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“E’ proprio vero, l’Africa ti rimane nel cuore. Per sempre”

La storia dei coniugi Caruso e della loro Chantal, arrivata dalla Repubblica Democratica del Congo

“E’ proprio vero, l’Africa ti rimane nel cuore. Per sempre”
27 lug 2015

“E’ proprio vero. Una volta conosciuta, l’Africa ti rimane nel cuore. Per sempre”. E proprio dal Continente Nero è arrivata la piccola Chantal, per la gioia di papà Antonio Caruso e mamma Vincenza Niglio. Sono passati due anni dal loro primo incontro, nella Repubblica Democratica del Congo. Ma quei ricordi rimarranno indelebili nelle menti – e soprattutto nell’anima – dei due coniugi torinesi. Un cammino cominciato nel 2006. “L’idea di avvicinarsi al mondo dell’adozione è venuta ad Antonio, che è subito partito in quarta – sorride Vincenza – e così ci siamo iscritti ad uno dei corsi organizzati dalla Regione”. Nel frattempo, i coniugi Caruso conoscono una coppia che ha da poco accolto un bambino proveniente dal Vietnam. “Ci hanno parlato molto bene del NAAA – ricordano i due – che, tra l’altro, era uno degli enti che avevamo già deciso di riprendere in considerazione. Così abbiamo partecipato all’incontro preliminare e siamo rimasti piacevolmente colpiti: abbiamo subito avuto un’ottima impressione, ma ciò che ci ha convinto sono state la serietà e la competenza”. A giugno 2012, Antonio e Vincenza conferiscono il mandato al NAAA. “Non abbiamo mai dato importanza al Paese di origine di nostro figlio – evidenziano – così ci siamo affidati all’ente. Avremmo potuto scegliere tra la Federazione Russa e la Repubblica Democratica del Congo. Non abbiamo avuto dubbi: l’Africa è sempre stata un richiamo troppo forte”. Antonio, infatti, da anni collabora con l’associazione “Dona con Amore”, che opera in Togo. “L’ho sempre fatto volentieri – sottolinea – per dare una mano a quei bambini che hanno il diritto di vivere un futuro migliore. E, ancora oggi, continuo con piacere ad aiutare il presidente Paolo Granero e Padre Filippo”. A febbraio del 2013, arriva una vera e propria sorpresa per i coniugi Caruso. “Era una chiamata dagli uffici del NAAA – ricordano – e ci invitano a presentarci il giorno successivo a Ciriè. Non stavamo più nella pelle: sono state le ventiquattro ore più lunghe della nostra vita. Ma, una volta arrivati, abbiamo visto la fotografia di una bellissima bambina: era la nostra Chantal”. Passano pochi mesi quando per Antonio e Vincenza è giunto il momento di preparare le valigie e partire per la volta della Repubblica Democratica del Congo. “Il tempo è volato – spiegano i due – e, dopo aver preparato tutti i documenti necessari, siamo atterrati a Kinshasa. All’aeroporto abbiamo incontrato Justin Ngoie, il referente del NAAA nel Paese, che ci ha fatto sentire come a casa. E, al telefono, ci ha fatto sentire la voce di nostra figlia: è stato bellissimo”. Il giorno dopo l’arrivo nella capitale congolese, alla fine di luglio, il tanto atteso incontro. “Chantal ha subito capito chi eravamo – dice Antonio, con la voce rotta dall’emozione – e ci è corsa incontro, chiamandoci mamma e papà. In quel momento, è come se lei fosse sempre stata con noi, dal suo primo giorno di vita”. Poi il ritorno a casa, tutti insieme, per la famiglia Caruso. Chantal, che oggi ha nove anni, ama la scuola e gioca a calcio. “La vita ti regala sempre delle grandissime sorprese – concludono Antonio e Vincenza – speriamo che tante altre coppie possano vivere le nostre stesse emozioni. Un giorno ci piacerebbe tornare nella Repubblica Democratica del Congo: un Paese fantastico, che ci auguriamo possa presto dare nuovamente l’opportunità ai propri bambini di trovare una famiglia in cui vivere felici”.