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ADOZIONI. Discriminate le madri adottive co.co.pro

31 mag 2010
Interrogazione del senatore Ferrante riguardo a una disparità di trattamento dell'Inps: le collaboratrici madri adottive hanno diritto a solo 3 mesi di maternità.La mamma è sempre la mamma, ma non se è una lavoratrice precaria. E' la situazione denunciata in seguito a una grave disparità di trattamento dell'Inps: se è vero che la legge sulla maternità ha equiparato la maternità biologica e quella adottiva, questo non succede se le madri adottive sono lavoratrici a progetto (Co.Co.Co o Co.Co.Pro.) La loro maternita' è considerata di serie B dall'Istituto nazionale di Previdenza Sociale e hanno diritto a un periodo inferiore di maternità retribuita (da 5 a 3 mesi): e' l'accusa lanciata dal senatore del Pd Francesco Ferrante, primo firmatario di un'interrogazione ai ministri del Welfare e delle Pari opportunita', Maurizio Sacconi e Mara Carfagna. Secondo Ferrante 'e' incomprensibile che mentre le madri adottive lavoratrici dipendenti hanno giustamente ottenuto, con la legge 244 inserita nella manovra Finanziaria 2008, di poter stare a casa 5 mesi pagate (al 100%) le lavoratrici cococo e cocopro, hanno visto riconosciuto loro solo 3 mesi pagati all'80%. I ministri Sacconi e Carfagna intervengano per sanare quest'evidente ingiustizia, 5 mesi di congedo sono vitali per tutte le mamme-lavoratrici e soprattutto per i loro figli". "Una volta equiparato il congedo di maternità delle iscritte - prosegue Ferrante - alla Gestione separata a quello delle dipendenti per quanto riguarda la maternità biologica (5 mesi), una volta sancito che 'in caso di adozione di minore, il congedo di maternità ... spetta per un periodo di cinque mesi dall'ingresso del minore nel nucleo familiare', cosí recita la legge, c'è davvero bisogno di una legge o di una circolare ad hoc dell'Inps che ribadisca esplicitamente che tutto questo vale anche per le iscritte alla Gestione separata? E' assolutamente evidente - conclude il senatore Pd - che il governo deve rimediare subito a questo trattamento discriminatorio che finora è stato riservato a chi ha scelto la strada lunga e tortuosa dell'adozione, affrontando anche ingenti spese economiche. Non possiamo che attenderci dai ministri Sacconi e Carfagna un intervento risolutore in tempi rapidissimi". fonte: beta.vita.it di Benedetta Verrini 31 maggio 2010