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Primo incontro con Davide

Fam. COPPI DAGLIO

Primo incontro con Davide
Foto: Bandiera della Bulgaria
15 apr 2005

La nostra storia inizia nel Maggio 1999. Dopo le varie procedure a Marzo 2001 arriva il decreto del Tribunale di Torino e c'iscriviamo al N.A.A.A. All'inizio di quest'anno prepariamo i documenti per la Bulgaria e qui inizia una nuova attesa, tutto sommato neanche tanto lunga. Un giorno di fine Giugno suona il telefono... .. risponde Mauro, e' Cinzia che c'informa che c'e' un bimbo per noi, che e' sano, bello, ha un anno e, probabilmente, e' un maschietto. Non ci sembra nemmeno vero e, siccome la partenza e' prevista un decina di giorni dopo, cominciamo i preparativi. Il 6 di Luglio atterriamo all'aeroporto di Sofia dove ad attenderci ci sono l'avvocato e l'interprete che ci accompagnano in albergo. Sofia e' abbastanza trafficata, pero' vivibile, la temperatura simile alla nostra, molto verde. Arrivati in albergo ci dicono che l'incontro con il nostro bimbo non ci sara' l'indomani (domenica), come previsto, ma Lunedi' perché la direttrice dell'istituto ha un impegno. Cerchiamo di non demoralizzarci per l'inconveniente e andiamo nella nostra stanza a riposare prima che vengano a prenderci per accompagnarci a cena in un ristorante tipico. La domenica, allora, facciamo i turisti e, sempre con le solite persone, andiamo a visitare il monastero di Rilski a sud di Sofia. Il monastero e' bello ed interessante, ci dicono che c'e' stato il Papa quando in primavera e' venuto in visita in Bulgaria. In seguito vi spostiamo ancora verso sud a Melnik che e' la piu' piccola citta' bulgara, siamo ad una decina di chilometri dal confine con la Grecia, fa caldo. Ritorniamo nella capitale, ceniamo in albergo e andiamo a dormire presto dato che l'indomani ci alzeremo di buon'ora per andare a conoscere il nostro bambino che si trova in un istituto a Pleven, citta' a circa 150 - 200 Km a nord di Sofia. Lunedi' mattina, sempre accompagnati dall'avvocato e dall'interprete, alle 10,00 circa arriviamo all'istituto che e' grande, non bello ma neanche malconcio ed in parte adibito ad ospedale. Entriamo, l'ambiente e' modesto ma pulito, andiamo nell'ufficio della direttrice la quale, dopo i soliti convenevoli, ci parla del nostro bimbo. Ci assicura che e' sano (in Bulgaria le notizie riguardanti la salute dei bambini sono molto dettagliate), quando e' nato (ha 14 mesi) e qualche notizia ancora, poi prendiamo l'ascensore, saliamo al primo piano ed entriamo in un corridoio. Dai vetri vediamo i bimbi: sono tutti belli, non denutriti, ci guardano incuriositi, qualcuno piange, qualcuno ci fa un sorriso, comunque sono puliti, ordinati e, per quel che possiamo vedere noi, in buona salute, ci sono tre o quattro bambini per ogni stanza. Finalmente siamo nella stanza di Davide, descrivervi quei momenti non e' facile, sia per l'emozione sia per l'agitazione. E' Mauro, comunque, il primo a prendere in braccio Davide che e' buono, non piange, nonostante ci siano intorno a lui quattro o cinque persone che non conosce. Ci guarda tutti un po' spaesato, e' bello, paffuto, ricciolino, sta in piedi da solo anche se non cammina ancora, ci fa qualche sorrisino e qualche gorgoglio. Ci fermiamo circa due ore e mezza durante le quali lo coccoliamo, cerchiamo di farlo giocare un po' e scattiamo alcune foto che ci faranno compagnia nei mesi di attesa di averlo finalmente con noi. Arriva il momento di andare? ma il nostro cuore e la nostra testa rimangono la'. Ritorniamo a Sofia, pranziamo, ci riposiamo un po' e dopo, verso sera, ci accompagnano a visitare la citta' che non e' molto uniforme, ad edifici belli si alternano altri malandati. Comunque e' una bella citta', ci sono molti monumenti storici. In seguito andiamo a cena (la cucina e' buona, tante insalatone, carne alla griglia, verdure ripiene, yogurt buonissimi) sempre con le solite persone (squisite: ci sono state sempre vicine e se avevamo qualche dubbio ci hanno aiutati e tranquillizzati) interprete inclusa, la lingua non e' comprensibile, tuttavia, soprattutto con le persone giovani, si puo' comunicare in inglese. Martedi', giorno del nostro rientro in Italia, al mattino, con l'avvocato e l'interprete, andiamo dal notaio dove firmiamo l'accettazione di Davide e la procura in favore dell'avvocato che cosi' potra' disbrigare, a nome nostro, tutte le pratiche inerenti l'adozione. Usciamo, facciamo ancora un po' i turisti, compriamo qualche souvenir, andiamo a mangiare e alle ore 16,00 circa siamo in aeroporto. Alle 19.00 atterriamo a Milano Malpensa. Ad attenderci c'e' mio cognato, andiamo a casa sua dove, con lui e mia sorella, guardiamo le foto di Davide (peccato che non c'e' mia nipote Mara, in vacanza al mare con gli zii, che era molto curiosa di vedere il cuginetto) e siamo tutti molto entusiasti. Ritorniamo a casa nostra e qui incomincia l'attesa per il secondo viaggio. Intanto prepariamo la cameretta di Davide che fino ad ora e' rimasta vuota perché, per scaramanzia, abbiamo ritenuto di aspettare almeno fino al primo incontro. Per ora il nostro racconto termina qui. Speriamo di potervi incontrare presto su questo giornalino per raccontarvi il seguito del nostro cammino, lungo, ma che ci da' tanta speranza e gioia e potervi finalmente dire che Davide e' con noi, nella nostra casa, nella nostra famiglia. All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest (c) 2004 by NAAA.