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dic
2022
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NAAA Onlus

È arrivato Roberto!!!

Rinaldo & Laura Bognier

È arrivato Roberto!!!
15 dic 2004

Sono passati ormai tre lunghi anni da quando, trepidanti, ci siamo rivolti alla “mitica” signora Zucchino del tribunale dei minori di Torino per presentare la nostra domanda d'adozione e finalmente, direttamente dal Vietnam, ecco tra noi il piccolo Roberto....Non si puo’ certo dire che la nostra sia stata un’adozione facile perche’ di “disguidi” ce ne sono capitati parecchi. La nostra avventura con la NAAA comincia un lunedi’ di luglio del 1999 quando, dopo aver parlato con amici del nostro paese che tramite loro avevano adottato una bella bimba vietnamita, decidiamo di recarci nella vecchia sede di Nole per fare quattro chiacchiere con il signor Ferruccio. Sara’ stato l’ambiente informale sara’ stata la faccia simpatica dello zio Ferry, fatto sta che decidiamo di iscriverci anche se non abbiamo ancora il decreto di idoneita’ e cominciamo a compilare la prima parte della documentazione per poter adottare in Vietnam. I mesi passano e finalmente, dopo esami, test psicologici, colloqui con assistenti sociali e quant’altro arriva il sospirato decreto. Subito telefono al NAAA che mi spiega come proseguire la preparazione della documentazione necessaria. Comincia un periodo di corse tra anagrafe, prefettura, procura, notaio….aiuto!!!! Ma alla fine tutti i documenti sono a posto e vengono inviati in Vietnam per le procedure di abbinamento. Intanto siamo arrivati ai primi di marzo 2000, veniamo convocati per partecipare al corso di formazione che dura due giorni nella nuova sede di Cirie’. Li conosciamo altre coppie che, come noi, hanno deciso di adottare bimbo Vietnamita. Non stiamo piu’ nella pelle, chissa’ quando tocchera’ a noi? Il 28/04/2000 arriva una telefonata dal NAAA che ci convoca per comunicazioni nel suo ufficio. È sabato mattina quando ci danno la foto di un bel bimbo di Can Tho nel sud del Vietnam di 10 mesi. La gioia e’ talmente tanta che si piange per tutto il tragitto Cirie’ / casa. E poi a casa si continua con genitori e parenti vari. Passano due mesi frenetici di corse all’acquisto di vestitini, biberon, armadi, lettini e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Poi una bella mattina di Luglio (il 5 per l’esattezza) veniamo convocati in sede dal NAAA per ulteriori comunicazioni. Finalmente si parte pensiamo noi, e invece arrivati in sede troviamo tutto lo stato maggiore schierato che, dopo averci fatto sedere, ci comunica che per cause non dipendenti dalla loro volonta’ “il canale” di Can Tho e’ stato chiuso e purtroppo il nostro piccolino non puo’ piu’ essere adottato. Laura, mia moglie, scoppia in un pianto incontrollabile e io rimango inebetito e senza parole. Comunque ci dicono che la documentazione che avevamo inviato fortunatamente era stata recuperata ed inviata ad Hanoi, per procedere ad un nuovo abbinamento e che era solo questione di poco tempo. Fatevi le ferie, c'e’ stato detto, e al vostro ritorno……peccato che a settembre a causa del cambiamento della legge sulle adozioni tutte le associazioni erano impossibilitate a proseguire le varie pratiche perche’ non si conosceva ancora il contenuto della nuova legge. Cosi’ passa anche ottobre poi a meta’ novembre ci viene richiesto dal NAAA l'aggiornamento di alcuni documenti i precedenza presentati, percio’ corri di nuovo all'anagrafe poi in procura e in prefettura e speriamo che sia la volta buona!!!! Mando tutto al NAAA e poi resto in attesa. Arriva il Natale, che