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Mai, Fiore di ciliegio

Laura e Alberto Chiarini

Mai, Fiore di ciliegio
27 dic 2004

Con il cuore in gola stavamo salendo le scale dell'ospedale di Bac Kan. Dalle poche parole della dottoressa Hong avevamo intuito che era arrivato il momento tanto atteso e desiderato. Al primo piano alcune infermiere ci accolgono e ci fanno accomodare in una stanza. L'ambiente è povero, ma dignitoso, pulito e luminoso. Sediamo su una stuoia e l'atmosfera ha un che di sacro. L'emozione è così forte che nessuno dei due parla. Incrociamo lo sguardo con la convinzione reciproca che sta accadendo qualcosa di grande e di unico. Sono da poco passate le 11. Trascorrono alcuni lunghissimi minuti e poi sulla porta appare una giovane infermiera sorridente con in braccio lei, Mai, il viso dolcissimo racchiuso in una cuffietta. E' la nostra bimba! Mentre arrivano altre infermiere e tutto intorno ci sono le loro voci e chiacchiere, noi siamo senza parole dalla felicità; è così bella, è bellissima, è così piccola e pare anche che scoppi di salute... Non ci sembra vero d'averla tra le nostre braccia! Il tempo di scattare qualche fotografia ed è già il momento di lasciarla. Rimettiamo Mai nelle mani esperte delle infermiere e con un nodo in gola ridiscendiamo le scale. "She' s beautiful!" dice la dottoressa Hong rompendo il silenzio mentre l'auto si avvia. Si torna ad Hanoi. E' lunedì 5 agosto. Che giornata! Quante emozioni! Siamo esausti, ma così felici! Bac Kan! Un filo d'oro ci unisce e ci unirà per sempre a Bac Kan! Oggi è una parte del nostro cuore, è dove abbiamo incontrato nostra figlia... Fino a quattro giorni prima non sapevamo nemmeno che esistesse. Era stato Rino ad Arconate la mattina del primo agosto a dirci "E' una bimba! Si chiama Mai! Ha due mesi! Si trova a Bac Kan!" ed aveva indicato sulla carta geografica un punto nel nord del Vietnam, più o meno a metà strada tra Hanoi e il confine con la Cina. Questa emozionante avventura inizia nel novembre 2000 quando abbiamo preso la decisione di adottare un bimbo.Uno dei nostri primi passi è stato quello di informarci presso le varie associazioni autorizzate. E' stato così che siamo venuti in contatto con il Naaa. Tra le varie nazioni che all'epoca ci furono presentate per l'adozione ne abbiamo indicate alcune di nostra preferenza; tra queste il Vietnam è quella che successivamente ci è stata assegnata. Il 16 maggio del 2002 abbiamo seguito con molto interesse un incontro presso la sede del Naaa e in questa occasione Cinzia ci ha detto che ci sarebbero state novità "molto presto" (dato che Ingrid era in quei giorni in Vietnam). Con la speranza di quel "molto presto" siamo tornati a casa felicissimi. Poi è passato giugno, poi luglio... e abbiamo iniziato a pensare alle vacanze (ma chi ne aveva voglia?). Quando ormai non ce l'aspettavamo, il 24 luglio è arrivata la splendida telefonata di Giancarlo: "C'è un bimbo piccolo, non si sa ancora se maschio o femmina. Bisogna partire subito e sono richiesti due viaggi". Siamo rimasti senza parole, esterrefatti! C'è un bimbo per noi! Siamo partiti il 2 agosto per Hanoi dove siamo arrivati (senza valigie!!! ...sigh) nel pomeriggio del giorno successivo. Uscendo dall'aeroporto abbiamo subito familiarizzato con il caldo e l'umidità al 95% di un paese tropicale nel mese di agosto. A bordo di un van ed insieme alle famiglie Lucchi e Grandi di Cesena siamo stati trasportati fino all'hotel Claudia, nel cuore del quartiere vecchio di Hanoi. Il viaggio dall'aeroporto di Noibai verso Hanoi resterà per noi indimenticabile. La strada per chilometri e chilometri è circondata da verdissime risaie interrotte qua e là da corsi d'acqua e da stagni. Passato il lungo ponte sul fiume Rosso si entra nei primi sobborghi della città. Qui i nostri sensi sono stati immediatamente calamitati dal traffico, dal rumore e dalla quantità di moto e di persone per le strade. Muoversi a bordo di una delle poche automobili è già di per sé un'avventura. Il clacson è una parte essenziale dell'auto e viene usato in continuazione per aprirsi un varco nella fitta schiera di motociclisti. I vietnamiti hanno un senso dell'equilibrio davvero spiccato: si vedono infatti intere famiglie di quattro persone muoversi nel traffico a bordo di un'unica moto oppure biciclette che trasportano oggetti di volume impensabile. Troviamo l'hotel Claudia così come ce l'avevano descritto. Conosciamo Mrs. Thuy, ovvero Mamma Claudia, davvero gentile. E conosciamo subito Hang e Francesco, i referenti del Naaa, ma soprattutto gli indimenticabili angeli custodi di tutta la nostra avventura in Vietnam. La serata è allietata dalla loro compagnia, da quella delle altre famiglie italiane e soprattutto da una cena squisita che ci permette di familiarizzare subito con l'ottima cucina vietnamita.

