Nel pomeriggio del secondo incontro del progetto “Natale Solidale”, ospitato presso la comunità per anziani Casa Letizia, il tema dell’adozione internazionale ha dato vita a un momento di ascolto intenso e partecipato, capace di intrecciare storie di vita, emozioni e riflessioni condivise.
L’incontro è stato arricchito da letture dedicate all’adozione internazionale, che hanno favorito il confronto e stimolato una riflessione collettiva su un’esperienza complessa e profondamente significativa. Attraverso parole semplici e testimonianze autentiche, l’adozione è emersa non solo come percorso giuridico e sociale, ma soprattutto come esperienza umana ed emotiva, capace di creare legami che superano confini geografici e culturali.

Protagonisti del pomeriggio sono stati gli anziani della comunità che, con sensibilità e partecipazione, hanno accolto il racconto di cosa significhi diventare nonni adottivi: un ruolo spesso poco raccontato, ma fondamentale nel percorso di accoglienza e crescita dei bambini.
Una coppia di nonni ha condiviso l’emozione del primo incontro, la gioia accompagnata dal timore di non essere all’altezza e la scoperta quotidiana di un legame che nasce e si rafforza giorno dopo giorno, fatto di presenza, pazienza e affetto.
Il dialogo si è arricchito grazie allo scambio di esperienze con altri familiari e con i visitatori della comunità. C’è chi ha raccontato vissuti di accoglienza in altre famiglie e chi ha espresso emozioni profonde legate al senso di appartenenza e alla famiglia intesa come luogo del cuore, prima ancora che di legami di sangue.
A conclusione dell’incontro, un momento di convivialità ha contribuito a creare un clima ancora più caldo e familiare. Attorno a un tavolo imbandito con dolci tipici natalizi, tra profumi di casa e sorrisi, le conversazioni sono proseguite in modo spontaneo, rafforzando il senso di comunità e condivisione.
Il progetto “Natale Solidale” si è concluso con un terzo incontro aperto alla comunità, che ha unito festa e solidarietà. La vendita di beneficenza dei lavori artigianali realizzati dagli anziani – il cui ricavato sarà destinato al sostegno a distanza di un minore – accompagnata da dolci tradizionali e dalle musiche delle is launeddas, antico strumento sardo, ha reso questo momento ancora più speciale. Un’occasione per celebrare l’incontro tra generazioni, culture e tradizioni, e per ribadire il valore dell’accoglienza come fondamento di ogni legame autentico.
Lopriore M.
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