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La storia continua...

di Barbara, Elena e Paolo GUASTONE

La storia continua...
27 apr 2011

Oggi è il 21 Settembre 2010 e oggi Barbara compie 2 anni e mezzo. E sono più di due anni che la nostra cucciola è con noi. È lontano il 24 Luglio 2008 quando siamo entrati nell’orfanotrofio di Bac Kan per ricevere il regalo più bello della nostra vita.

I mesi successivi sono stati particolari, con la presenza costante non solo di tutta la nostra famiglia, ma anche di quella "allargata": la famiglia creatasi intorno alla nostra esperienza adottiva. Gli zii, le zie e le cuginette che sono entrate di diritto nella nostra vita e nei nostri cuori. Thi Luu, Laura, Damiano con Monya ed Andrea, Armanda e Simone, Rita e Claudio. I momenti insieme sono splendidi e arricchenti a tal punto da divenire tristi quando bisognava ritornare ciascuno nelle proprie case, alla propria vita. Abbiamo festeggiato battesimi, Natale, Capodanno e compleanni tutti insieme, perché ciò che abbiamo condiviso insieme è talmente dentro di noi che non si può più sopprimerlo.

In questo periodo abbiamo anche constatato con mano quanto sia difficile il "mestiere" di genitore. Forse il più complicato. Questa età dei bambini è complicata, perché è il periodo dove si forma il carattere e si delinea il comportamento. E proprio in questa fase che bisogna essere molto presenti sia fisicamente sia con il supporto educativo. Quanti momenti di "scontro" ci sono con Barbara che cresce, vuole imporsi come individuo e mostrare le sue capacità! È sempre: "io faccio", "io voglio", "io sono grande", ma anche e soprattutto "mamma, papà coccole". E molto spesso siamo costretti ad imporci con dei "no", anche a volte in maniera un po’ rigida, a costo di sentirci dire da altri "ma quanto siete severi con lei!". Crediamo che l'educazione è sia la base della crescita di un bimbo per poter relazionarsi con il mondo esterno e con gli altri e, quindi, insistere sul modo di muoversi e di comportasi sia primario. Abbiamo anche voluto che Barbara frequentasse l'asilo nido soprattutto per stare insieme a bambini della sua età, per crescere serena "nel suo mondo" ora e in futuro. Ed abbiamo ottenuto dei grandissimi successi!!!!

Chiunque conosca Barbara ci dice che è molto sveglia, molto intelligente, molto furba, ma, soprattutto, molto tenera. È capace di slanci di affetto incredibili nei confronti del suo papà e della sua mamma e più di una volta abbiamo avuto la dimostrazione tangibile che è un sentimento vero, che viene dal suo profondo, anche in maniera dirompente e spiazzante.

Lo scorso mese di maggio Paolo ha dovuto subire un intervento di protesi dell'anca a causa di un'artrosi degenerativa che minava, ormai, il suo deambulare e che lo limitava in moltissimi momenti della giornata. Sedici giorni lontano da casa, ma, soprattutto, lontano da Barbara. E Barbara è stata 16 giorni lontano dal suo papà. Abbiamo avuto la possibilità di portarla in ospedale a trovare il suo 'papi', ma le visite si limitavano nei week-end e, ovviamente, per un periodo limitato. Le conseguenze non hanno tardato ad evidenziarsi, in maniera rilevante sull'alimentazione. Era difficoltoso farla mangiare, spesso non terminava il pasto, le giustificazioni erano le più disparate e moltissime cose che fino a qualche giorno prima venivano gradite, comunicavano ad essere rifiutate. Il comportamento era di continua sfida e ogni richiesta della mamma era contestata. Negli ultimi giorni di assenza di Paolo questa difficoltà incominciò a manifestarsi anche al nido.

La gioia di Barbara fu incontenibile quando la sera che rientrò dall'asilo, trovò il suo papà seduto sul divano di casa. Ma, dopo alcuni attimi, guardò mamma e chiese: "Ma papà adesso rimane a casa?"

La nostra vita ha assunto una dimensione diversa, più piena e più ricca di emozioni con la presenza di Barbara, ma è la vita assolutamente normale che hanno tutti coloro che sono genitori. Non ci sono differenze nel modo di agire per costruire la sua crescita per il fatto che lei è una bimba adottata. La diversità, se così si può dire, è nell'affrontare l'adozione fine a se stessa.

E della maturità di Barbara e della sua intelligenza ne stiamo avendo prova proprio in questi ultimi giorni, da quando, cioè, sono iniziate le DOMANDE: le domande sulla sua nascita, sul perché lei è nata da una pancia diversa da quella della mamma! Non credevamo alle nostre orecchie quando, una sera guardando un film, Barbara pose una domanda semplice nella sua composizione, ma MOLTO difficile per il suo contenuto: "Mamma, ma se io non sono uscita dalla tua pancia, da dove sono uscita?" Premesso che le abbiamo sempre detto che lei arriva dal Vietnam e che tutti i bimbi vengono dalla pancia, in lei è scaturita una naturale curiosità, ma che per noi è stata spiazzante soprattutto per quando è maturata: alla tenera età di DUE ANNI E MEZZO!!!!