5 agosto. Alle 6 un'auto ci preleva davanti al Claudia. Passiamo a prendere la dott.ssa Hong e ci dirigiamo rapidamente verso nord. Hanoi è già sveglia e il traffico è intenso, molto intenso. Salendo in auto la dott.ssa Hong ci dice che il viaggio sarà lungo: da Hanoi a Bac Kan ci sono 170 km. Ci vorranno quattro interminabili ore per percorrerli. Rapidamente la città lascia spazio alla verdissima campagna. Qua e là si vedono bufali d'acqua che sono i principali strumenti di lavoro. Spesso sul loro groppone ci sono simpaticissimi bimbi anche di pochi anni. Oche e galline corrono liberamente ai bordi della strada popolata inizialmente da camion, pullman e motociclette che, dopo Thai Nguyen, lasciano via via il posto a biciclette e comunque ad un traffico sempre più rado. Le montagne si avvicinano e poco alla volta si sostituiscono alla pianura. Splendide e verdissime radure coltivate a riso si aprono a destra e a sinistra della strada che si fa sempre più tortuosa. Le coltivazioni sono curate da uomini e donne anche di giovane età. In alcuni casi ci sono anche dei bimbi che aiutano. Il viaggio è lunghissimo di per sé e l'emozione del nostro primo incontro con Mai sembra farlo durare un'eternità. Giunti a Bac Kan ci fermiamo alla sede del Comitato del Popolo per la firma di alcuni documenti e, successivamente, ci dirigiamo all'ospedale per l'incontro con la nostra bimba. Mai è nata a Cao Ky il 4 giugno 2002. Dopo due giorni è stata lasciata all'ospedale di Bac Kan unitamente alla seguente dichiarazione: "…Causa la nostra difficile situazione economica e perché abbiamo già tanti figli non possiamo crescere la nuova bambina fino al raggiungimento dell'età adulta. Abbiamo a lungo riflettuto e deciso di fare questa domanda di affidamento all'Ospedale di Bac Kan affinchè si prenda cura di lei e l'allevi; diamo inoltre procura all'Ospedale per affidare la bambina ad una eventuale coppia adottiva… Speriamo per lei in un futuro radioso". Non essendoci in zona alcun istituto l'ospedale l'ha poi affidata temporaneamente ad una balia. Dopo l'indimenticabile 5 agosto siamo rimasti ad Hanoi un'altra settimana scoprendo un paese e un popolo meraviglioso. Abbiamo cercato di vedere più cose possibile e soprattutto di osservare, ascoltare, capire il popolo vietnamita che da quel fatidico 5 agosto è diventato anche un po' il nostro popolo. Abbiamo trascorso le nostre giornate passeggiando per le strade di Hanoi, fermandoci qua e là nei negozi e nei locali. La strada, più di qualsiasi libro o guida, è un'autentica scuola per chi vuole conoscere Hanoi, la sua gente, la sua cultura. Lungo le strade ci sono veri e propri negozi viaggianti costruiti attorno ad una bicicletta ed al suo conducente. Vengono trasportate le cose più diverse e dalle dimensioni impensabili: animali vivi, fiori, pesce, armadi,… Le persone sono cordiali e sorridenti ed è normale essere fermati per salutarti, per chiederti da dove vieni e per fare due chiacchiere in inglese o in francese. Per conoscere di più la cultura vietnamita e la storia di questo popolo abbiamo visitato templi e pagode, il museo di Ho Chi Minh, lo splendido Tempio della Letteratura e il museo etnologico, preziosissima fonte di informazioni sulle etnie del Vietnam. I 72 milioni di abitanti del Vietnam provengono infatti da oltre 50 diverse etnie. Mai in particolare è di etnia Dao, un'etnia che vive soprattutto nelle zone montuose nel nord del Vietnam, ai confini con il Laos, e conta circa 400 mila persone. Durante questo primo viaggio con Hang e Francesco abbiamo effettuato una piacevole escursione a Tam Coc e a Hoa Lu, e su loro consiglio ci siamo anche concessi una digressione al mare alla spettacolare baia di Halong nel nord del Vietnam. Ne vale proprio la pena: lo spettacolo è mozzafiato! Il 13 agosto siamo ripartiti per l'Italia con in cuore la speranza di tornare ad Hanoi nell'arco di un paio di mesi per il secondo e definitivo viaggio. E così è stato. Il 22 settembre siamo di nuovo in volo destinazione Vietnam. Con noi viaggia anche Paola, nostra cugina, che ha voluto condividere con noi questa avventura.

