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Un sogno diventato realta’: Valerio Lam

Fam. Casiraghi

Un sogno diventato realta’: Valerio Lam
17 dic 2004

E’ con immenso piacere che, finalmente, anche noi possiamo raccontarvi la nostra storia. E’ un po’ di mesi che Vanna ci ha chiesto di scrivere due righe sulla nostra avventura, ma solo ora siamo riusciti a trovare un po’ di tempo per raccontarci. (ns. Figlio è la vivacità in persona). Non vorremmo dilungarci sulla lunga trafila burocratica che ci ha portato ad incontrare il ns. piccolino, solo dirvi che il 04/03/2000 abbiamo presentato domanda al tribunale dei minori di Milano e dopo 7 mesi avuta l’idoneità ci siamo “guardati un po’ in giro” e ad aprile 2001 abbiamo dato il mandato al NAAA.Da questo momento è iniziata la grande avventura tra corsi, incontri, documenti da preparare e dopo 6 mesi da rifare, abbinamenti saltati finalmente arriviamo al 21/06/2002 quando Ferruccio chiama Adriano al lavoro e gli comunica il nuovo abbinamento con il ns. Valerio Lam. L’incredulità è sorprendente, era quattro mesi che facevamo sogni su una fotografia ed ora di punto in bianco ns. figlio è la che ci aspetta al Cau Giay è non è più Thanh Nhan (questo era il nome del bimbo del primo abbinamento) siamo confusi, arrabbiati, felici e non so cos’altro dirvi, ma il pensiero che dopo un mese avremmo stretto fra le braccia ns. figlio ci faceva dimenticare tutti i mesi di attesa.E’ il 28/07/2002 quando da Malpensa decolliamo con il mitico aereo che ci avrebbe portato a 12000 km di distanza per incontrare il ns. scricciolino. Arriviamo il giorno dopo e subito due cose non vanno per il verso giusto: l’Air France ci perde le valigie (arriveranno dopo 10 giorni solo due su tre, una valigia non è più stata ritrovata) e il caldo allucinante, vi dico mai provato una sensazione del genere. Beh insieme ai ns. compagni di viaggio continuiamo a ripeterci “ci abitueremo” (non ci siamo mai riusciti). Il pomeriggio conosciamo Hang e Francesco i “nuovi” referenti NAAA. Sono due persone stupende, sempre disponibili per qualsiasi problema che si creava, anche extra-lavoro. Ci hanno aiutato tantissimo e sono stati dei veri amici. Ci comunicano che il giorno dopo saremmo andati al Cau Giay (l’orfanotrofio di Hanoi) ad incontrare i nostri bimbi. Scusate se ogni tanto parlo al plurale; la ns. avventura non è stata solo ns., ma condivisa con due persone stupende che non finiremo mai di ringraziare. Il 30/07/2002 ore 14,00 circa incontriamo Valerio Lam, è un’emozione stupenda (non l’avevamo mai visto neanche in foto) e quando la direttrice entra nella stanza, dove tutti attendevamo con ansia l’incontro con i ns. piccoli, con in braccio uno scricciolino tutto spaventato di vedere così tante persone tutte insieme, e ci dice il suo nome, capiamo che é lui. In quell’istante ti senti le gambe cedere, l’emozione salire e non capisci più niente….lo prendo in braccio, è profumatissimo, è dolcissimo e mi guarda con due occhioni da scrutatore. Poi è il turno del papa', un duro dal cuore tenero, in dodici anni di matrimonio l’ho visto poche volte commuoversi e avere gli occhi lucidi, eppure il quel momento il grande orso si è sciolto come neve al sole. Lo vedo in paradiso, era due anni e mezzo che aspettavamo questo momento. Vi assicuro che l’emozione che vi prende in quei momenti è qualcosa di inspiegabile, è una cosa che hai dentro, vorresti urlarla al mondo intero, ma le parole non ti escono dalla bocca. Valerio Lam si e' subito dimostrato un bravo bimbo, mangiava, dormiva l’unico neo e' che non gli piaceva molto stare sul passeggino. Gia' gattonava ed iniziava ad alzarsi in piedi, infatti mamma Claudia continuava a ripeterci che, secondo lei, prima del compimento del primo anno avrebbe camminato. (infatti a 11 mesi già camminava). Mamma Claudia e' stata dolcissima, è una persona stupenda. Ci ha aiutato tantissimo, ha curato Valerio Lam da una brutta bronchite (causa acquazzone imprevisto) e continuava a darci consigli. Quando ci vedeva un