tristezza, pensavamo di essere in tre ed invece….. Poi il 10 di gennaio ci telefona lo zio Ferry dicendo che ci aspettava per il venerdi’ successivo in sede. Arrivati li' incrociamo altre coppie che erano attese per il corso e rimaniamo spiazzati, ci vogliono far rifare il corso? Ma all'ingresso Cinzia ci viene incontro abbraccia mia moglie e le dice di andare al piano di sopra che c'e’ una bella sorpresa. E cosi ci viene "presentato" Van Long una piccola creaturina di appena sei mesi che ci guarda con due occhioni neri quasi ci dicesse "allora io vi sto aspettando, quando venite?" Questa volta pero’ niente lacrime, sara’ per l'esperienza precedente, manteniamo un apparente senso di distacco, come a dire finche non c'e’ l'abbiamo non ci crediamo. Comunque la corsa all'acquisto di vestitini scatta quasi subito. Intanto i giorni passano finisce gennaio, finisce febbraio, poi il 30 marzo alle 16.00 mi telefona Ferruccio e mi dice di preparare le valige che venerdi’ 13 aprile si parte. Finalmente!!!! I 14 giorni che ci separano dalla partenza passano in un batter d'occhio tra ultimi acquisti e preparazione delle valige, avremo preso tutto? È finalmente venerdi’ 13 alle ore 10.30 saliamo sul volo per Parigi dove sbarchiamo 65 minuti dopo. Il volo per Hong Kong parte alle 13.30, abbiamo appena il tempo di attraversare tutto l'aeroporto per fare i check-in ed imbarcarci. Il volo dura 12 ore che passano abbastanza rapidamente e arriviamo alle 06.30 ora locale. Qui ci aspetta un'attesa di sei ore prima di imbarcarci per Hanoi dove arriviamo alle ore 15.30 locali. L'impatto con il clima locale e’ terribile un'afa che ti toglie il respiro. All'uscita dall'aeroporto ci aspetta il Ragazzo dell'hotel che con il taxi ci porta a destinazione. Il tragitto dall'aeroporto all'hotel e’ stata la cosa piu’ traumatica che ci sia capitata negli ultimi trent'anni. Arriviamo all'hotel Claudia alle 17.30 stravolti ma felici, abbiamo giusto la forza di buttare giu’ una bistecca e poi a dormire. Il mattino dopo la signora Thuy, la proprietaria dell'hotel soprannominata miss Claudia, ci spiega che nel primo pomeriggio assieme a Bobo, che e’ il referente NAAA, e ad altre coppie americane ci recheremo all'orfanotrofio a prendere i bambini. E cosi’ alle 13.30 il furgone arriva e ci porta in questa struttura che vista da fuori sembra reduce da un bombardamento yankee, e vista da dentro e’ pure peggio. Mentre ci guardiamo attorno cercando di scoprire dove poteva essere in mezzo a tante povere creature abbandonate a se stesse in questo posto orrendo, Bobo ci chiama per primi e ci porta dalla direttrice che ci consegna un fagottino di appena cinque chili che come ci vede ci stampa un sorriso cosi grande che ancora adesso che scrivo mi viene la pelle d'oca. Non riuscivamo ancora a crederci, ma era vero era li sotto i nostri occhi gonfi di lacrime, nel giro di cinque minuti tutte le coppie che erano con noi avevano ricevuto il loro "fagottino" e l'orfanotrofio si era trasformato in una succursale del muro del pianto! Riavuto dal bellissimo choc consegno alla direttrice due borse di vestitini e giocattoli per i piu’ sfortunati che dovranno rimanere li’ e dopo foto e filmini di rito torniamo in albergo dove la signora Thuy ci accoglie con un bel mazzo di fiori e con occhio esperto controlla che il bimbo non abbia nessuna malattia.Per nostra fortuna non ha ne’ scabbia ne’ pidocchi, ha solo alcune macchioline dovute a carenza di vitamine che nel giro di pochi giorni spariranno. È stata la piu’ bella Pasqua di tutta la nostra vita. La prima notte con Roberto passa tranquilla, e il giorno