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Un vero senso alla nostra vita

di Monica e Paolo

Un vero senso alla nostra vita
06 ago 2010

Oggi, 06/06/2009, mentre guardo la mia bimba che sta serenamente dormendo mi sono decisa ad iniziare questo nostro “diario di viaggio”. E' mio desiderio che questi ricordi restino scritti, nero su bianco, oltre che impressi nel mio cuore per tutta la vita. Mi spiace non aver avuto il tempo, e forse un po’ la voglia, di iniziare prima questo diario, ma sia io che Paolo non abbiamo avuto un attimo di respiro dal rientro in Italia con la nostra piccola Maria, ma rivivere quegli attimi travolgenti dell’incontro con la nostra bimba è qualcosa di unico ed indimenticabile. Inizio quindi questo diario con un po’ di prefazione per cercare di trasmettere le nostre emozioni ed il nostro desiderio di avere un figlio.

La nostra è una coppia ben collaudata, infatti ci conosciamo da circa 26 anni e siamo sposati da circa 17 anni. I primi 10 anni di matrimonio sono “volati” tra lavoro, viaggi e purtroppo “soprattutto” tra la malattia di mio papà, costringendoci a spostamenti continui in diversi ospedali italiani e europei. L’insieme delle situazioni ci portano a mettere in secondo piano l’idea di avere un figlio. Quando però ci rendiamo conto che gli anni passano e ci decidiamo, forse, è un po’ troppo tardi. Ci consigliano di iniziare a pensare ad un’eventuale adozione. Bene, devo essere sincera: psicologicamente per me è stata una doccia fredda. Mi sono sentita una donna incapace di compiere l’atto d’amore più importante nella vita di ogni donna. Forse era ancora troppo presto pensare e capire che l’atto d’amore più importante è dare amore e crescere un figlio e non quello di procrearlo! Mio marito invece è già convintissimo, è a sua volta figlio adottivo ed ha sempre manifestato questo desiderio.

Presentiamo quindi i documenti al tribunale dei minori a Febbraio del 2005 e da questo momento parte l’attesa. Veniamo convocati dalle assistenti sociali a giugno dello stesso anno e dopo qualche incontro viene stesa ed inviata la relazione psicosociale al Tribunale dei minori. Siamo ad inizio ottobre del 2005. A questo punto le settimane passano, ci ributtiamo a capofitto nel lavoro. A novembre cominciamo a pensare che presto il giudice ci dovrebbe convocare per il colloquio.

Siccome non vogliamo perdere del tempo prezioso, che con l’adozione internazionale è determinante, iniziamo a pensare a che associazione dare il mandato quando avremo il decreto di idoneità. Cominciamo a contattare le varie associazioni, partecipiamo ad alcuni incontri informativi e cominciamo a conoscere famiglie che hanno già adottato. A questo punto ci giungono da ogni parte notizie negative e positive sulle varie associazioni. Partecipiamo anche ad un corso presso un’associazione nella nostra città. Andiamo anche a Roma presso un’altra associazione che sembra facciano di tutto per demotivarci a proseguire questo cammino d’amore. Ci viene persino da pensare…ma stiamo facendo qualche cosa di male??? Decidiamo a questo punto di congelare la situazione per prendere decisioni dopo il colloquio con il giudice. Ci arriva nel frattempo la comunicazione dell’udienza con il giudice, fissata per il 27/12/2005. Giornata memorabile per la sua importanza e per la neve che sta iniziando a scendere abbondantemente.

Il colloquio con il giudice è andato benissimo, ci siamo dilungati un po’ con le chiacchiere e intanto scende così tanta neve che non sappiamo come fare a rientrare. Piano, piano ce la facciamo e dopo mezz’ora che siamo a casa chiudono il tratto di autostrada che abbiamo appena percorso perché non più praticabile. Ora, pensiamo che sia bene ricominciare a pensare all’associazione a cui dare il mandato per essere pronti appena ci arriva il decreto, ma siamo convinti di trarre le nostre conclusioni da soli, incuranti di quelle che sono le varie esperienze altrui che in base alle situazioni personali sono a volte negative, a volte positive. Contattiamo anche la sede NAAA e a metà gennaio 2006 partecipiamo al PIM (la prima riunione informativa che fa conoscere come opera l’ente).