po’ cotti (dal caldo più che altro) ci prendeva Valerio Lam e ci diceva di andare a riposare. Il bimbo lo affidava alle sue ragazze, e vi assicuro che baby-sitter meglio di così non si può avere. Il 12/08/2002, alla vigilia del compimento del suo nono mese, ci siamo recati a Phu Tho (sua provincia di nascita) per fare la fatidica cerimonia. Paesaggi stupendi, campagne verdissime e un sacco di donnine che raccoglievano il riso. Conoscere la sua citta' di nascita ci ha completato ancora di piu'. Avremo tante cose da raccontare e tante foto da mostrare al ns. bimbo. Conclusa la cerimonia, siamo tornati verso Hanoi, con un’altra gioia nel cuore. Ora era definitivamente ns. figlio e nessuno ce lo poteva più toccare. Il nostro soggiorno e’ durato un po’ di più del previsto, dovevamo rientrare il 02/09/2002, invece causa problemi con il visto di Valerio Lam siamo riusciti a rientrare il 12/09/2002. (vi assicuro che volare il 11/09/2002 ad un anno esatto dall’attentato di New York non è stato per niente simpatico, ma gli unici posti disponibili erano per quella data). Ci sono stati momenti nei quali mi chiedevo se era poi così giusto “strappare” Valerio Lam dalla sua terra. Questa sensazione l’ho provata ancora di più nel momento del decollo dall’aereoporto di Hanoi. Valerio Lam, durante la fase di rullaggio sulla pista ha cominciato a strillare come un matto, non l’avevo mai visto così.. E non c’era verso di calmarlo. Io e mio marito ci siamo guardati negli occhi e abbiamo pensato la stessa cosa..”E’ possibile che si stia rendendo conto che stiamo lasciando il suo Vietnam???” Questo pensiero non ci ha mai abbandonato, e ancora adesso ci tornano in mente quei brutti momenti. Ma poi, rivivendo i 45 giorni passati ad Hanoi (a parte il gran caldo) non possiamo che essere contenti di questa nostra grande avventura. I vietnamiti sono persone cordialissime, succedeva spesso per strada di essere fermati da coppie con bimbi, o più particolarmente da persone anziane che a gesti e “parole” ci dimostravano la loro gratitudine e contentezza per quello che avevamo fatto. Una coppia di ns. amici, Cristina ed Emanuele con la piccola Giada, che ringraziamo tantissimo per tutti i consigli avuti prima della nostra partenza (loro erano già stati in Vietnam a dicembre 2001) continuavano a ripeterci che sarebbero voluti ripartire con noi, e ci dicevano di cogliere ogni attimo vissuto lì, ogni istante era importante per ricordare quello stupendo paese. Noi non ci credevamo, ma adesso a quasi un anno dal nostro rientro, la nostalgia per il Vietnam è tanta. Ci è rimasto qualcosa dentro, che anche adesso che sto scrivendo queste parole ho quasi le lacrime agli occhi. Ci manca tutto di quel paese, dai ns. pranzi al mitico Lay Bac, al gran casino di motorini in giro per la città, alle corse sfrenate in taxi dove più di una volta abbiamo rischiato l’incidente, ai pranzi vietnamiti che ci preparava mamma Claudia, le stupende campagne, il mare di Halong Bay, i consueti giri intorno al lago dove si cercava un po’ di refrigerio (per quanto possibile), le colazioni al bar del lago, lo shopping negli stupendi negozietti, dove non era facile capirsi, ma proprio per questo fare compere era diventato un divertimento, e poi vi assicuro che con i prezzi che c’erano si poteva comprare di tutto e di più. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ci manca tutto, tanto che possiamo dire che noi siamo stati adottati da un popolo stupendo. Speriamo di riuscire a portare presto Valerio Lam nel nostro Vietnam, chissà forse per regalargli una sorellina, non so se lui e molto d’accordo (è gelosissimo), ma noi gli spiegheremo che in quattro le nostre giornate saranno ancora più belle. Il 30/07/2003 abbiamo festeggiato con i nostri amici Massimo, Lorena e Riccardo Hung il nostro primo anniversario, è stato bello ancora tutti insieme ricordarci che solo un anno prima eravamo degli emozionatissimi neo-genitori, ed ora…..genitori “d.o.c.”