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Un viaggio alla scoperta della Cambogia

Marco De Bastiani: “C’è ancora molto da fare per aiutare i bambini”

19 set 2014

“C’è ancora molto da fare per poter aiutare i bambini che vivono in condizioni di estrema povertà” . Non ha dubbi Marco De Bastiani, che è appena tornato dalla missione in Cambogia. Due settimane intense, passate nella capitale Phnom Penh, nelle Province di Pursat, Siem Reap ed a stretto contatto con i piccoli all’interno dell’istituto di Kompong Thom. Lo stesso in cui il NAAA, negli anni scorsi, ha contribuito alla realizzazione di un campo di basket e di un campo da calcio. Sono oltre un centinaio i minori ospitati nel centro. La situazione è precaria, vista la mancanza di insegnanti e di attrezzature sportive.

"I progetti portati avanti in passato e quelli in corso procedono bene – prosegue De Bastiani – e stiamo gettando le basi per proporre nuove iniziative, rivolte soprattutto ai bambini e alle donne. Questo è stato il mio primo viaggio in Cambogia, durante il quale ho potuto anche conoscere di persona lo staff che lavora per il nostro ente: sono tutte persone sensibili, disponibili e preparate, fondamentali per mantenere costanti i contatti tra l’Italia e l’estremo Oriente. C’è bisogno però del supporto di tutti per cercare di migliorare le condizioni di vita dei bambini".

La Cambogia, infatti, ha un alto tasso di mortalità infantile. Ma le cause potrebbero essere prevenute attraverso opportune vaccinazioni ed assistenza medica. Inoltre il 45 per cento dei minori mostra ritardi nello sviluppo psicofisico, dovuti ad un’alimentazione non adeguata, soprattutto nei primissimi mesi di vita. Il NAAA ha attivato circa un centinaio di sostegni a distanza a bambini poveri, garantendo mensilmente cibo, cure sanitarie e scolarizzazione.

“Molte famiglie dispongono di un terreno che o non viene coltivato o viene coltivato in modo non costante e con scarsi risultati. L’obiettivo dei prossimi progetti – prosegue De Bastiani – e sarà proprio quello di formare gli adulti, in particolar modo sulle tecniche dell’agricoltura biologica, con grande vantaggio per la salute dei bambini”. Per quanto riguarda le adozioni internazionali, infine, la situazione è ancora ferma. “Sembra esserci qualche spiraglio – conclude De Bastiani – non resta che attendere sviluppi positivi nel corso dei prossimi mesi”.