E’ l’unico ente dove abbiamo trovato chiarezza, dati concreti, nessuna promessa ma la determinazione di prendere per mano le coppie veramente convinte e portarle alla realizzazione dell’atto d’amore più importante, UN FIGLIO!! Partecipiamo quindi ai vari corsi, prepariamo i vari documenti che ci vengono richiesti tra cui quello della scelta dei quattro paesi su cui vorremmo proseguire questo percorso e la disponibilità ad accettare eventualmente dei rischi sanitari. Dopo una consultazione con il pediatra, per quanto riguarda l’aspetto sanitario vero e proprio, e dopo una valutazione tra me e Paolo, decidiamo di accettarne diversi, sempre comunque con la sicurezza che siano tutti problemi reversibili e curabili qui in Europa. Ci chiediamo infatti perché non tutti i bambini possano avere la possibilità di guarire da queste malattie che prese da piccoli sono superabili, mentre purtroppo se prese da grandi lasciano delle situazioni irreversibili.

Ci convocano poi a Ciriè dicendo che ci hanno abbinato il paese Vietnam e ci danno il plico dei documenti da preparare. Noi siamo al settimo cielo, il Vietnam è il paese con il quale il NAAA è maggiormente introdotto e dove la fascia d’età dei bambini è piuttosto bassa. Prepariamo tutto con estrema celerità e intanto l’estate trascorre lentamente. Quest’anno anche senza sapere che ci abbinavano il Vietnam come paese, abbiamo prenotato le vacanze in Oriente…Tour del Vietnam e mare in Thailandia.

In Vietnam scopriamo un paese talmente fantastico, ad iniziare dal loro popolo così gentile, umile e ospitale e paesaggisticamente ricco, con la sua baia di Halong talmente bella ed affascinante da mozzarti il fiato. L’abbiamo visitato da Nord a Sud ed ogni volta che ci fermiamo in una località preghiamo e speriamo che nostro figlio nasca qui. Qui, dove la gente è molto dolce ma tenace e determinata allo stesso tempo, un paese pieno di giovani che hanno voglia di crescere e di imparare.

Gli impegni lavorativi dell’autunno ci assorbono talmente tanto che ci distolgono temporaneamente da questa splendida e dolce attesa. Il martedì 17 ottobre 2006 sono immersa nel mio lavoro in ufficio e mi squilla il cellulare…è Vanessa del NAAA che mi chiede se possiamo essere presenti al corso “Paese che vai” per martedì 24 ottobre 2006. Dico subito di si senza pensare ad eventuali impegni miei e di Paolo già presi. Tutto passa in secondo piano, nostro figlio deve avere la precedenza su ogni cosa. Chiamo subito Paolo e lo avviso. Siamo al settimo cielo ed abbiamo la mente totalmente annebbiata…sappiamo solo che il corso “Paese che vai” anticipa o è in contemporanea all’abbinamento. La settimana non passa più e finalmente martedì mattina prestissimo, come al solito, partiamo per Ciriè, senza neanche rendercene conto, la nostra mente sta pensando a cosa succederà durante la giornata. Quando arriviamo al NAAA, entriamo convinti di trovare tre o quattro coppie al massimo ed invece con nostra sorpresa troviamo la solita stanza dove abbiamo partecipato a tutti i corsi stracolma di gente.

