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Ti abbiamo desiderato tanto

fam. Casartelli - Casati

Ti abbiamo desiderato tanto
27 mar 2013

Tutto ebbe inizio nel lontano luglio del 2005, nel giorno in cui ci siamo recati presso il Tribunale di Milano. La strada per essere dichiarati genitori idonei è stata lunga e non priva di momenti di sconforto!

Con tutta probabilità il tuo sguardo dal cielo, che aveva scelto proprio noi, ci ha aiutato a non mollare in questo cammino. L'uragano si abbatte su di noi lunedì 30 maggio 2011, quando in un tranquillo pomeriggio di inizio estate, il cellulare di Elisa squilla senza però darle possibilità di capire che il quel momento il destino ci aveva uniti. Difficile poter descrivere l'emozione di mamma Elisa che alla richiesta di Marie di un nuovo ed importante appuntamento a Torino, non riuscì nella semplice operazione di ricerca in rubrica di Marco che forse in quel momento tutto si aspettava fuorché una notizia così importante e per troppo tempo attesa. I dubbi, le paure, i mille pensieri e le mille domande che vorticavamo nella nostra testa di quel fatidico lunedì e sino a mercoledì 1 giugno (giorno del fissato incontro a Torino) sono troppi da poter essere ricordati e descritti con ordine e senso logico. Sapevamo che, nella fase dell'abbinamento a nostra figlia o figlio, le notizie potevamo essere solo il coronamento di un sogno da tanto tempo inseguito.

Quel giorno il tempo, dal punto di vista meteorologico, non aveva certo deciso di essere vicino a noi perché un violento temporale ci ha accompagnati il tutto il nostro viaggio. E' proprio vero però che, le forti motivazioni interne o l'essere sereni nel proprio animo, ti fanno vedere oltre a quel grigiore che in certe giornate non ti danno tregua. La distanza viene ben presto coperta, il tempo per un veloce spuntino e alle 14:30 siamo negli uffici del N.A.A.A. Qui forse inizia quella fase che la mamma e il papà nei giorni successivi definiranno le 48 ore più intese e pazzesche della nostra vita vissuta insieme nel matrimonio.

Tutto ha inizio con il tuo nome che ci viene scandito nel silenzio di quella stanza... TATIANA!!! Le prime lacrime di gioia, perché in realtà quel giorno saranno veramente tante, solcano i nostri volti nell'udire la Dott.ssa Rossi che ci racconta di quanto piccola e tenera tu fossi. In realtà la nostra permanenza in quella stanza si è prolungata sino al tardo pomeriggio e durante l'intero incontro gli sguardi di mamma e di papà continuavano ad incrociarsi, generando ogni volta una lacrima o un pianto represso e trattenuto a stento. E finalmente dopo tante parole, seppur belle vive e piene di una nuova vita, si affaccia timidamente sul tavolo la Tua (che sarà poi la nostra!!!) prima fotografia di TATIANA. Nonostante le lacrime sin lì versate, questo è stato il momento più pazzesco sia da vivere sia anche solo da immaginare. A volte la nostra immaginazione ci porta a fantasticare certi momenti, ma il destino non è di questo avviso e certo non desidera farsi anticipare ma vuole sempre essere protagonista, motivo per cui, mercoledì 1 giugno 2011, il nostro destino aveva in grembo un volto dolce, forse un po' triste ma con due grandi occhi che bucavano quel foglio di carta e sì perché quel giorno avevamo solo uno scanner e non una vera foto, ma per noi era già molto!!! Il colloquio termina e come per magia tutte le paure, dubbi e le incertezze che sin a quel giorno ci avevano accompagnato sembrano dissolversi nel nulla, sembrano che non ci siano mai appartenute ma sappiamo bene che non è così. E tutto questo perché ora è presente la consapevolezza di essere genitori, di dover mettersi in gioco per Lei e solo per Lei... la piccola Tatiana.

Come abbia fatto a guidare durante il nostro viaggio di ritorno non mi è dato di sapere, ma sicuramente una mano amorevole ha pensato bene di accompagnarci a casa, perché in quella macchina e in quel giorno le parole stentavano ad uscire interrotte da piccoli ma continui pianti di gioia. Le telefonate alle persone a noi più vicine non sono certo mancate e forse qualcuno non ha ricevuto così velocemente la bella notizia.