Questa volta alloggiamo al confortevole Nam Hai Hotel. Arrivati ad Hanoi pensavamo di potere andare subito a prendere Mai, invece non tutti i documenti sono pronti per cui siamo costretti ad un'altra settimana "da turisti". E' un po' difficile, ma conviene mantenere i nervi saldi. Ne approfittiamo per vedere un po' di cose nuove tra cui, da non perdere, le Pagode Profumate, il luogo sacro del buddismo in Vietnam. 30 settembre E' il grande giorno! Alle prime luci del mattino lasciamo Hanoi a bordo di uno spazioso van. Davanti insieme all'autista siede la dott.ssa Hong, poi Laura e Hang, poi Paola e in fondo Alberto. Via veloci fino all'aeroporto di Noi Bai, poi verso Thai Nguyen e poi più lentamente su e giù per la valle del Cau River fino a Bac Kan. Qui presso la sede del Comitato del Popolo si svolge la cerimonia del dare e del ricevere. Dopo alcuni minuti dal nostro arrivo, ecco un'auto proveniente dall'ospedale. In braccio ad un signora del Comitato del Popolo arriva Mai! La bimba che per anni è stata nei nostri cuori è finalmente con noi. Mai ci è stata messa nelle braccia vestita con una blusetta, un paio di braghette di tela e un berrettino con la visiera. I suoi occhi si muovono tutto attorno cercando di cogliere qualsiasi cosa si muova e dimostrando una grande capacità di osservazione. Da agosto è cresciuta tantissimo. Non ha il pannolino e quelli che noi abbiamo portato sono troppo piccoli. E' un'emozione talmente grande averla nelle nostre braccia! Dopo quasi due anni di attese, di sogni, di dubbi, di euforie, siamo qui, nel nord del Vietnam, in questa sala del Comitato del Popolo dove i rappresentanti del governo nella provincia stanno leggendo i loro discorsi…. Davanti alle autorità vietnamite Mai diventa definitivamente nostra figlia! L'atmosfera è formale, ma rilassata. Hang ci traduce quanto viene detto, Paola scatta le fotografie di rito, Laura si coccola Mai, Alberto con alcune brevi ed emozionate parole ringrazia tutti. Alla fine abbiamo festeggiato con spumante russo, torrone italiano e frutta vietnamita. Alle 11.30 con la nostra piccola tra le braccia siamo ripartiti per Hanoi, ma soprattutto siamo partiti per un'avventura tutta nuova: la prima pappa, il primo bagnetto, il primo cambio, il primo pianto, la prima nanna, il primo risveglio… Wow! Ad Hanoi siamo rimasti altre cinque settimane. Un periodo lungo, ma non ci siamo annoiati, tutt'altro. Sono stati i primi giorni con Mai e già questo potrebbe bastare per dire quanto siano stati importanti. Abbiamo presto realizzato che i primi giorni avrebbero potuto essere stressanti e carichi di apprensività. Abbiamo così cercato di aiutarci a mantenere il buon umore, a sdrammatizzare le situazioni e ad affrontare le difficoltà con un sorriso. Mai è bravissima e ci ha senz'altro semplificato la vita. I primi giorni con lei sono trascorsi velocissimi e sono stati un tempo prezioso per imparare ad essere mamma e papà, per imparare a volerle bene e a far nascere momento dopo momento un crescente senso di fiducia reciproca. Con la preziosa e impeccabile guida di Hang e Francesco abbiamo sbrigato le formalità burocratiche con le autorità. Ma sono stati