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Storie di Papà: Il Mio Cucciolo è Nato in Vietnam

04 feb 2010
Presidente di Save the Children Italy, ma anche papà adottivo. Claudio Tesauro ha una famiglia 'United Colors of Benetton': lui è napoletano, sua moglie Murielle è olandese, e loro figlio è uno splendido bimbo vietnamita.Vista la sua storia personale, la triste situazione dei bambini di Haiti lo hanno colpito in maniera particolarmente violenta: "Provo un senso profondo di dolore ed impotenza - e capisco la reazione di tutte quelle persone che vorrebbero immediatamente correre ad Haiti per prendere i bambini e portarli al sicuro ed al caldo di una famiglia. Purtroppo, però, questo non è possibile e sicuramente non sarebbe la soluzione migliore per quei bambini." Durante situazioni di emergenza, come appunto il terremoto ad Haiti, si ritiene meglio tenere i bambini (apparentemente) abbandonati in loco. Innanzitutto, perché almeno un genitore potrebbe essere sopravvissuto ma non ancora rintracciato a causa del totale caos che regna dopo una tale calamità. Ma anche perché, in paesi come questo, la famiglia estesa (nonni, zii, cugini o anche fratelli o sorelle maggiori) spesso supplisce in maniera assolutamente normale ai genitori deceduti. L'adozione internazionale, con l'inevitabile sradicamento del bambino - ed il doversi abituare ad una famiglia nuova, in un paese nuovo, con abitudini e costumi nuovi - è l'ultima opzione. E', però, l'opzione che Save the Children favorisce al posto dell'orfanotrofio (sempre meglio una famiglia, che un'istituzione) ed è una che Claudio conosce bene. Mi chiedo se dopo il lungo (e non sempre facile) processo di adozione, lui si ritiene un padre diverso da quello che si sarebbe aspettato: "Quando stavamo per completare la nostra adozione, tutti mi dicevano che nel momento stesso in cui lo prendi in braccio per la prima volta - quel cucciolo diventa tuo figlio. E confesso che ero scettico, pensavo che la mia parte razionale avrebbe prevalso ed invece...avevano ragione loro." Continua l'avvocato: "E’ una sensazione difficile da descrivere, troppo intima e personale. Minh è mio figlio ed è come se lo fosse sempre stato. Forse nei suoi confronti, soprattutto all’inizio, avevo un po' di “timore reverenziale”; mi riusciva difficile essere severo perché pensavo che in fondo ne aveva passate già tante. Ma poi si impara!" A vederlo con Minh Hung, di tre anni, è ovvio che i due hanno un rapporto allegro, complice, fisico. Un padre immensamente fiero di suo figlio, Claudio mi racconta: "Sono due, forse, le cose che mi hanno colpito di più da quando sono diventato papà. Da un lato, si torna inevitabilmente a riconsiderare il rapporto con il nostro papà. E' come se - quando diventi tu papà - torni anche ad essere figlio. Un’analisi attenta del tuo rapporto con il tuo papà, ti può aiutare a capire come ti comporti nei confronti di tuo figlio." "Dall’altro, trovo inevitabile - anche se evidentemente sbagliato - proiettare sul figlio i propri desideri e le proprie ambizioni. Forse la cosa più difficile è accompagnarlo nel suo percorso di crescita, nel rispetto dei suoi tempi e del suo carattere." La sua frase conclusiva mi colpisce molto, dice: "Secondo me, la nostra società dovrebbe aiutare di più i genitori, non è sempre facile essere un buon papà." Claudio ha ragione. E non è nemmeno sempre facile essere una buona mamma. Ma chi dovrebbe aiutare? Da dove dovrebbe venire questo sostegno? fonte: mammamia.corriere.it Scritto da: Juliet Linley alle 20:58Read this post in english