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Post adozione, cresce il numero degli incontri

Sono stati 615 i colloqui con le famiglie nel corso del 2016 contro i 514 dell'anno precedente

Post adozione, cresce il numero degli incontri
17 gen 2017

Aumenta il numero degli incontri di post adozione: nel corso del 2016 sono stati 615, mentre l’anno precedente erano stati 514. Aumentano anche le relazioni di competenza dell’ente: sono state 603, con le relative traduzioni e legalizzazioni, per l’aggiornamento al Paese d’origine dei minori adottati, contro le 497 del 2015. I minori seguiti nel corso del 2016 sono stati 805, di cui 720 percorsi ancora attivi e 85 chiusi nell’anno contro gli 838 bambini e ragazzi incontrati nei dodici mesi precedenti. Nei casi in cui le famiglie hanno scelto di essere seguite direttamente dai servizi sociali del territorio, per il monitoraggio e la produzione delle relazioni il NAAA ha provveduto alla traduzione e legalizzazione delle stesse ove necessario, inoltrando successivamente le relazioni all’autorità estera. “L’obiettivo degli incontri – spiega il responsabile del Post Adozione, Marco De Bastianiè offrire un sostegno e un confronto alla coppia genitoriale nelle diverse fasi in cui si trova il minore. L’incontro, inoltre, si propone anche per la raccolta delle informazioni necessarie per redigere la relazione post-adottiva da inviare all’autorità del Paese di origine del minore. Nel caso in cui dal colloquio emerga una situazione problematica o delicata, su indicazione del professionista, o nel caso in cui la stessa famiglia necessiti di un maggior accompagnamento e sostegno, saremo noi ad indirizzare i genitori al nostro servizio di counseling oppure a strutture pubbliche o private del territorio”. Le famiglie vengono incontrate sempre a pochi mesi dal loro rientro in Italia, per valutare l’inserimento e l’andamento del minore nel nuovo contesto socio-familiare, per poi ritrovarle successivamente in occasione della presentazione della relazione per l’autorità estera, che viene richiesta a un anno di distanza dalla conclusione dell’adozione. “Ma per far sì che non si crei una discrepanza tra i vari aggiornamenti e che si possa intervenire con tempestività dove venissero a crearsi delle problematiche – conclude De Bastiani – incontriamo almeno una volta l’anno queste famiglie, anche quando non è necessario redigere la relazione da inviare all’autorità estera”.