anche i giorni che ci hanno permesso di vivere la città, di conoscere un pezzo di Vietnam, di incontrare il popolo vietnamita. Compatibilmente con i tempi e i ritmi di Mai abbiamo cercato di vivere questi primi giorni come se fossimo in vacanza, godendoci per quanto possibile la vita di Hanoi e dei dintorni. Dopo l'esperienza del primo viaggio in agosto, Hanoi si è confermata una città affascinante. Abbiamo fatto le nostre passeggiate attraverso il Quartiere Vecchio, lungo l'Hoan Kiem Lake, al parco Lenin, al West Lake, al bellissimo Long Bien Bridge e in lungo e in largo per la città fermandoci a chiacchierare con le persone che ti sorridono, indicano Mai nel passeggino esclamando "Vietnam baby!", ti chiedono notizie tue e della bimba. E' evidente che il popolo vietnamita ama i bambini, vogliono sapere tutto e sembrano soddisfatti che Mai abbia adesso una famiglia.In auto siamo stati a Bat Trang (villaggio della ceramica) e a Vien Phu (villaggio della seta). Abbiamo scoperto un popolo laborioso e accogliente, sempre pronto a salutarti e a sorriderti. Abbiamo conosciuto meglio la loro storia, la loro tenacia e abbiamo scoperto un paese ricco di fascino e di mistero. Non ci siamo mai sentiti a disagio o fuori posto, anzi con Mai abbiamo avuto l'impressione che le attenzioni nei nostri confronti fossero ancora di più. Una piacevole sorpresa è stata il cibo. Non abbiamo perso occasione di assaggiare la cucina vietnamita che è ottima e varia. Abbiamo mangiato davvero bene. Noodles, cha ca, spring rolls, pho, carne, pesce, frutta, yogurt squisito... Restando così a lungo ad Hanoi, in alcuni locali eravamo ormai di casa. Ricorderemo per sempre l'Hanoi Garden, La Brique, Bia Minh, il Ciao Cafè, che hanno ospitato le nostre prime uscite con Mai e che ci hanno accolto con la simpatia e la cordialità dei loro camerieri. Papà Alberto è ripartito per l'Italia due settimane prima per motivi di lavoro. E' stato veramente difficile separarci mentre stavamo vivendo un'esperienza così intensa. "...ti confesso che il 14 ottobre ho fatto il viaggio dal Nam Hai fino all'aeroporto con le lacrime agli occhi. Lasciavo voi prima di tutto, ma ho lasciato anche un posto e la sua gente che ancora oggi mi sembra di vedere qui davanti. Osservavo le moto, le biciclette e pensavo "è l'ultima volta che li vedo!" ...guardavo la campagna, i contadini, guardavo i bufali e dicevo "è l'ultimo bufalo che vedo". Sono stato incollato davanti alla vetrata dell'aeroporto fino a quando non ha fatto buio guardando le montagne in lontananza e dicendomi "dietro quelle montagne c'è Bac Kan, c'è Thai Nguyen..."... mi sento felice, abbiamo vissuto una cosa grande, grandissima, e questo mi fa sentire un po' strano dentro. Forse è che non ci sei tu, non ci siete voi. Magari quando arrivate sparisce tutto... Ma forse è anche che ho visto un mondo diverso, gente diversa... E mi ci sento legato... E mi sento un po' in discussione. Ho bisogno che tu sia qua per capire di più, per aiutarmi a confrontarmi meglio con la vita di tutti i giorni qui. Non so se è Stella che diventa italiana o sono io che divento vietnamita..." Papà Alberto partiva, ma rimaneva nei nostri cuori ...e poi avevamo la fortuna di avere con noi nostra cugina Paola. Abbiamo vissuto un'esperienza davvero bella con lei ...ed è diventata la madrina di Mai, anzi di Stella Mai. Abbiamo infatti aggiunto il nome Stella per tante ragioni ...per la luce che questa bimba ha portato nella nostra vita, ...come augurio di quel futuro radioso scritto nella dichiarazione con cui è stata lasciata in ospedale, ...per quella stella gialla che è il simbolo del Vietnam, ....

