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Il benessere dei bambini, prima di ogni altra cosa

Sette i Paesi in cui, nel 2015, sono stati portati avanti i progetti di cooperazione e sviluppo

Il benessere dei bambini, prima di ogni altra cosa
01 feb 2016

Sradicare la povertà in tutte le sue forme e ovunque nel mondo. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare l’alimentazione e promuovere l’agricoltura sostenibile. Garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età. Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti. Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze. Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienici per tutti. Sono questi alcuni degli obiettivi di sviluppo sostenibile che orienteranno l’azione della comunità internazionale fino al 2030. E anche il NAAA, come già accade da più di dieci anni, continuerà a fare la sua parte. Sono sette i Paesi in cui, nel corso del 2015, sono stati portati avanti i progetti di cooperazione e sviluppo.

In Vietnam sono attivi tre progetti. Il primo è “Bambini invisibili”: moltissimi minori sono sprovvisti di documenti e per loro ogni giorno è una lotta perché non esistono ufficialmente. Senza documenti i bambini non possono andare a scuola, gli adolescenti e gli adulti non possono ottenere lavoro, le famiglie non hanno accesso ai servizi, non possono affittare una casa o aprire un conto corrente. I bambini non sono protetti dalla legge e sono bersagli facili per lo sfruttamento, soprattutto dai trafficanti di esseri umani. Il progetto, in collaborazione con la Fondazione Blue Dragon di Hanoi, si propone di dotare i bambini dei documenti legali. Nel corso del 2015 sono stati inviati fondi, grazie a finanziamenti privati, per fornire documenti a circa 20 bambini. Il secondo è “Bambini in Vietnam”: tutti i minori di strada soffrono la fame. L'ambiente in cui vivono non è salutare: non hanno acqua pulita, non vengono vaccinati, la qualità e quantità del cibo sono insufficienti, accesso praticamente inesistente ai servizi sanitari. Per molti di loro, il centro per bambini di strada della Fondazione Blue Dragon è l’unica speranza di sfuggire a questi pericoli. Gli operatori si recano nelle strade per incontrare bambini senzatetto che vivono intorno ai mercati notturni di Hanoi, sotto ai ponti e nei bassifondi, per offrire loro rifugio e cure. Le attività del centro sono molteplici: scuola, sanità, formazione lavorativa e alimentazione. Il NAAA, grazie a finanziamenti privati, ha iniziato un piano di sostegno alimentare per i bambini del centro. Il terzo progetto è “Biciclette per la scuola”: l’istruzione è fondamentale per combattere la povertà. Ancora oggi sono tantissimi i minori che non la frequentano. Grazie al sostegno a distanza, molti bambini hanno la possibilità di andare a scuola, anche se a volte per raggiungerla devono camminare a piedi anche per due ore. Grazie a questo progetto, nel 2015 – grazie all’intervento dei privati – sono stati 22 i bambini che hanno ricevuto una bicicletta.

Restando nel sud-est asiatico, sono due gli interventi portati avanti in Cambogia. Il primo progetto è “Per chi suona la campanella?”, che prevede attività di sostegno scolastico ai 140 bambini dell’istituto di Kompong Thom, assistiti da 12 operatori. Attualmente 131 minori frequentano la scuola del villaggio, dal 1 al 12° grado. Lo Stato cambogiano fornisce i libri di testo e l’istituto provvede a pagare le tasse scolastiche e la divisa, obbligatoria. Nel corrente anno scolastico, grazie ad un finanziamento del NAAA, sono stati acquistati 1.623 quaderni, 53 kit di strumenti geometrici, 92 righelli, 92 gomme, 92 kit di matite colorate, 145 zaini scolastici e pennarelli. Il secondo è il progetto “Gaia, un aiuto alla Cambogia per una produzione agricola sostenibile”, che vuole rispondere a due domande fondamentali: migliorare l’alimentazione e la sicurezza alimentare dei bambini e creare una piccola fonte di reddito per le famiglie. Il progetto è rivolto alle donne con figli che vivono nelle province Khompong Thom, Pursat e Siem Reap e presso l’istituto di Khompong Thom. L’obiettivo è creare piccole attività agricole che riguarderanno principalmente prodotti locali di difficile reperimento o con un costo molto elevato. Creare un piccolo orto domestico vuol dire da una parte assicurare una più sana e corretta alimentazione e dall’altra garantire un piccolo reddito. Gli orti verranno realizzati seguendo le indicazioni delle coltivazioni biologiche, evitando l’uso di pesticidi dannosi alla salute e molto costosi. Inoltre verrà realizzato un sistema di compostaggio: i rifiuti organici non verranno così abbandonati per strada (cosa molto comune di Cambogia), ma verranno utilizzati per la produzione di concime organico. Le eccedenze verranno poi vendute al mercato, in modo da garantire la sostenibilità del progetto – finanziato dalla Tavola Valdese – una volta terminato il finanziamento e per garantire l’auto mantenimento.

