“E’ proprio vero, l’Africa ti rimane nel cuore. Per sempre”
La storia dei coniugi Caruso e della loro Chantal, arrivata dalla Repubblica Democratica del Congo
“E’ proprio vero. Una volta conosciuta, l’Africa ti rimane nel cuore. Per sempre”. E proprio dal Continente Nero è arrivata la piccola Chantal, per la gioia di papà Antonio Caruso e mamma Vincenza Niglio. Sono passati due anni dal loro primo incontro, nella Repubblica Democratica del Congo. Ma quei ricordi rimarranno indelebili nelle menti – e soprattutto nell’anima – dei due coniugi torinesi. Un cammino cominciato nel 2006. “L’idea di avvicinarsi al mondo dell’adozione è venuta ad Antonio, che è subito partito in quarta – sorride Vincenza – e così ci siamo iscritti ad uno dei corsi organizzati dalla Regione”. Nel frattempo, i coniugi Caruso conoscono una coppia che ha da poco accolto un bambino proveniente dal Vietnam. “Ci hanno parlato molto bene del NAAA – ricordano i due – che, tra l’altro, era uno degli enti che avevamo già deciso di riprendere in considerazione. Così abbiamo partecipato all’incontro preliminare e siamo rimasti piacevolmente colpiti: abbiamo subito avuto un’ottima impressione, ma ciò che ci ha convinto sono state la serietà e la competenza”. A giugno 2012, Antonio e Vincenza conferiscono il mandato al NAAA. “Non abbiamo mai dato importanza al Paese di origine di nostro figlio – evidenziano – così ci siamo affidati all’ente. Avremmo potuto scegliere tra la Federazione Russa e la Repubblica Democratica del Congo. Non abbiamo avuto dubbi: l’Africa è sempre stata un richiamo troppo forte”. Antonio, infatti, da anni collabora con l’associazione “Dona con Amore”, che opera in Togo. “L’ho sempre fatto volentieri – sottolinea – per dare una mano a quei bambini che hanno il diritto di vivere un futuro migliore. E, ancora oggi, continuo con piacere ad aiutare il presidente Paolo Granero e Padre Filippo”. A febbraio del 2013, arriva una vera e propria sorpresa per i coniugi Caruso. “Era una chiamata dagli uffici del NAAA – ricordano – e ci invitano a presentarci il giorno successivo a Ciriè. Non stavamo più nella pelle: sono state le ventiquattro ore più lunghe della nostra vita. Ma, una volta arrivati, abbiamo visto la fotografia di una bellissima bambina: era la nostra Chantal”. Passano pochi mesi quando per Antonio e Vincenza è giunto il momento di preparare le valigie e partire per la volta della Repubblica Democratica del Congo. “Il tempo è volato – spiegano i due – e, dopo aver preparato tutti i documenti necessari, siamo atterrati a Kinshasa. All’aeroporto abbiamo incontrato Justin Ngoie, il referente del NAAA nel Paese, che ci ha fatto sentire come a casa. E, al telefono, ci ha fatto sentire la voce di nostra figlia: è stato bellissimo”. Il giorno dopo l’arrivo nella capitale congolese, alla fine di luglio, il tanto atteso incontro. “Chantal ha subito capito chi eravamo – dice Antonio, con la voce rotta dall’emozione – e ci è corsa incontro, chiamandoci mamma e papà. In quel momento, è come se lei fosse sempre stata con noi, dal suo primo giorno di vita”. Poi il ritorno a casa, tutti insieme, per la famiglia Caruso. Chantal, che oggi ha nove anni, ama la scuola e gioca a calcio. “La vita ti regala sempre delle grandissime sorprese – concludono Antonio e Vincenza – speriamo che tante altre coppie possano vivere le nostre stesse emozioni. Un giorno ci piacerebbe tornare nella Repubblica Democratica del Congo: un Paese fantastico, che ci auguriamo possa presto dare nuovamente l’opportunità ai propri bambini di trovare una famiglia in cui vivere felici”.