. Vorremmo concludere questa nostra storia con un piccolo bilancio su come sia cambiata la vita….tutti dicono un figlio ti cambia la vita….è vero i nostri giorni sono diventati più belli, più completi, quando ti svegli al mattino hai una ragione di vita che ti sta aspettando nel suo lettino, che ti fa disperare tutto il giorno, ma quando arrivi a sera stanco e scoppiato ti rendi conto che comunque adesso hai una ragione di vita. Quando Valerio Lam non è in casa con noi, perchè magari va a trovare gli zii o gli amichetti del palazzo, la casa senza di lui sembra vuota, la tranquillità che regna ci mette quasi a disagio e non vediamo l’ora che torni da noi. In questi pochi mesi siamo riusciti a passare anche momenti terribili (mio marito continua a ripetere che ha perso 10 anni della sua vita). Il 03/05/2003, d’urgenza, (alla vigilia del suo battesimo) abbiamo dovuto ricoverare Valerio Lam in ospedale: diagnosi favismo o più tecnicamente definita anemia emolitica acuta da deficit di glucoso-6pdh, non so se conoscete questo tipo di malattia (tra l’altro ereditaria e sembra abbastanza diffusa nelle regioni asiatiche), l’unica certezza è che abbiamo rischiato grosso, era arrivato ad avere il 20% dei globuli rossi, e se aspettavamo la notte a portarlo in ospedale sa solo Dio cosa poteva succedere. Il pediatra di turno era spaventatissimo (mai quanto noi), e solo dopo gli opportuni esami, quando è riuscito a capire la causa dei suoi problemi è riuscito a calmarsi. E’ stata una settimana molto dura, Valerio Lam era terrorizzato (ne porta i segni ancora adesso), le trasfusioni, le flebo, i continui prelievi di sangue lo spaventavano a morte. Ora sta bene (basta che stia lontano da fave, piselli e ceci), il 15/06/2003 siamo riusciti a fargli il battesimo, ed ora passa i pomeriggi a spasso con il nonno. Adora andare in bicicletta, ed in coppia con il nonno fa lunghe passeggiate nel parco di Monza, va a vedere i cavalli, le papere e tutti gli animaletti del laghetto. Adora le moto (già alla sua età…devo preoccuparmi???), le campane, le ruspe e i camion, e detesta i supermercati (cose da donne!!). E’ un bambino solare, per strada saluta tutti, ogni tanto ci fa fare qualche notte in bianco, ma a parte la stanchezza del giorno dopo, tutto poi ritorna nella norma. Vorremmo approfittare di queste pagine per ringraziare tutto lo staff del NAAA di Ciriè ed in particolare Flavia, della sede di Arconate, per l’umanità e la gentilezza dimostrata nei nostri numerosi colloqui telefonici. Un grazie di cuore, amici del NAAA, anche perchè, oltre che averci dato la possibilità di coronare il sogno della nostra vita (Valerio Lam), siete anche riusciti a farci conoscere due persone stupende, Massimo Lorena con il piccolo Riccardo Hung, che non finiremo mai di ringraziare per la compagnia, l’aiuto e il sostegno avuto durante i nostri mesi di attesa e durante il soggiorno in Vietnam. Infine un piccolo consiglio a tutte le coppie ancora in attesa….l’adozione è un po’ come un sentiero di montagna….devi sempre salire in alto, fare sempre più fatica, quando speri di essere arrivato la vetta la vedi là, ma è ancora lontana, e allora ti arrampichi di nuovo….non ce la fai più e quando pensi di scoppiare, quando meno te lo aspetti, giri l’angolo e vedi la vetta, vi assicuro in quei momenti toccate il paradiso con un dito, anzi con tutti voi stessi. Fidatevi del consiglio di due amanti delle montagne e del trekking….è dura, ma poi la soddisfazione del traguardo raggiunto vi ripagherà di tutto. Un saluto particolare anche a Riccardo, Paola e Eleonora, li ringraziamo per la compagnia e la simpatia dimostrata nelle nostre calde giornate ad Hanoi. Un bacione a tutti e un grosso in bocca al lupo a tutti i futuri genitori, in particolare a mio cognato Fausto con Lorenza, che spero presto ci faranno diventare zii e porteranno a casa un cuginetto a Valerio Lam. Ciao ciao Adriano, Simonetta e Valerio Lam (stellina d’oriente) P.s. ricordatevi che dalla vetta bisogna anche scendere, e tante volte la discesa è più dura della salita, l’importante è avere buone gambe!!!!!!