In assenza del papà a mamma Laura è toccato l'ingrato compito di andare dall'Ambasciatore. "Ero un po' preoccupata perché sentendo le altre coppie mi avevano un po' allarmato. E' stato invece un incontro molto cordiale. L'Ambasciatore è stato gentilissimo." Erano presenti due papà seguiti da un'altra associazione (che non sapevano bene cosa ci facevano lì, dato che erano appena arrivati in Vietnam e non avevano ancora avuto il bimbo) e, nonostante ciò, l'ambasciatore ha spiegato il motivo dell'incontro; poi è rimasta solo Laura per proseguire l'accertamento delle varie fasi dell'iter adottivo, dei costi, ecc. L'ambasciatore ha parlato molto bene del Naaa, in particolare del referente e di sua moglie (Hang e Francesco) che lavorano con correttezza e molta professionalità. Laura è uscita dall'incontro molto contenta. Il volo del rientro era stato previsto per il 28 ottobre. Nonostante un po' di logica apprensione tutti i documenti sono arrivati in tempo e così il giorno è stato confermato. "Da un lato avevo voglia di tornare a casa da Alberto... dall'altro avevo un nodo in gola al pensiero di lasciare questo Paese, questa gente, i nostri angeli custodi... saremo per sempre grati a questo meraviglioso Paese che ci ha donato nostra figlia, a Hang e Francesco (così preziosi!) che abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare, alle giornate trascorse lì.... sono stati momenti magici, bellissimi, emozioni impossibili da dimenticare vissute negli sguardi, nei colori, nei sapori, nei paesaggi, ..."vAnche adesso, a distanza di mesi, quando mostriamo le fotografie gli occhi si fanno lucidi, perchè il nostro sogno è diventato realtà lì. Ci siamo innamorati del Vietnam e siamo orgogliosi di avere una figlia vietnamita. Lasciamo l'hotel e ci guardiamo attorno. E' l'ultima volta! Facciamo il viaggio verso l'aeroporto in silenzio. "Non mi sembra vero. Osservo tutto con attenzione. Sono felice: ho in braccio Stella Mai ed anche lei guarda dal finestrino... Sono momenti indimenticabili... c'è la consapevolezza che sono gli ultimi momenti e cerco di "fissare" tutto quanto vedo..." Nonostante per il volo avessimo riservato la culla, abbiamo la sgradita sorpresa di vederci assegnare un posto con la culla penzolante all'altezza del portabagagli in una posizione scomodissima e impraticabile! Così Laura fa tutto il volo con Stella Mai in braccio... è lungo ma tra una poppata e l'altra lei dorme un po'... "Atterrando a Parigi mi emoziono: non mi sembra vero, siamo a casa (anche se c'è un altro aereo da prendere). Adesso Stella Mai arriverà alla sua casa, attesa dal papà, dai nonni, dagli amici e famigliari che non vedono l'ora di abbracciarci. Mi scendono delle lacrime di gioia perchè ho la sensazione che è tutto meravigliosamente vero!". Chi mi ha dato la vita desidera per me un domani radioso ...e così il mio nome è Stella. E il mio nome è Mai, Fiore di Ciliegio, e questo nome mi ricorderà per sempre i colori della mia terra e la bellezza della mia gente. Una stella gialla in campo rosso è il simbolo del mio Paese ...e così il mio nome è Stella. E il mio nome è Mai, Fiore di Ciliegio. Così mi ha chiamato chi mi ha dato la vita, e la dolcezza di questo nome mi legherà per sempre a lei. Nell'infinito Amore di Dio Padre ho riempito di luce il cuore della mia mamma e del mio papà ...e così il mio nome è Stella.