Giunti a casa la stanchezza soprattutto mentale più che fisica prende il sopravvento, lasciando spazio ad un meritato riposo. L'adrenalina e la forte emozione sono le compagne di un mattiniero risveglio che senza volerlo ci accomuna in un simultaneo aprire gli occhi ad una nuova giornata. Elisa orami fuori controllo per la felicità di essere mamma, si aggira per la casa con un metro da cucito, farneticando misure e spazi eventualmente da occupare per acquisti urgenti al fine di rendere la cameretta già arredata più a misura di bambina. Nel primo pomeriggio di quel giorno festivo, 2 giugno 2011, varchiamo la soglia di IKEA in località Carugate con una lista degli acquisti che sventola nelle nostre mani. In realtà Elisa, conoscendo fin troppo bene la mia scarsa attitudine nel frequentare luoghi simili, si era preparata con estrema cura l'elenco di tutto quello che necessitava per accoglierti al meglio. Non nascondo che il quel momento ero proprio io in preda ad un acquisto frenetico e compulsivo, attratto da oggetti e giocattoli di vario genere che richiamavano uno dopo l'altro la mia attenzione. Proprio mentre ero in preda a questo sfrenato acquisto ho pensato bene di deporre nel nostro carrello un grazioso cubo in gommapiuma, che solo al momento di pagare alla cassa, una gentile ragazza mi ha fatto notare che il simpatico oggetto era da esposizione con tanto di codici per il riconoscimento. Tristemente ho dovuto abbandonare il simpatico cubo nelle mani di reclamava il giusto posto che non era certo il nostro carrello!!!

A questo punto della nostra storia potrebbe sembrare quasi scontato il semplice rientro a casa per cercare di sistemare al meglio i nostri freschi acquisti, ma così non è andata o meglio proprio durante il breve viaggio di ritorno riceviamo una telefonata anzi riceviamo La telefonata. Con il suo timbro di voce sempre molto garbato, Marie ci comunica la nostra partenza che neanche a dirlo sarebbe stata il giorno 16 giugno, meno di due settimane da quel giorno. Realtà e incredulità affollavano le nostre menti e i nostri già confusi pensieri, ma certo era che adesso e proprio adesso sentivamo parlare di due settimane e quindi di pochi giorni, difficile da poter credere e da razionalizzare. Ed è in questo forte contesto emotivo, denominate all'inizio le 48 ore più intese e pazzesche della nostra vita matrimoniale, che si susseguiranno una serie di piccoli episodi tali per cui con la calma di qualche giorno successivo comprendiamo il totale stato di euforia in cui sia la mamma sia il papà hanno vissuto nei due giorni fatidici. La mia precisione maniacale e la cura nel fare qualsiasi cosa, in quel pomeriggio mi portò, nonostante le numerose misure eseguite in precedenza, sbagliare in modo del tutto evidente un foro nel muro che sarebbe servito per un migliore ancoraggio di una scarpiera. La mia reazione fu del tutto assente, fatto questo insolito, pur nella piena consapevolezza che tutte le preliminari misurazioni non erano servite proprio a nulla. Dal canto suo la mamma non si è fatta mancare niente pensando bene, ma nella totale inconsapevolezza, visto l'ora ormai tarda, per la nostra cena un bel arrosto sarebbe stato un piatto ideale. Purtroppo di quel bocconcino di carne ne arrivò solo il fumo che si propagò ben presto per l'intera casa, fumo non delizioso profumo e sì perché tante e tali erano le cose da fare che nessun di noi due badò al succulento piatto di portata che adesso giaceva nel forno con sembianze del tutto diverse. Dal quel giorno la nostra vita dovette comunque tornare ad una certa normalità, anche se con un pensiero costante alla imminente nostra partenza per raggiungerti. Le persone a noi più care e vicine, nel frattempo, si sono prodigate in ogni sorta di aiuto, vero è che in quei momenti la tua cameretta incominciò ad animarsi di pupazzi, libri illustrati, copertine ricamate e vestiti pensati proprio per Te!!!

Attraverso il costante contatto via mail e telefonico, con il passare del tempo, sapevamo dei preparativi anche in Perù per il nostro imminente incontro che venne posticipato al 23 giugno 2011 per meglio gestire l'intera organizzazione. Ora non è più tempo per continuare a scrivere la Tua storia, perché il volo KLM n. 1618 diretto ad Amsterdam e poi il volo KLM n. 0743 diretto a LIMA ci aspettano azzerando totalmente l'attesa per il nostro incontro. Continueremo nel tuo paese, giorno per giorno, ad annotare e trascrivere come in un diario, fatti ed emozioni vissuti vicino a Te.