Abbiamo cominciato a sudare freddo, non tanto per ciò che dovevamo dire, ma sul come, perché far capire un concetto come la diversità tra mamma di pancia e mamma di cuore a una bimba così piccola richiede termini semplice e chiari, che non turbino eccessivamente il suo equilibrio. È stata la mezz'ora più difficile della nostra vita di genitori. Le abbiamo ribadito che tutti i bimbi del mondo nascono da una pancia, e che lei era una bimba speciale, perché, nel suo caso, la sua mamma (Elena) e il suo papà (Paolo) hanno deciso di andare in Vietnam per diventare i suoi genitori, per amarla e per crescere con noi. Ed è per questo che lei è arrivata qui in Italia con l'aereo.

Apparentemente, ciò che le abbiamo detto sembrerebbe sia stato sufficiente per sopire la sua curiosità, anche se, nei giorni successivi, la domanda puntualmente ritornava: "Perché io sono nata dalla pancia di un’altra signora? Come si chiama e dov'è lei?" Abbiamo allora chiesto aiuto agli amici di NAAA per affrontare la difficoltà nello spiegarle un argomento così delicato. L'incontro con la psicologa è stato illuminante ed è servito, soprattutto, a togliere le nostre paure, paure dettate dal raccontare ad una bimba così piccola una realtà così particolare come la sua. E a seguito del suo suggerimento, una sera abbiamo deciso di raccontare a Barbara la sua storia in maniera più approfondita.

Quando tornammo dal Vietnam, abbiamo preparato un album di fotografie che riassumesse sia immagini del paese sia quelle strettamente legate al suo arrivo e alla nostra permanenza ad Hanoi in attesa di rientrare in Italia. Senza contare gli innumerevoli filmati registrati durante quei meravigliosi 18 giorni. Il nostro racconto è iniziato proprio dalle foto, dalle immagini della città e delle risaie che costeggiavano la strada che ci ha condotti a Bac Kan ed è proseguito con le prime foto di Barbara insieme a noi.

Il volto di Barbara era incuriosito e le domande cominciavano a 'fioccare', piene dei loro "perché" e "chi è", ma l’uragano di emozioni si è manifestato con i filmati. Inizialmente sono ritornate le domande che ci avevano spiazzati qualche giorno prima, ma le abbiamo affrontate con maggiore certezza. Le spiegammo che la mamma che l'aveva fatta nascere non aveva la possibilità di curarla e, quindi, l'aveva portata in un posto chiamato "La casa della speranza" (ovviamente l'orfanotrofio) dove ha chiesto ad una persona (la didi) di badare a lei fino a quando due persone, provenienti dall'Italia, e che sarebbero stati la sua mamma e il suo papà, sarebbero arrivati per tenerla con loro, amandola e facendola crescere come la loro bimba.

Dopo questa spiegazione, all'inizio del filmato girato all'orfanotrofio, nel momento in cui Barbara viene portata nella stanza dove eravamo noi ad attenderla, non vedendoci nelle immagini, la sua prima domanda è stata: "Dov'è la mamma?" "La mamma arriva subito, tesoro, adesso vedrai che appare nel filmato", rispondemmo. La nostra gioia è stata immensa quando, non appena Elena comparve, Barbara, con un sorriso enorme, gridò: "Ecco la mia mamma!". Avevamo l'impressione che Barbara stesse comprendendo ciò che le stavamo raccontando, ma il momento più critico è arrivato quando iniziò il filmato dove la didi prende in braccio la nostra cucciola per darle l'ultimo saluto. Barbara chiese subito: "Chi è questa signora?" Noi le abbiamo spiegato chi era la didi e a quel punto Barbara è scoppiata in un pianto dirotto dicendo: "Voglio la mia mamma! Via questa signora!" Abbiamo cambiato subito immagine e come lei si è rivista in braccio a Elena prima e a Paolo dopo, il sereno è tornato sul suo viso, le lacrime sono sparite e un bellissimo sorriso ha anticipato ciò che ci ha detto: "Ecco. Ora sono con la mia mamma e il mio papà".

Anche noi abbiamo pianto, ma un pianto di felicità, perché abbiamo capito che eravamo riusciti a spiegarle qualcosa in più delle sue origine, consolidando ulteriormente il nostro già splendido rapporto. Il giorno dopo Barbara volle rivedere le fotografie e i filmati: l'abbiamo accontentata, ribadendole che noi eravamo a sua disposizione ogni momento in cui lei avesse bisogno di chiarimenti su di sé. Ha guardato il computer davanti a sé con le immagini che scorrevano e abbiamo letto tanta serenità nel suo volto! Come cresce la nostra cucciola! La nostra storia continua ...