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Cinque anni dopo...

Luigi e Vanna

Cinque anni dopo...
14 dic 2004

Sono passati cinque anni dall'arrivo del nostro Andrea in famiglia ...cinque anni che sembrano ieri o un'eternita', a seconda degli stati d'animo e del momento. Mi sembra ieri, di questi giorni, che avevamo la notizia della sua esistenza, che leggevamo la sua scheda medica, che iniziavamo a pensare all'arredo della sua cameretta, che eravamo trepidanti ed un po' impauriti. Sembra ieri che sentivamo Lore"dana" e Roberto, nostri compagni di viaggio (anche a loro dedico queste righe) e che telefonavamo a Irina per avere più notizie possibile..... perché eravamo i primi sulla Russia: nessuno, prima di noi, aveva percorso questa strada con il NAAA, non c'erano riferimenti o famiglie con cui parlarne. Per contro sembra passata un'eternita' se guardo mio figlio, la sua statura, se penso che nel frattempo e' arrivata una sorellina.... insomma se penso temporalmente agli avvenimenti e li raziocinio invece di farmi portare dai sentimenti e dal cuore. Andrea aveva due anni e mezzo, Losha poco più di tre, erano magrissimi e piccolissimi (ci sono delle foto significative in cui Roberto era "armato di centimetro"), l'uno affetto da strabismo ma di una dolcezza disarmante, l'altro molto, troppo, serio: ricordo benissimo papà Roberto quando finalmente Losha ha sorriso... un sorriso timido ma che ha spazzato via tutte le sue preoccupazioni! E che dire del caldo allucinante che ci accompagnò in quel primo viaggio? Dei minestroni bollenti che mamma Irina ci presentava a pranzo? Delle polpette di carne tritata e fritta per colazione? Della nostra paura di offenderla...ci sentivamo in colpa perchè si metteva in cucina di buon'ora e noi assaggiavamo appena quello che ci dava; un po' per il caldo torrido, un po' per le emozioni che stavamo vivendo. Ploha! "male!" diceva mamma Irina, che a breve scopri' la nostra golosità e mise sotto nonna Zina a fare delle torte con la frutta fresca semplicemente DE-LI-ZIO-SE! Penso ancora oggi alle partite a carte fatte nel soggiorno di mamma Irina con Roberto e Lore"dana", alla TV in sottofondo dove l'unica cosa che "capivamo" era Mr. Bean, agli alti e bassi (fortunatamente alternati) di noi quattro. E dei nostri bimbi? Mi ricordo il pianto della maestra quando li vestivamo per portarli fuori dall'istituto, all'enormità degli abitini che gli avevamo comprato, alla firma dei registri in corridoio. Una cosa che mi colpi' tantissimo durante il soggiorno a Mosca, la voracità con cui mangiavano, Andrea, che saputo dove mettevamo il pane, si piantava davanti all'armadio con il dito puntato a piangere disperato per mangiare, la nostra preoccupazione che stessero poi male, il raccogliere le briciole dal pavimento per mangiarle, la paura del bagnetto e dell'ascensore...... ricordi, ricordi, ricordi di momenti che sono durati un breve periodo (ma che allora mi era sembrato lunghissimo); un breve periodo che ha fatto si che a distanza di pochi mesi rifiorissero diventando addirittura dei "ciccioni" per poi ristabilirsi non appena diventati consapevoli che di cibo ce n'era in abbondanza. Ora Andrea ha sette anni e mezzo, ha fatto la prima elementare, e' di poco appetito, e' uno "spilungone" ed e' attaccatissimo alla mamma (tant'e' che io lo chiamo pulce e lo zio Ferry mammolino), ha mantenuto il rito dell'arrivo nel lettone mattutino dove si struscia e si fa piccolo piccolo tra le mie braccia. Gli occhietti azzurri ora sono diritti e belli ed ogni tanto mi trovo a pensare che ne sarebbe stato di lui se non fossimo andati a prenderlo noi.... mi piace pensare che avrebbe trovato sicuramente un'altra famiglia ad accoglierlo...... A tutti coloro che stanno intraprendendo questo magnifico, emozionante e totalmente coinvolgente viaggio per andare a trovare/prendere quello che sara' il loro figlio voglio augurare una felicita' futura pari alla nostra.... e che possano scrivere su queste pagine, tra cinque anni o anche prima, le forti emozioni che hanno vissuto. A Roberto e Lore"dana" un grazie di cuore per essere stati presenti anche loro in questo bellissimo periodo che porteremo sempre nel cuore. A Irina, che di tanto in tanto sento, la nostra piu' sincera gratitudine. Al NAAA una rinnovata fiducia nelle loro capacita' organizzative ed umane, che ogni tanto incappano in uno scoglio scoraggiandoli.... FORZA RAGAZZI CHE CE LA SI FA