23 Giugno 2011

La sveglia inesorabile squilla alle ore 3 e trenta. In breve siamo in giardino ad aspettare Stefano che tanto gentilmente si era offerto per accompagnarci all'aeroporto, nonostante l'ora impossibile. Il viaggio è stato sicuramente lungo, ma confortevole sia per lo spazio a disposizione sia per la gentilezza del personale a bordo. Il volo per raggiungere Amsterdam è stato breve e nell'attesa a terra, Marco testa subito i Suoi mezzi di comunicazione, Skype in primis, per verificarne da subito il corretto funzionamento. Alle 20:30 circa, ora locale, entriamo nel nostro appartamento/hotel che sarà la nostra dimora per il prossimo mese. Tre aggettivi per definire a caldo Lima durante il nostro primo contatto: nebbiosa, chiassosa e trafficata.

24 Giugno 2011

Il fuso orario, come ben sapevamo, alle tre e trenta circa ci riporta ad un risveglio lontano dalla nostra città e dalle nostre quotidiane abitudini. Insieme decidiamo comunque di non alzarci, rimanendo ancora nel letto in un piacevole dormiveglia. Ben presto però dobbiamo cedere a questo proposito e alle sette stiamo già consumando il nostro desayuno... Più tardi abbiamo il piacere di incontrare per la prima volta Hugo Sanchez che sarà il nostro riferimento in loco, aiutandoci in tutto e per tutto, anche nel disbrigo delle più piccole formalità e necessità. In mattinata ci rechiamo al Mimdes SNA (segreteria nazionale adozioni) per conoscere Celia, la psicologa che ha seguito sin dall'inizio il tuo inserimento nella nostra famiglia. Il colloquio, nonostante le nostre iniziali preoccupazioni, si è svolto in un clima piacevole e molto cordiale. Il resto della giornata scorre abbastanza lentamente nel cercare di conoscere, orientandoci nel quartiere miraflores.

25 Giugno 2011

Oggi è stata per noi una giornata libera e quindi abbiamo deciso di visitare la vecchia città di Lima, esplorando il centro storico. Come dei veri turisti un po' fai da te, viviamo l'esperienza del big bus scoperto, che ci conduce in un lento ma piacevole scorazzare attraverso il centro storico di Lima. Nella tarda mattinata decidiamo di visitare la Cattedrale in Plaza Mayor, rimanendo piacevolmente sorpresi dalla maestosità e dalla bellezza degli interni. Veniamo attratti da un armonico suonare di una piccola banda che all'interno del Palazzo di Governo accompagna giornalmente il cambio della guardia in un gradevole alternarsi di soldati che si scambiano posizioni e fucili quasi come partecipanti di una danza. Il resto del pomeriggio trascorre passeggiando attraverso la zona pedonale dove si incontrano veri e propri artisti di strada intenti nel cogliere nuovi scorci della loro città e volti di turisti da dipingere utilizzando semplicemente carta e carboncino. In questi pochi giorni trascorsi nel tuo Paese di origine siamo rimasti affascinanti dalla gentilezza e cortesia comune a tutti i Peruviani.

26 Giugno 2011

La mattinata è trascorsa alla scoperta della passeggiata lungo mare, dove ben presto ti porteremo al nostro rientro da Iquitos. Dopo un buon pranzo, a base di pesce, consumato in un ristorante consigliato da Hugo ci prepariamo per il trasferimento in aeroporto. Domani sarà il grande giorno, il giorno del nostro primo incontro!!!

27 Giugno 2011

Abbiamo pensato e troppe volte fantasticato questo momento, ma quando poi ci siamo trovati lì in quel giorno e all'ora stabilita, tutto è sembrato svanire in un attimo lasciando spazio solo a qualcosa che definire emozione è riduttivo, qualcosa che ci accompagnerà per la vita come una sorta di tatuaggio perenne che adorna il nostro corpo facendo bella mostra di se stesso, in una parola un ricordo all'interno del quale si racchiudono minuti interminabili, profumi, rumori e distanze che non esistono.

La giornata come al solito inizia ben presto, con un nuovo incontro con Janete l'incaricata della nostra adozione che ci illustra nuovamente le fasi che ci porteranno al tuo incontro. Ma è ovvio che all'interno del Suo minuscolo ufficio l'adrenalina è già a mille e forse la nostra attenzione è inesorabilmente proiettata al momento cruciale. Come sorpresi da un violento temporale in una bella giornata estiva, Janete con voce ferma e quasi impercettibile ci comunica che possiamo andare. Mi accorgo solo ora che scrivendo questo diario non ho ancora descritto il luogo o meglio la città di IQUITOS.

