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2022
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NAAA Onlus

Tanti i bambini cinesi in attesa di una nuova famiglia

Dopo il viaggio della speranza, adesso non resta che accoglierli in Italia

04 ago 2014

E' difficile non innamorarsi di questi bambini. Gentili, dolci, affettuosi. Forse un po' impauriti, ma con la speranza nel cuore di poter presto trovare una mamma ed un papà in grado di poter dare loro quell’amore che non hanno ancora avuto modo di conoscere. Ce ne sono di piccoli, appena in grado di camminare. Ma anche di più grandicelli, che provano a dire persino qualche parola in inglese e mostrano fieri i propri disegni e la pagella scolastica. Amano giocare, divertirsi e stare in compagnia dei propri amici e di quella che in questi anni è diventata la loro famiglia. E, tra i piccoli incontrati negli istituti della provincia dello Shandong, ci sono decine di maschietti e femminucce che attendono i loro futuri genitori. Il dottor Antonio Urru, medico e responsabile della sede Sardegna del NAAA, li ha visitati e ha potuto così accertare lo stato di salute dei bambini in attesa di essere adottati. Dall'altra parte, in Italia, ci sono coppie che non aspettano altro che poter abbracciare quello che potrebbe diventare il proprio figlio. L'obiettivo del "Journey of hope", ovvero il viaggio della speranza che ha visto protagonista la delegazione NAAA, è proprio quello di riuscire a fare in modo che i sogni, sia dei bambini che degli adulti, possano diventare realtà. "Il viaggio in Cina è stato fondamentale – ammette la presidente del NAAA, Maria Teresa Maccanti – perché ci ha permesso di poter rendere ancora più solidi i rapporti con l'autorità centrale e con gli istituti dove sono ospitati i bambini. Abbiamo voluto essere presenti con un medico per poter approfondire il quadro clinico dei piccoli e dare in questo modo alle nostre coppie delle informazioni ancora più dettagliate. Siamo disponibili inoltre a fornire, a tutti gli interessati, ulteriori ragguagli sui minori in attesa di essere adottati in modo da poter rassicurare le coppie e fugare così gli eventuali dubbi". La Cina è davvero più vicina. Adesso non resta che aprire le proprie braccia, pronte ad accogliere questi splendidi bambini provenienti dall'Estremo Oriente.