Nella Repubblica Democratica del Congo è attivo il progetto “Scuole senza confini - per la scolarizzazione dei minori”, finanziato dalla Tavola Valdese. I beneficiari del progetto sono i bambini, femmine e maschi, ed i genitori localizzati nella zona di N’Selé. Lo scopo è quello da un lato di sostenere la scolarizzazione dei bambini tramite il supporto scolastico e dall’altro quello di aiutare le famiglie a iniziare un’attività produttrice di reddito in modo da renderli autonomi da aiuti esterni. L’obiettivo è far comprendere alle popolazioni i rischi potenziali che l’abbandono scolastico può avere sui bambini, mentre la formazione vuole far sviluppare le capacità genitoriali di produzione del reddito, ma anche le facoltà di gestione dei gruppi ed i meccanismi ed il funzionamento del micro-credito. È previsto anche il sostegno scolastico, con il pagamento delle tasse scolastiche, l’acquisto della divisa e del materiale scolastico necessario. Per quanto riguarda l’organizzazione del microcredito, il rimborso dei fondi del credito servirà alla creazione di una cassa autogestita per organizzare in modo durevole un sistema di crediti e di risparmio nella zona. Ma non solo: all’interno della casa di N’Selé, a Kinshasa, nel corso del 2015 è continuato il sostegno per i bambini orfani e di strada. La struttura attualmente accoglie 38 minori: il sostegno, possibile grazie al finanziamento del NAAA e dei privati, riguarda l’alimentazione e le cure sanitarie. Lo scorso anno, sempre grazie al NAAA ed ai privati, è continuato il sostegno al centro La Santé, nella municipalità di N'Selè, a Kinshasa. Si tratta di un centro sanitario, rivolto principalmente a donne e bambini. Nel corso del 2013, grazie ad un finanziamento del NAAA, la struttura è stata attrezzata di strumenti medici e sanitari.

Restando in Africa, in Togo è attivo il progetto “Ulcera di Buruli - Un aiuto ai bambini”.  L’Ulcera di Buruli non è una malattia mortale, ma è altamente invalidante. Circa il 70 per cento dei malati sono bambini e ragazzi sotto i 15 anni. La mortalità causata dalla malattia è bassa, ma le gravi malformazioni e i forti handicap motori causati influenzano fortemente la qualità di vita dei bambini: se non curata in tempo, vi è la possibilità che l’ulcera intacchi le ossa, con grave pregiudizio per la salute. La soluzione ora praticata generalmente consiste nell'amputazione dell'arto o della zona infettata. Il progetto prevede l’assunzione in carico da parte dell’ospedale, il Centre Hospitalier Regionale (Chr) di Tsévié, di un numero sempre maggiore di bambini affetti da Ulcera di Buruli, possibilmente in fase iniziale. I bambini avranno assistenza medica e saranno sottoposti a tutte le cure necessarie. Inoltre si provvederà all’acquisto del cibo necessario e di tutte le medicine e altro materiale sanitario necessario. La durata della cura è molto lunga e i minori saranno quindi iscritti presso la scuola locale e verranno pagate tutte le spese necessarie. Inoltre i medici si recheranno nei villaggi della zona per azioni di sensibilizzazione nei confronti della malattia. Verranno incontrate le famiglie, gli insegnanti e il personale medico e verrà distribuito del materiale informativo. Lo scopo del progetto, finanziato dalla Tavola Valdese, è far conoscere la gravità della malattia e i sintomi, in modo da poter arrivare ad una diagnosi precoce.

Passando al Sud America, nel 2015 è iniziato in Bolivia un progetto di sostegno per i bambini dell’istituto Virgin de la Esperanza, a La Paz. In particolare con questo intervento, finanziato dal NAAA, è stata organizzata una festa natalizia con la distribuzione di doni per i bambini.

Nell’est Europa, più precisamente in Bulgaria, è stato promosso il progetto “Vacanze 2016”. L’istituto per i minori privi di cure genitoriali si trova a Strazhitsa, una città del nord-est della Bulgaria con circa 15mila abitanti. La struttura ospita attualmente 26 minori, dai 3 ai 18 anni di età. Fin dalla sua fondazione, i bambini ospitati nel centro di Strazhitsa trascorrono le vacanze estive presso la colonia estiva “Asparuhovo”, a Varna. Solitamente i bambini trascorrono venti giorni al mare, dal 1° al 20 agosto.  Per il 2016, l’istituto ha richiesto il supporto del NAAA – grazie all’aiuto dei finanziatori privati – per poter permettere ai piccoli di godersi le vacanze, che restano l’unico momento di svago.

Nel 2015 il NAAA è intervenuto in Nepal, in seguito al terremoto che il 25 aprile ha devastato il Paese. Sono stati attuati due piani di intervento, che riguardavano il sostegno alimentare dei bambini ospitati presso la Children’s Home e l’aiuto ad alcuni villaggi nepalese. La Children’s Home, oltre ai bambini che normalmente ospita, ha accolto nel momento dell’emergenza 22 bambini che, fortunatamente, sono poi rientrati in famiglia. Inoltre la Children’s Home ha deciso di aiutare anche i bambini e le famiglie del villaggio, acquistando e consegnando beni di prima necessità come generi alimentari e prodotti per l’igiene. Grazie al corso di maglieria del Triennio di Fashion Design di NABA Milano sono stati donati ai bambini dell’istituto circa 100 maglioncini. Ma non solo: nei villaggi di Nakhandol e Kumal tar Goldhunga sono stati realizzati sei bagni pubblici e si è provveduto alla costruzione di quaranta case in lamiera per famiglie disagiate che non avevano ricevuto alcun aiuto dallo Stato.