La città è caotica e raggiungibile esclusivamente o via fluviale o via aerea, pertanto le macchine sono rarissime al contrario delle moto taxi che pullulano le strade come insetti impazziti. Non crediamo di avere mai visto in vita nostra un simile traffico di queste speciali moto a tre ruote con una sorta di tendino a copertura per i due passeggeri posteriori. Quello che colpisce è la totale mancanza di rispetto delle più semplici norme che dovrebbero regolare il traffico, ma è proprio l'esatto contrario del tutto che porta ad una gestione folkloristica ed impazzita del traffico all' interno di questa città.

Arriviamo ben presto all'interno di un grazioso giardino della casa famiglia in cui hai trascorso quasi due anni della tua vita. Colpisce subito però un cancello di ferro dalle dimensioni notevoli che sembra voglia proteggere o non permettere l'accesso ad estranei ai bambini che si trovano all'interno. In realtà non siamo riusciti a trovare una risposta a questa domanda e forse non vogliamo neanche trovarla, sperando che possano essere entrambe le cose. Il cancello appunto si apre al nostro arrivo e altrettanto velocemente si richiuderà poi alle nostre spalle una volta all'interno. Non è facile trovare le parole corrette per spiegarti quello che ci passava per la testa, sappiamo solo che sono stati momenti interminabili.

Accompagnata da colei che è stata per un certo momento della tua vita una mamma, arrivi camminando lentamente tenendo nelle mani un fiore rosso e un cuore disegnato su un pezzo di carta, all'interno del quale qualcuno ha scritto un pensiero di saluto per la mamma e il papà. Non abbiamo certo nascosto la nostra emozione, né tantomeno volevamo farlo ma una cosa ci appare subito molto chiara, Tu sei la bambina che noi aspettavamo tu sei esattamente nostra figlia. Il 27 giugno 2011 siamo venuti a prenderti, sfidando anni di preoccupazioni e di attese ingiustificate e adesso vorremmo ritornare subito a casa nostra, ma diversi aspetti di carattere formale ci impedisco di poter dar seguito a questa nostra intenzione. Secondo quanto ci era stato detto, questa è sempre stato definito il momento di avvicinamento e di empatia. In questi giorni quindi avremmo dovuto recarci più e più volte da te per poi fare ritorno al nostro hotel, ma tanto per non perdere mai il contatto con le forti emozioni, quel giorno decidono che tu potevi rimanere con noi già da subito. Sicuramente il feeling non è mancato e nell'aria si propagava quella che loro tecnicamente chiamavano empatia, ma che noi invece molto più semplicemente chiameremo voglia di stringerti fra le nostra braccia, voglia di sentire il profumo dei tuoi capelli e voglia di proteggere quel viso serio che scrutava con molta attenzione tutto quello che accadeva intorno.

Increduli, ma senza farcelo ripetere due volte, riprendiamo in nostro taxi per fare rientro nel nostro hotel a IQUITOS. La stanza in precedenza da noi utilizzata era angusta e quindi non si prestava ad accogliere, in modo decente, mamma papà e Tatiana. Ci viene assegnata una suite molto spaziosa, con salottino indipendente, bagno di servizio e bagno di notevoli dimensioni adiacente ad una camera altrettanto grande. In altre parole, la Principessa piomba nella nostra vita e da subito fa capire i parametri ai quali intende rapportarsi!!! In questa fase iniziale, in cui anche le cose più banali e necessarie non erano certo a nostra disposizione, si è dimostrato provvidenziale l'aiuto di Hugo anche nel fare fronte alle primarie necessità. Quindi non solo supporto per adempiere importanti aspetti di ordine formale, ma anche aiuto vero sul campo in un paese a noi nuovo e sconosciuto. Immaginate di essere al limitare della foresta amazzonica e all‘improvviso, dover acquistare latte evaporato, pannolini, calze, scarpe, mutandine, pantaloncini, magliette!!! La giornata che sembrava essere interminabile volge al termine e il nostro angioletto si lascia trasportare in un dolce sonno sino al mattino seguente.

Il nostro diario prosegue annotando fatti, episodi ed emozioni non più con una cadenza giornaliera, ma cercando di catturare i momenti più importanti della nostra vita a tre, trasformandoli in un racconto.

