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La nostra storia adottiva

fam. Terenghi - Panzeri

La nostra storia adottiva
20 dic 2013

Tutto ha inizio nel luglio 2008 quando ci ritroviamo a presentare la disponibilità di adozione al tribunale dei minori di Milano. Passate le vacanze iniziamo il nostro cammino adottivo serenamente, così nel marzo 2009 l’ultimo colloquio con il giudice che ci apre le porte per il decreto di idoneità.

Una strana coincidenza, marzo 2009, il momento in cui il nostro cucciolo veniva al mondo. Dopo la visita ad alcuni enti scegliamo il NAAA e nel settembre dello stesso anno affidiamo a loro il conferimento di incarico. Due giorni prima di Natale, la convocazione a Ciriè per la comunicazione della probabile destinazione e nel febbraio 2010 la conferma definitiva del Paese di nostro figlio, l’Honduras. Ecco l’elenco di tutti i documenti da preparare, alcuni davvero strani, altri divertenti come l’album fotografico che tu non hai mai visto. A settembre pronti i documenti spediamo tutto a Ciriè in attesa delle traduzioni e della spedizione in Honduras che avviene a novembre.

Si avvicina un altro Natale, con il pensiero rivolto a te, ci chiediamo se è l’ultimo che passiamo da soli. Il nuovo anno è iniziato e a fine maggio 2011 riceviamo da Marie, operatore paese momentaneo in assenza di Sarah, una telefonata dove ci viene richiesta una documentazione aggiuntiva a tutti i documenti già spediti; ci comunica che non ci sono novità è solo una richiesta fatta dal Paese. Noi siamo agitati perché questa richiesta ci ha riempito di speranze. Passa una settimana di silenzio e martedì 7 giugno la telefonata che tanto aspettavamo; Marie ci annuncia che è arrivato un abbinamento per noi. Non riusciamo a scucire nessuna informazione e così con l’immaginazione che corre, il giorno dopo presto si parte per Ciriè. I minuti che ci separano dal conoscerti sono un esplosione di emozioni; ci viene presentata tutta la documentazione e finalmente conosciamo il tuo nome Josua Emmanuel, sei nato il 19 marzo 2009, ma l’emozione più grande è quando alla fine ci viene presentata la tua foto.

Il tempo necessario per organizzare il viaggio e il 15 luglio carichi di gioia e allo stesso momento paura ci imbarchiamo per attraversare l’oceano e venire da te. Purtroppo abbiamo un po’ di disguidi con il viaggio, e finalmente dopo tre giorni passando per tre diversi Paesi, il 17 posiamo i nostri piedi in Honduras; ora siamo davvero vicini. Ad accoglierci all’aeroporto troviamo Adriana avvocato e referente in loco e Karla collaboratrice NAAA. Ci accolgono a braccia aperte e ci accompagnano all’hotel che ci ospiterà in questo primo viaggio. L’hotel si trova in un quartiere di soli hotel, non c’è molto da visitare, ma comunque è un posto tranquillo. Purtroppo ci sconsigliano di girare da soli, perché pericoloso a causa dell’alto tasso di delinquenza. Il giorno dopo iniziano i nostri impegni; insieme a Karla andiamo alla sede centrale dell’Ihnfa dove abbiamo i colloqui con psicologa e assistente sociale. Gli uffici dell’Ihnfa sono immersi nel centro della città ed il frastuono del traffico è davvero notevole, Tegucigalpa si rivela a noi come una città caotica e rumorosa caratterizzata dai sali e scendi delle sue strade. Finiti i colloqui ormai nella tarda mattinata Karla ci accompagna a fare esami del sangue e urine perché richiesti dalle autorità del posto. Ormai ci siamo quasi, domani ti conosciamo.

E così nel pomeriggio del 19 Adriana e Karla ci aspettano per accompagnarci all’Ihnfa della colonia Kennedy, il quartiere in cui vivi con la tua mamma solidale, per conoscerti. Tu non sei ancora lì quando arriviamo ma l’attesa dura poco, ci annunciano che stai arrivando con la tua mamma solidale Nora. Ci vieni presentato in una piccola stanza, noi siamo un po’ bloccati dalle emozioni tu sei stranito e disorientato e ci respingi cercando rifugio tra le braccia di Nora. Tutti ti parlano e ti chiamano così ti chiudi sempre più in te. Veniamo lasciati da “soli” per modo di dire data l’enorme confusione e il via vai delle persone. Confinati in uno stretto corridoio vicino ai bagni, cerchiamo di interagire con te e grazie alle bolle di sapone riusciamo a farti sciogliere un po’ e a strapparti i primi sorrisi. Sei davvero molto serio e ci gratifica molto vedere i tuoi sorrisi. Passiamo così circa due ore e poi ci separiamo per tornare in hotel.

