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La Tassa sulla bontà

La Tassa sulla bontà
14 gen 2019

Si è parlato molto in questi giorni di IRES, tassa sul volontariato, tassa sulla bontà. Pur non essendo degli esperti del settore, ci scusiamo in anticipo per le eventuali imprecisioni, pensiamo sia bene fare chiarezza su alcuni punti.

L’IRES è l'imposta sul reddito delle società, l’imposta cioè che le aziende pagano allo Stato sul reddito di impresa che producono. È entrata in vigore nel 2004 in sostituzione dell’IRPEG (imposta sul reddito delle persone giuridiche) e prevede un’unica aliquota pari al 24%. Fino al 2018 per le associazioni No Profit era prevista una riduzione dell’aliquota IRES del 50%, dal 24% al 12%.  Dal 2019 però questa agevolazione viene cancellata: il Governo ha stabilito con il DEF che l’IRES per il No Profit sarà del 24%, come una qualsiasi impresa commerciale.

La norma non colpisce tutto il Terzo settore e le associazioni di volontariato, che godono, per fortuna, di molte altre agevolazioni, ma solo un determinato gruppo di Enti No Profit dotati di personalità giuridica previsti dalla legge. Ad esempio gli Enti e istituti di assistenza sociale e società di mutuo soccorso, gli Enti ospedalieri, gli Enti di assistenza e beneficenza e gli istituti di istruzione e di studio. Questi Enti affiancano lo Stato e compiono un lavoro assolutamente meritorio: la nuova norma riguarderà associazioni come la Croce Rossa e la Comunità di Sant’Egidio, centri di ricerca come l’Istituto Europeo di Oncologia e l’ospedale Humanitas di Milano, ma anche le Misericordie cittadine e le scuole cattoliche. 

Tutte realtà che portano aiuto concreto ai cittadini e che, essendo Enti No Profit, non distribuiscono gli utili, ma li reinvestono nell’Ente stesso. In questo modo, l’utile realizzato viene utilizzato per migliorare il servizio reso. Si può dire che gli utili di un ente No Profit produco altre buone azioni. Un circolo virtuoso che rischia di essere spezzato da questa norma.

È facile comprendere che questa manovra colpirà soprattutto le persone più fragili che vedranno diminuire l’aiuto dato dagli Enti No Profit, ne soffriranno i malati, i disabili, gli anziani, i minori e tantissime altre categorie svantaggiate.

L’intervento dovrebbe portare nelle casse dello Stato 118 milioni di euro nel 2019 e 158 nel 2020, ma il costo sociale sarà molto più alto e a pagarne le spese saranno purtroppo i più poveri.

Dopo una decisa presa di posizione contro la norma da parte della Fondazione Cariplo, Caritas Ambrosiana comunità di Sant’Egidio, Croce Rossa, Medici Senza Frontiere, la chiesa e di tutto il mondo No Profit, il Governo ha specificato che "Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato" e specificando di voler cambiare la norma per aiutare chi fa “davvero volontariato” e colpire i “furbetti”. Sono frasi purtroppo che dimostrano una gran confusione tra No Profit e volontariato e una scarsa conoscenza da parte del nostro Governo del mondo del Terzo Settore.

Il 27 dicembre il Governo ha annunciato di voler ritirare questo intervento nel primo provvedimento utile del 2019. Il 10 gennaio 2019 il Governo ha dichiarato di aver trovato la copertura per ripristinare lo sgravio dell’IRES e che l’intervento normativo avverrà a giorni… aspettiamo fiduciosi.