La nostra prima settimana di vita vissuta insieme trascorre con ritmi piacevoli ma piuttosto lenti in un clima di caldo umido quasi insopportabile in determinate ore della giornata, dove l'unico beneficio viene offerto unicamente dall aria condizionata del nostro hotel. Venerdì 1 luglio ritorniamo a Lima dove ci accoglie un clima più tipicamente autunnale con cielo grigio ma temperature decisamente più umane e sopportabili. Paradossalmente il rientro in questa città, da cui siamo partiti alla volta di Iquitos, ci sembra quasi un rientro a “casa” in un luogo in cui certi spazi ormai sembrano nostri! Unica nota dolente fonte di qualche preoccupazione, si è dimostrato il nostro imbarco a Iquitos per il volo diretto a Lima, dove un poliziotto zelante e sicuramente inesperto al tema adozioni internazionali ci ha trattenuto del tempo nel suo angusto e caldo ufficio che ovviamente non era dotato di climatizzatore. In ogni caso eravamo preparati a questo, ma soprattutto assistiti da Hugo e dall'Avvocato locale che hanno risposto in modo esauriente a tutte le richieste fatte. Le varie fasi di collocamento all'interno della nostra famiglia sono andate tutte bene e i giorni trascorrevano secondo un ritmo che Tu inconsapevolmente ci imponevi e che noi in veste da neo genitori cercavamo con il nostro impegno di rispettare con altrettanta precisione. Lunghe passeggiate in riva al mare, soste al parco giochi del quartiere Miraflores, qualche acquisto per arricchire il tuo guardaroba, sonnellini pomeridiani e tanti e nuovi sorrisi e piccoli show per attirare la nostra attenzione. Resterà per sempre nella nostra memoria e nel nostro cuore, il gesto di richiamo con la tua piccola mano, che indicava di seguirti nella direzione da te voluta. Così come i tuoi baci da noi richiesti ma Te spontaneamente offerti che illuminavano una città che in quel periodo dell'anno non offriva mai l'opportunità di vedere un raggio di sole. I progressi, considerato che potevi avere una confusione dovuta ad una lingua sconosciuta ed una vita diversa, erano comunque giornalieri e sempre da noi considerati un ulteriore avvicinamento.

Domani, mercoledì 13 luglio 2011, sarà il famoso “giorno del silenzio” definito dalla procedura di adozione come il giorno in cui si potrebbe verificare una recondita possibilità che qualcuno possa volere la nostra Tatiana. Aspettiamo con fiducia il passare di questo giorno, per poterti considerare nostra figlia legalmente, anche se in questo momento poco ci importa perché in realtà i nostri cuori dicono che Tu sei già la nostra bambina!!!

Ovviamente il "giorno del silenzio" trascorre senza alcun intoppo, trovandoci così anche formalmente genitori, cosa che cerchiamo al meglio di fare già dal fatidico 27 giugno 2011! A questo punto con il costante e importante aiuto di Hugo gioca forza si rende necessario l'avvio di ulteriori pratiche amministrative per permetterci il ritorno in Italia con Te. Tralasciamo i dettagli di questo nostro cammino attraverso Consolati, Ufficio Immigrazione, Anagrafe e Mimdes, perché noiosi e apparentemente difficile da comprendere ma necessari. Al di là di questi appuntamenti che in realtà però ci occupavano parte della giornata decidiamo, visto il nostro soggiorno nel tuo Paese di origine, di visitare Arequipa. Così senza che Tu te ne potessi accorgere, siamo di nuovo su un volo che ci porta in questa città a 2.300 Mt ai piedi dei vulcani andini. Il clima è sicuramente molto gradevole con temperature pressoché primaverili durante il giorno con totale assenza di umidità. Nonostante questo la forte escursione termica tra la notte e il giorno ci colpisce tutti con un raffreddore collettivo.

Considerata la tua età (un anno e otto mesi) tralasciamo le avventurose escursioni proposte nei dintorni in visita al Cola Canyon. Trascorriamo circa una settimana in una piacevole e familiare sistemazione con giardino, nel quale ti troverai subito a tuo agio. A differenza di Lima il sole certo non manca e decidiamo di acquistare i tuoi primi occhialetti di cui ne andrai fiera esibendoli con orgoglio. Rientriamo a Lima e almeno per quanto riguarda il clima, la situazione non è cambiata con giornate umide e nebbiose. Questo certo non ci aiuterà, ma non farà altro che aggravare il nostro stato di salute. Doverosa sarà la visita dal pediatra che confermandoci una costipazione dei bronchi, ci suggerisce esami e cure più adeguate.

I giorni però in questo momento che ci separa dal rientro in Italia sono difficili perché sembrano non trascorrere mai!!! Ci viene subito alla mente l'alpinista che durante la sua scalata a pochi metri dalla vetta è stremato e quasi vorrebbe fermarsi. Ma in fondo la meta è vicina e lo sforzo sin qui fatto ci aiutano a continuare... Sicuramente i tuoi profondi occhi neri ci stimolano in questo pensandoti a casa e nel contesto della nostra famiglia, non più vissuta come nomadi in un appartamento/hotel.