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Epatite A

28 ago 2007
(a cura delle dott.sse Rossana COLUCCIA e Andreana MASI) E’ una malattia causata da un virus: l’ HAV. L’epatite A si trasmette per via oro-fecale, ritrovandosi il virus nella saliva e nelle feci, non nelle urine. L’epatite di tipo A quindi si può contrarre o con l’ingestione di acqua non adeguatamente clorata o di alimenti vari (verdure, latte, frutti di mare) infetti o per contatto con l’uomo ammalato, anche attraverso le mosche (per contatto con le feci infette). Il periodo di incubazione e’ il tempo che intercorre tra il momento dell’infezione e l’esordio dei sintomi clinici: per l’epatite A e’ di 15-50 giorni ed e’ caratterizzato da lieve malessere. Segue il periodo preitterico caratterizzato da inappetenza, nausea, difficoltà digestive, vomito, a volte febbre, ed un quadro simil reumatico. Il periodo preitterico dura dai 3 ai 9 giorni. Nel periodo itterico compare la tipica colorazione giallastra della cute e delle sclere (ittero) e la colorazione scura delle urine (color marsala). Questa fase ha una durata variabile da 2 a 4 settimane. La diagnosi di epatite A puo’ essere fatta quando, oltre ai sintomi suddetti, gli esami di laboratorio rivelano livelli di transaminasi e di bilirubinemia elevati. La terapia consiste essenzialmente nel riposo e in una dieta ricca di zuccheri, proteine e vitamine e povera di grassi (per far riposare il fegato). La malattia di solito evolve favorevolmente fino alla completa guarigione che può avvenire nell’arco di alcuni mesi e che e’ testimoniata dalla progressiva riduzione delle transaminasi fino a valori di normalità. La prevenzione consiste nell’isolamento del malato per 15 giorni dopo la comparsa dell’ittero. E’ anche possibile vaccinarsi contro l’epatite A. L’inoculazione del vaccino va ripetuta a distanza di uno e di sei mesi dalla prima iniezione. Il 95% della popolazione adulta ha contratto un’infezione da HAV (anche se con decorso asintomatico), quindi ha un’immunità permanente al virus. In questo caso, l’esame del sangue rivela la positività degli anticorpi contro il virus dell’epatite A (HAVAb+).