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Il pensiero di una mamma adottiva prima e biologica poi

30 ott 2007
Sono mamma adottiva di Matteo Cong Minh nato in Vietnam 4 anni fa e sono anche mamma biologica di Matilde Kim che oggi ha 15 mesi. Circa tre anni fa quando ci e' stato comunicato da Cinzia che in Vietnam c’era un gruppo di bambini positivi all’epatite b e/o che aspettavano di essere accolti, non abbiamo pensato molto, abbiamo raccolto qualche informazione tecnica dal nostro medico di famiglia e la nostra risposta e' stata subito si. La cosa importante era che presto avremmo avuto un figlio e che qualsiasi difficoltà l’avremmo affrontata insieme. Anche quando abbiamo scoperto di aspettare la nostra seconda figlia, anche se pur molto attenti e un po’ preoccupati.. non ci siamo posti molte domande: abbiamo deciso di non fare esami particolari e sperato che tutto andasse bene.. Personalmente penso che la gravidanza sia un’attesa difficile a volte più di quella dell’abbinamento e della telefonata per partire… Le incognite sono moltissime ma se quel figlio lo desideri davvero puoi soltanto essere pronto ad accettare quello che sarà. Quando sogni tuo figlio, lo immagini perfetto, in salute, sorridente… vorresti che fosse meraviglioso e quando lo prendi in braccio per la prima volta non ti importa più niente e lo accetti ed accogli proprio com’e’. Qualche giorno dopo la nascita di mia figlia Matilde ho letto che un neonato nei primi mesi di vita e’ “convinto” di essere un tutt’uno con la madre : anche il solo odore della mamma che l’ha portato dentro di se per 9 mesi e’ fonte di conforto e niente può farlo stare meglio dell’essere tenuto tra le sue braccia. Un bambino piccolo che non sta bene ha ancora più bisogno di queste sensazioni. Anche se crediamo che in istituto sia stato accudito fisicamente con abbastanza …dignità , il nostro Matteo Cong Minh che al momento dell’incontro aveva 18 mesi (…tutti passati in istituto), aveva imparato a coccolarsi da solo ed a bastare a se stesso. Non piangeva più.. anche se aveva qualcosa che non andava. Aveva imparato che per lui non c’era nessuno pronto a correre in aiuto. Ci sono cose che vedi e senti quanto incontri tuo figlio in istituto che si fa fatica a raccontare, altre che inconsciamente probabilmente rimuovi , ma sicuramente dentro di te rimane la certezza che tuo figlio li’ non ce lo puoi proprio lasciare! Adesso Matteo e’ un bambino sereno, che sta bene, la positività all’epatite C non c’è più perche’ si trattava soltanto della presenza anticorpale materna …e qualche giorno fa ci ha detto che e’ molto felice di essere un bambino! Gli abbiamo chiesto che cosa significa e lui ha detto che e’ bellissima la sua famiglia che e’ bello quando gli facciamo la pappa, il bagno, lo vestiamo , giochiamo con lui.. e lo teniamo abbracciato stretto. Le difficoltà che si incontrano possono essere tante, ma scopri improvvisamente di avere una forza incredibile e che alla fine ce la fai sempre, proprio per vederli sorridere e per fargli sentire che sei li’ per loro. Prima di avere questi due doni meravigliosi il nostro percorso non e' stato facile ma ora i nostri figli ci riempiono la vita di tutto : ci ripagano di tanta attesa di tanta fatica anche fisica e ci sorprendono ogni giorno! Siamo molto fortunati!.