dopo con Bobo e gli altri Americani ci rechiamo alla casa del popolo della provincia di Vinh Phuc per la cerimonia. Tra andare, cerimonia, ritorno ci stiamo tutta la giornata arriviamo in hotel stravolti e con le ossa a pezzi a causa dell'aria condizionata del furgone, alcuni bambini si sono raffreddati Roberto compreso, e cosi arrivati in hotel la signora Thuy ci da uno sciroppo da dargli. I giorni successivi li passiamo nei vari uffici Vietnamiti per legalizzare i do*****enti e richiedere il passaporto che ci viene rilasciato il giovedi’ successivo. Sono passati dieci giorni dal nostro arrivo, ci manca solo piu’ il visto d'ingresso dell'ambasciata italiana e possiamo rientrare. Cosi’ venerdi’ 20 aprile con Bobo mi reco all'ambasciata per richiedere il visto. Qui , un’impiegata zelante e a conoscenza di tutte le leggi italiane, mi ha detto che noi non eravamo autorizzati ad adottare un bambino in Vietnam perche’ il N.A.A.A. non aveva ancora avuto l’autorizzazione da parte della commissione e secondo lei data del nostro abbinamento era posteriore al limite massimo per rientrare nella vecchia normativa e che poteva trattari di un'adozione illegale, che comunque si sarebbe informata ma ci lasciava poche speranze. Panico totale, torno in albergo con gli occhi fuori delle orbite, mia moglie pensa subito ad un incidente, ma quando gli racconto l’accaduto e’ ancora peggio. Decidiamo di telefonare in Italia anche se sono le 6 del mattino, l’unico numero che abbiamo e’ quello di Cinzia, la tiriamo giu’ dal letto molto dispiaciuti, ma in quel momento era la nostra unica speranza, e lei si e’ dimostrata una “zattera” molto solida che si e’ messa subito in movimento per tirarci fuori da questa tempesta. Cosi’ piu’ tardi riceviamo un’e-mail dalla signora Maccanti che ci dice di non preoccuparci che e’ tutto perfettamente regolare, in quanto il nostro decreto e l’affidamento incarico all’associazione era antecedente la nuova legge (normativa che la “zelante” non conosceva) e che tutte le procedure sono gia’ state avviate. Censuriamo i nostri pensieri circa i funzionari in Hanoi. A Roma, dalla Commissione, l’autorizzazione all’emissione del visto viene inviata all’Ambasciata senza le varie firme, date e timbri che ne certifichino la validita’. A seguito di questo fax non firmato, probabilmente per una svista dell’impiegato della Commissione, l’ambasciatore pensa bene di comunicare alla commissione delle notizie lette su un giornale di pettegolezzi locali riguardo ad alcune presunte irregolarita’ commesse a questo punto alla commissione a Roma, per cautelarsi, cominciano a richiedere tutta una serie di documenti e certificazioni che solo grazie alla competenza della signora Maccanti riusciamo ad accontentare. Cosi’ le settimane passano e dalle 3 iniziali diventano 4 poi 5 e la paura di dover lasciare li’ il nostro piccolino e’ sempre piu’ grande, poi finalmente martedi’ 22 maggio arriva il benedetto fax della commissione questa volte con tutte le firme e i timbri e venerdi’ 25 vado a ritirare il visto, adesso possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo. Sono passate 6 settimane dal nostro arrivo ad Hanoi e finalmente Sabato 26 maggio alle ore 10.45 c'imbarchiamo sul volo per Hong Kong con il nostro pupetto. Anche il volo di ritorno non e’ stata una passeggiata ma ormai nulla poteva fermarci. E dopo 36 ore di decolli, atterraggi e attese nei vari aeroporti arriviamo a casa accolti dall'abbraccio caloroso dei nostri cari. Adesso finalmente possiamo goderci il nostro “chicco di riso” dopo tanto penare ci sta ripagando di tutte le tribolazioni passate.