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nov
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Marta Tomaszek: "In Polonia ci sono tanti bimbi che aspettano una famiglia"

Il Paese dell'est Europa è quello da cui, nel 2016, è arrivato il maggior numero di minori

Marta Tomaszek: "In Polonia ci sono tanti bimbi che aspettano una famiglia"
Foto: La referente polacca, Marta Tomaszek, con la presidente Maria Teresa Maccanti
21 dic 2016

La Polonia è il Paese da cui, nel 2016, è arrivato il maggior numero di bambini. Sono 26 infatti i minori accolti da 16 famiglie che hanno affidato il mandato al NAAA. “Devo dire che le coppie sono sempre più preparate – ammette Marta Tomaszek, la referente nello Stato dell’est Europae anche maggiormente disponibili. Questo è merito della professionalità e della competenza degli operatori e dei professionisti dell’ente, che seguono passo dopo passo i futuri genitori nel loro cammino verso l’adozione”. Ad ogni festa, negli ultimi anni, Marta è sempre stata presente, pronta a riabbracciare i bimbi arrivati in Italia, ma anche coloro che sono in attesa di partire in direzione di Varsavia. “Mi ha fatto piacere sapere che c’è anche chi ha intenzione di adottare presto un altro bambino”, sorride la referente polacca. Marta si rivolge a chi è all’inizio dell’iter adottivo: “Il quadro clinico che viene presentato alle coppie al momento dell’abbinamento – afferma la referente del NAAA in Polonia – è chiaro, non ci sono sorprese. In Polonia ci sono tanti bambini che hanno avuto una storia triste alle spalle: hanno soltanto bisogno dell’amore e del calore di una famiglia”. La referente del NAAA in Polonia rassicura le coppie in attesa: “Già in occasione del primo viaggio – rivela – i futuri genitori possono conoscere il bambino portandolo anche fuori dall’istituto, passando qualche ora al parco giochi, in albergo, o al ristorante. Questo aiuta a creare subito un feeling con il proprio figlio, abbattendo le diffidenze e le paure iniziali”. Oggi ogni istituto non può accogliere più di 14 minori. Quelli più piccoli, invece, vengono ospitati dalle famiglie affidatarie. “Questo permette loro di crescere in un ambiente familiare – conclude Marta – dove vengono maggiormente seguiti, in attesa di poter finalmente trovare una mamma ed un papà. E speriamo che il 2017 possa essere un anno ancora più positivo di quello che sta per concludersi”.