Ci informano subito che per alcuni oggi c’è l’abbinamento. Tra questi…ci siamo anche noi! Ci fanno accomodare in una stanzetta, ci fanno sedere e ci dicono…”bene oggi Voi diventate genitori” i nostri corpi sono seduti sulla sedia ma la nostra anima e i nostri sentimenti stanno volando no so dove. Cerchiamo, non so come, di dare una parvenza di calma e di trattenere le lacrime. Secondo Voi…ci chiedono, è un fiocco rosa o azzurro? Dentro di noi ci auguriamo che sia una femmina, anche se pensiamo non dobbiamo forzare neanche con la mente il destino. Ebbene…il fiocco è rosa!!! La vostra bimba è un “Toro” è nata il 02 maggio e io chiedo di che anno? E’ nata nel 2006, ha quindi quasi 6 mesi. Ma è piccolissima! Ci fanno vedere una fotografia su un foglio A4 con il primo piano a colori della nostra bambina…UNA BATUFFOLINA! Ci spiegano che è una bambina fortunata perché è nata in ospedale a VUNG TAU, ha una cartella clinica completa. Risulta abbia l’epatite C materno fetale. E’ uno dei rischi sanitari che noi abbiamo accettato quindi non ci allarmiamo anche perché la nostra accettazione ad alcuni rischi sanitari è stata ponderata. Pensiamo solo che non vediamo l’ora di averla tra le nostre braccia.

Chiediamo se ci sono previsioni di quando si parte…martedì prossimo il 31/10/2006! Ma come facciamo ci chiediamo io e Paolo, abbiamo solo tre giorni lavorativi di tempo per preparare tutto e non abbiamo in casa niente di niente per l’arrivo di un bambino. Non abbiamo mai acquistato niente un po’ per “scaramanzia” e un po’ perché non sapevano l’età di nostro figlio. Ma Paolo mi tranquillizza dicendomi di non preoccuparmi che riusciremo a gestire ed organizzare il tutto. Infatti anche se non so come abbiamo fatto, riusciamo a preparare e a partire il 31/10/2006 con altre quattro coppie, di cui due alla seconda adozione, con loro hanno le loro bambine di quattro anni circa.

Ci ritroviamo alla Malpensa, dopo che al corso “Paese che vai” ci siamo scambiati i numeri di telefono, e partiamo per HO CHI MINH CITY con scalo a Bangkok. Arriviamo il giorno dopo. All’arrivo all’aeroporto di HCMC incontriamo il referente NAAA, Bobo, che viene con noi con il pulmino a Vung Tau, dove i nostri figli ci stanno aspettando. Arriviamo a Vung Tau nel primo pomeriggio. Vung Tau è una cittadina turistica sul mare a circa 120 Km. da HCMC. Ci riposiamo qualche ora, siamo alloggiati nello stesso Hotel e ci diamo appuntamento per la sera per andare a cena tutti insieme. Pensandoci ora, a distanza di tempo, ci sembra di aver vissuto per quei giorni e soprattutto quelle ore antecedenti l’incontro con la nostra bambina, una vita parallela…dove non riesci a renderti conto di quello che sta succedendo e dove non ti rendi conto che da quel viaggio, il più importante della nostra vita, rientreremo con la nostra BAMBINA!!! Vivi quegli istanti trascinato da una situazione già programmata che ti porta all’incontro con tuo figlio. Passiamo la serata conoscendoci anche un po’ e poi tutti a letto, sicuri che quella notte tanto non dormiamo perché è una notte magica (e l’ultima da soli)!

La mattina dopo abbiamo appuntamento con Bobo nella Hall dell’Hotel, ci dice di portare con noi quello che ognuno di noi ha portato dall’Italia per lasciare in Istituto. Non abbiamo ancora capito se andiamo in pulmino e se l’Istituto è lontanoò…No! Dice Bobo si va a piedi è a cinque minuti dall’Hotel. Se lo sapevamo, penso che saremmo andati il giorno stesso dell’arrivo a Vung Tau a vedere dove la nostra bambina aveva vissuto fino al nostro arrivo. Da questo momento non riusciamo più a ricordare tutti i particolari con precisione perché l’agitazione è alle stelle e il nostro sogno si sta’ avverando.

Ricordo che siamo entrati in uno stabile dove c’era un cortile e di aver visto un bellissimo bimbo di circa cinque – sei anni che giocava in questo cortile e ci è venuto incontro correndo, poi siamo saliti al primo piano e siamo entrati in un piccolo ufficio dove ci hanno fatto firmare i documenti e Bobo ha spiegato che era meglio firmarli subito perché una volta che entravano i nostri bambini sarebbe stato difficile anche firmare. Bene, dopo che tutti hanno firmato ricordo che sono entrate le didi con in braccio i bambini.

