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Wang Fang: "Una collaborazione sempre più stretta con la Cina"

La referente del NAAA nel più grande Paese asiatico rassicura le coppie in attesa

Wang Fang: "Una collaborazione sempre più stretta con la Cina"
Foto: La referente cinese, Wang Fang, con la presidente Maria Teresa Maccanti
23 dic 2016

La Cina si conferma essere uno dei Paesi da cui arrivano il maggior numero di bambini accolti dalle coppie che hanno affidato il proprio mandato al NAAA. Nel 2016 sono dieci i minori arrivati in Italia, più di quaranta negli ultimi tre anni. Solo Polonia, Vietnam e Federazione Russa, nell’anno che sta per concludersi, hanno fatto meglio. Era il 2013 quando è cominciata la collaborazione con il più grande Paese dell’Asia, grazie anche al contributo della referente Wang Fang, che è stata in Italia per la festa di Natale. “Il NAAA – ammette Fang, che lavora nel campo dell’adozione internazionale dal 1993 – è davvero un’organizzazione esemplare. Le famiglie sono ben preparate, la formazione è molto articolata”. Il rapporto con il CCCWA (China Center for Children's Welfare and Adoption) è ottimo. Nell’ottobre del 2013 i funzionari dell’autorità cinese sono stati a Torino, ospiti negli uffici della sede centrale NAAA, potendo così vedere da vicino l’operato dell’ente. “E’ nata sicuramente un’ottima collaborazione – evidenzia la referente cinese – che speriamo possa proseguire a lungo nel tempo”. I bambini che arrivano dal Paese asiatico sono special needs. “Si parla principalmente di minori – sottolinea Fang – con problemi cardiaci, labiopalatoschisi e malformazioni congenite. Ma sono tutti casi risolvibili clinicamente: la maggior parte delle adozioni portate a termine in questi anni non hanno registrato grossi problemi, quindi le coppie che sono in attesa di accogliere il proprio figlio dalla Cina possono stare tranquille”. Lo sguardo è rivolto al futuro. “Il sistema delle adozioni in Cina funziona bene – conclude la referente – e per fortuna il tasso di abbandono è sceso rispetto al passato. Per il 2017 non bisogna aspettarsi grandi numeri, credo che i dati saranno in linea con quelli attuali. Un consiglio alle coppie in attesa? Di avere una maggiore elasticità, soprattutto sull’età dei bambini e sulle patologie”.