I giorni successivi vieni accompagnato al nostro hotel da Nora dove trascorriamo gran parte del tempo a giocare con i giochi che ti abbiamo portato da casa. Con noi giochi volentieri e ti lasci andare ogni giorno di più. Facciamo anche qualche uscita al centro commerciale e la visita dal pediatra dove ti vengono prescritte le cure per la tua infezione cutanea. Purtroppo questi pochi giorni passano troppo in fretta e arriva così l’ultimo giorno da passare insieme, giochi tantissimo, e distribuisci baci a noi due senza mai smettere; arriva il momento di accompagnarti al taxi e quando ti vediamo allontanarti mentre ci saluti con la manina dal finestrino, scoppiamo a piangere… come facciamo ad allontanarci da te per due mesi!!!

E così rieccoci in Italia, entusiasti e speranzosi che questi due mesi che ci separano dal secondo viaggio passino in fretta. Agosto passa in fretta, niente vacanze si lavora e a settembre finalmente viene pronta la tua cameretta. Fortunatamente riusciamo a rimanere in contatto con te tramite skype che ci permette di telefonare a Nora una volta alla settimana e sentire la tua voce e le tue risate. La telefonata del mercoledì sera a te riesce ad accorciare tutta la distanza che ci separa ed ad alleviare l’attesa di rivederti. Il 21 settembre finalmente arriva la telefonate di Sarah, ci comunica l’avvenuta sentenza del tribunale locale e l’imminente partenza il 1 ottobre. Purtroppo l’euforia si dissolve il giorno successivo quando Sarah ci richiama dicendoci che la partenza è slittata a nuova e sconosciuta data a causa di alcuni problemi organizzativi dell’Ihnfa. Passano i giorni e le settimane senza sapere più nulla. Passa quasi un mese prima di avere la data della nuova partenza il 25 ottobre. Questa volta ci siamo, nessun cambiamento e con la gioia di rivederti, questa volta per sempre, partiamo per il secondo viaggio. Questa volta fila tutto liscio, e così il 26 ottobre rieccoci ancora in Honduras. All’aeroporto oltre a Karla e Adriana troviamo anche te con Nora; la felicità è tantissima, finalmente siamo tornati, tu ci accogli con sorrisi e baci, emozionato… non ci hai dimenticato. Veniamo accompagnati all’appartamento che ci ospiterà, sistemate le valige si va con Karla, te e Nora, a fare spesa e a pranzare ormai a pomeriggio inoltrato; tu sei sempre con noi, instancabile.

Ti fai imboccare da me, la mamma, fidandoti come se non ci fossimo mai persi di vista. Nel tardo pomeriggio veniamo lasciati soli e così stanchi e felici sistemiamo la nostra nuova casa. Il giorno dopo vieni al nostro appartamento con Nora e insieme andiamo al supermercato a fare ancora un po’ di spesa, nella nuova casa mancano davvero molte cose, attrezzi per le pulizia compresi. Nora decide di lasciarti solo con noi e nel supermercato si dilegua tra le corsie e quando ti rendi conto che non c’è più esplodi in un pianto disperato inconsolabile e noi con gli occhi di tutti addosso paghiamo e corriamo a casa con la spesa; solo qui stremato dal pianto ti calmi e crolli in un sonno ristoratore. Nel pomeriggio Nora torna a prenderti e torni a casa con lei. La mattina dopo il 28 ottobre torni da noi in maniera definitiva, e mentre giochi in giro per le stanze dell’appartamento Nora si dilegua e tu non la rivedi più. Reagisci intristendoti e quasi con un senso di rassegnazione ti chiudi in te stesso senza mai piangere. Vederti così ci stringe il cuore, vogliamo farti stare meglio ma purtroppo non possiamo cancellare la tua vita vissuta fin a quel momento, Nora è stata il tuo unico punto di riferimento dai tuoi primi giorni di vita ti ha accudito e cresciuto; capiamo che hai perso tutto il tuo mondo in poco tempo. Fortunatamente il tempo che abbiamo da trascorrere insieme per sbrigare le pratiche ci aiuta a farti superare questo distacco e piano piano riesci a fidarti sempre più di noi.