Ecco, è la nostra Maria…una batuffolina, paffutella in faccia, con delle macchioline rosse in viso, che ho collegato ad un possibile precedente pianto. L’ho presa in braccio e in quel momento ho toccato il cielo. Lei è venuta tranquillamente in braccio prima a me e poi a papà senza piangere, ma si vedeva che era un po’ stravolta da questa situazione. La didi, una ragazza giovane e dolcissima , mi ha consegnato un sacchetto con dentro il biberon con scritto il nome della nostra piccola, mezza confezione di latte in polvere e qualche pannolino. Un gesto di grande umanità e generosità, se pensiamo che questi istituti non navigano di certo nell’abbondanza!!! Bobo, sempre molto conciso e veloce ci fa fretta perché dobbiamo andare a firmare per la cerimonia. Penso di aver riempito con migliaia di baci la nostra piccola e dico a Paolo di essere molto preoccupata perché tutti gli altri bambini piangono invece la nostra piccola Maria no!!! Non sarà sordo-muta???

La cerimonia è molto informale, si entra in un locale molto grande tutto addobbato di rosso con le autorità che non abbozzano nemmeno un sorriso, si firmano i documenti in presenza di Bobo e subito dopo una fotografia, genitori e bambini, tutti nella stessa posizione e nello stesso posto. Vi assicuro che non ci si riesce a rendersi conto di avere il proprio figlio tra le braccia. Quando tutti abbiamo firmato Bobo ci accompagna in clinica a Vung Tau per un veloce controllo ai bimbi e sembra che non ci siano problemi, solo un po’ di scabbia (che poi rientrati a casa, dopo aver fatto i dovuti controlli, risulta essere dermatite atopica e non scabbia). Ora bisogna andare veloci in Hotel con i bimbi perché bisogna prenotare il volo da HCMC ad Hanoi per il giorno dopo.

Intanto la nostra dolce Maria comincia a farci sentire la sua vocina, è veramente una batuffolina ed è tranquillissima. Il giorno seguente ci trasferiamo con un pulmino da Vung Tau a HCMC per prendere l’aereo per Hanoi e li attendere che ci vengano rilasciati i documenti per l’ingresso in Italia di Maria. Arriviamo ad Hanoi che è sera e ci trasferiscono all’Army Hotel. Non è assolutamente un Hotel di lusso ma è sicuramente l’ideale per i bimbi perché è tranquillo e nel verde nonostante in centro città. Durante la permanenza (tra parentesi brevissima considerando che siamo partiti dall’Italia il 31/10 e rientrati il 14/11) abbiamo avuto modo di conoscerci e affiatarci con le altre coppie.

Al rientro in Italia la nostra vita è totalmente cambiata, anzi meglio dire positivamente stravolta! Vorrei concludere il racconto degli avvenimenti di questo nostro pezzo di vita esprimendo alcune emozioni e considerazioni. L’attesa per l’incontro con il proprio bimbo, dal momento che si inizia con il percorso adottivo, è dolcissima anche se molto ansiosa, il tempo passa lentamente ed ogni avvenimento è un avvicinarsi al proprio figlio di cui non si conosce niente, paese di origine, sesso, età… Dal momento dell’incontro è uno stravolgimento totale della propria vita e di quella di coppia, con tutte le difficoltà che ci possono essere, ma vedere crescere la nostra piccola Maria con un attaccamento molto profondo e essenziale da entrambe le parti è una gioia inimmaginabile che fa riflettere sulla felicità mancata delle coppie che hanno perplessità o peggio ancora paura di affrontare un’adozione, che del resto è semplicemente la nascita del proprio figlio!

Grazie a tutte le persone che ci hanno accompagnato in questo percorso, nessuno escluso, e grazie a te dolcissima Maria perché hai dato un vero senso alla vita di tua mamma e tuo papà!!!!!