: la dogana francese ci fa notare che la data del visto di Natalina è sbagliata (l’importanza di controllare sempre l’esattezza di tutti i documenti), si risolverà con una perdita di tempo alla dogana Colombiana.

Arriviamo a Bogotà dopo 15 ore di viaggio per un momentaneo scalo a Cali’ stanchissimi, all’uscita dell’aeroporto Eldorado ci accoglie l’infaticabile, prezioso, gentilissimo Jaime che ci accompagna al bellissimo appartamento di proprietà del dottor Torrado, districandosi con abilità nel caotico e confusionario traffico della città.

L’appartamento è situato in zona calle 85, una delle più sicure, ma non per questo prive di insidie: infatti abbiamo subito il classico tentativo di truffa dei poliziotti falsi e un tentativo di scippo per fortuna entrambi sventati. Nelle vicinanze c’è di tutto: un grosso supermercato, centri commerciali, bar, ristoranti e moltissimi negozi di ogni genere. Dopo il nostro arrivo abbiamo avuto 3 giorni per riposarci e ambientarci. Il 18 alle 9 accompagnati dall’avvocato referente Jhoanna abbiamo preso l’aereo per Valledupar, principale città della regione di Cesar; l’incontro è previsto alle 12 all’I.C.B.F., prima però corriamo (siamo in grave ritardo) in hotel per cambiarci e rinfrescarci (a Valledupar c’è un caldo umido asfissiante, niente a che vedere con i 15-20 gradi ventilati Bogotà). Arrivati all’I.C.B.F. passando davanti ad un ufficio intravediamo un bimbo, ma ci dicono di attendere fuori, ma dopo pochi istanti avendoci visto David scappa fuori (dimostrandoci già il suo carattere impaziente e senza regole) e corre tra le braccia del papà. Dopo i primi affettuosi baci si avventa sulla moto e la macchina che avevamo portato come doni e cominciamo a giocare. Il tutto si è svolto in modo veloce e senza attese, da quel momento ci siamo trovati con nostro figlio cambiando radicalmente la nostra vita!

I primi giorni sono stati di studio e conoscenza, sia per la lingua, che per l’affiatamento e instaurare i primi contatti affettivi. Si è rivelato subito un bambino molto affettuoso e intelligente, imparando velocemente l’italiano e le cose nuove, ma per contro restio a seguire le regole e soprattutto nel fare il contrario a ordini precisi (rivelando un carattere orgoglioso). Il momento più difficile nei primi giorni era quando si andava a dormire: andava in crisi e piangeva ricordando la sua mamita. Ma dopo pochi giorni con le coccole non si è più ripetuto. Un altro problema all’inizio è che voleva quasi sempre il papà, con il tempo anche questo si è risolto.

Tornati a Bogotà inizia l’attesa per il ritorno in Italia, i giorni sono tutti uguali: parco giochi, centri commerciali (il periodo di Natale ha aumentato questa quotidianità! Tra l’altro molto belli e addobbati con angoli giochi a tema per la gioia dei bambini). Ogni tanto qualche passeggiata con la ragazza delle pulizie Marta, la compagnia della famiglia Bonifazi: Alberto, Viviana e la dolce Andrea Juliana, la famiglia Castelnuovo: Filippo e Sabrina per soli 2 giorni (abbiamo conosciuto poi in Italia la loro figlia, la dolce Monica), tutti nostri carissimi amici. Però anche se questo lungo periodo da soli è servito per fortificare l’affiatamento tra noi, alla lunga la voglia di tornare in Italia diventa la massima priorità. L’aereo per il ritorno è prenotato dopo 45 giorni di permanenza, ritenuto il massimo di solito della permanenza in Colombia; alla notizia che dovevamo rimandare la partenza, c’è stato un momento di smarrimento! Ma ci siamo detti: siamo qui, non ci sono alternative, manteniamo la calma e teniamo duro sono gli ultimi giorni! Devo dare atto che da quel momento intuito il nostro stato d’animo, l’impegno di tutti è stato ancora più frenetico per velocizzare le procedure. L’autorizzazione della C.A.I. e il visto dell’ambasciata, atti finali per la partenza, ci consentono la partenza dopo 55 giorni di permanenza in Colombia; sono tanti, però se ci penso adesso, un po’ mancano le giornate spensierate in Colombia, nonostante la lunga permanenza e le varie problematiche, è stata un’esperienza unica, indimenticabile e un giorno vorremo tornarci con il nostro David, perché è il suo paese e un po’ anche il nostro.

Al ritorno in Italia sapevamo che ci attendevano per una grande festa e cosi è stato! Una Incredibile emozione e gioia per noi (soprattutto per David stordito da tanto calore e giochi), parenti e amici. Al momento di questo scritto sono passati già 8 mesi dal rientro in Italia, David si è integrato alla grande, è molto attaccato alla cuginetta, sta bene ed è contento, frequenta con entusiasmo l’asilo e gli piace moltissimo giocare con i bambini; il suo carattere è vivace, prorompente. E’ orgoglioso ci impegna molto, ma è molto ricco di soddisfazioni e siamo contenti per noi, ma soprattutto per David.

Per ultimo vogliamo esprimere i nostri ringraziamenti, per tutte le persone che ci hanno aiutato nel cammino adottivo: per primo il NAAA come ente, che ci ha preparati e supportati, prima, durante e dopo nell’iter adottivo; la Flavia (usiamo il tu per tutti, prima di tutto sono persone amiche) e Rino di Arconate che ci hanno seguito per i primi passi fino all’abbinamento; la preziosissima, brava e gentile Sarah, responsabile della Colombia, che ci ha seguito prima, durante la permanenza e dopo il rientro in Italia in collaborazione con la gentile psicologa Irene e altri collaboratori NAAA; per la Colombia un affettuoso ringraziamento al prezioso, instancabile, premuroso Jaime che ci ha seguito in tutto il nostro soggiorno per le varie burocrazie e per qualsiasi problema; alla ragazza delle pulizie Marta, che ci ha aiutato, rincuorato nei momenti di sconforto e bisogno, anche accompagnandoci in gite in Bogotà e dintorni sentendoci più sicuri; ringraziamo tutto l’ufficio del dottor Torrado e lo stesso per la gentile cortesia e interessamento per David e le nostre persone; un discorso a parte per Jhoanna la referente: come avvocato ha tutto il nostro plauso, molto capace e disinvolta nella burocrazia (a volte diciamo particolare, anche se non ci è mai stato chiesto niente più di quello che serviva) Colombiana; è mancata un po’ di sensibilità nei nostri confronti, era la persona in cui pensavamo di contare di più, comunque ringraziamo anche lei per quello che ha fatto ma ci aspettavamo di più! La ricordiamo comunque con affetto e le abbiamo mandato un email e ci ha risposto cortesemente con altrettanto affetto.

Un sentito e immenso grazie a tutti da David, papa’ e mamma