Ci sono alti e bassi e la situazione provvisoria dell’Ihnfa, la mancata firma della consegna definitiva che blocca la conclusione della nostra procedura non aiuta la nostra serenità. Spesso siamo tesi e delusi per i continui rinvii della data per la firma, Adriana non viene mai ricevuta dall’Ihnfa, una volta c’è lo sciopero, l’atra le riunioni… insomma dopo più di tre settimane siamo ancora in alto mare, tu vivi con noi da quasi un mese ma non ci hanno fatto firmare il documento per la tua consegna definitiva! Le giornate passano tra i giri ai due centri commerciali nei pressi dell’appartamento, fortunatamente in uno è presente una sala giochi dove puoi giocare un po’; purtroppo non ci sono parchi dove poter andare a giocare e quindi le uniche alternative per uscire un po’ sono questi centri. Il Natale ha già avvolto le vetrine dei negozi e tu fai amicizia con il Babbo Natale del centro commerciale, tutti i giorni passi a salutarlo e vuoi la sua campanella da suonare. Che strano vedere gli addobbi di Natale e non essere immersi nel freddo di casa nostra… tutto questo ci rende ancora più nostalgici.

Finalmente il 23 novembre dopo quasi un mese di permanenza a Tegucigalpa, Adriana è riuscita a farci firmare la tua consegna definitiva. Tutti emozionati ci siamo presentati all’Ihnfa convinti di assistere a una vera e propria cerimonia di consegna. Entriamo in una stanza congelata dall’aria condizionata e le aspettative sono come al solito deluse dalla freddezza dello svolgersi degli eventi, ci aspettiamo che ci venga letta la documentazione della sentenza di adozione e ci presentano i documenti prodotti e invece nessuna lettura, solo una firma con impronta digitale e le congratulazione di tutti i presenti, durata del tutto 5-10 minuti… e ci è voluto un mese per trovare tutto questo tempo!!! Fortunatamente prima di entrare nella stanza Karla ci ha letto lei quello che ci aspettavamo di sentirci raccontare dai funzionari dell’Ihnfa, sentenza compresa. Ora dobbiamo davvero correre per preparare i tuoi documenti che servono per tornare in Italia il 17 dicembre è previsto il viaggio di ritorno. Adriana è stata fantastica e ci ha procurato il tuo certificato di nascita nuovo in poco più di una settimana che ci ha permesso di poter richiedere il tuo passaporto ottenuto nel giro di poche ore grazie all’aiuto di Karla. Quanto abbiamo corso, mancano poco più di dieci giorni al rientro e non abbiamo ancora concluso tutto ed inoltre tu non hai ancora un biglietto aereo e sotto Natale non è una bella notizia. Prima del ponte italiano per l’Immacolata la comunicazione del permesso della CAI al tuo ingresso in Italia e così di corsa all’ambasciata per aver il tuo visto. Finalmente con una settimana di tempo riusciamo ad avere tutto compreso il tuo biglietto aereo; ora è ufficiale il 17 si rientra a casa tutti e tre. L’ultima settimana la passiamo rilassati senza più nessuna preoccupazione e goderci qualche uscita al Picacho e allo zoo. Così nel pomeriggio del 17 lasciamo il nostro appartamento che ci ha ospitato per quasi due mesi direzione aeroporto e dal finestrino salutiamo Tegucigalpa e l’Honduras, un Paese che mai dimenticheremo dove abbiamo trovato te, e tante persone veramente molto disponibili che ci hanno aiutato a superare le difficoltà incontrate con l’Ihnfa, da Karla a cui puoi chiedere qualsiasi cosa, ad Adriana che ha fatto i salti mortali per farci tornare a casa e Nora che ti ha cresciuto come una mamma prima e come un “abuela” (nonna) poi. Un grazie a Marie che ci ha seguito nel primo viaggio e a Sarah che ci è sempre stata vicino nonostante la lontananza e ha sopportato i nostri sfoghi contro chi non ci dava la definitiva possibilità di tornare a casa insieme a te.