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Un nostro chicco di riso di nome Davide Hung

Un nostro chicco di riso di nome Davide Hung
12 dic 2007

Tutto è cominciato il 28 ottobre 2005, quando mio marito ed io abbiamo deciso di voler diventare genitori e abbiamo depositato la nostra domanda di adozione, nazionale ed internazionale, al Tribunale dei Minorenni di Roma.

A settembre 2006 otteniamo il decreto di idoneità e cominciamo a frequentare i corsi al NAAA di Roma. Inizialmente orientati per la Colombia, per il nostro amore e la conoscenza più profonda che abbiamo del Sud America, cominciamo a pensare all’est asiatico, a noi sconosciuto, colpiti soprattutto dai filmati che ai corsi ci hanno fatto vedere sulla vita negli istituti vietnamiti. Ci colpisce, in particolare, il Vietnam, dove le “didi” (le nostre “tate”) si occupano con cura amorevole di questi frugoletti, coccolandoli, allattandoli, carezzandoli e cercando il contatto fisico con loro! Come delle vere mamme! E’ così che ci siamo piano piano avvicinati al Vietnam. Peraltro, la mia più cara amica di scuola, di cui purtroppo ho perso le tracce da qualche anno era di origine vietnamita, e quasi mi è sembrato di recuperare un pezzo della mia vita...di aver chiuso un cerchio.

A Febbraio diamo il mandato all’ente, destinazione: VIETNAM. Eravamo ufficialmente incinti!!! Chissà se sarà maschio o femmina! Non importa, speriamo solo che sia in salute! A giugno arriva l’abbinamento: è un bimbo di sei mesi, di Yen Bai, abbandonato alla nascita. Niente foto e poche informazioni sanitarie. Avevamo fatto la nostra prima ecografia: è un maschio e sta bene. Il primo mese passa veloce, ma agosto è stato duro da passare, forse anche perché eravamo in ferie e il nostro pensiero andava sempre al nostro bambino, così vicino nel nostro cuore, eppure così lontano. La sera con mio marito guardavamo il cielo e mandavamo un bacio alla nostra stella perché lo portasse al piccolo Hung e facesse sogni tranquilli, che la mamma e il papà sarebbero arrivati presto. Eravamo lontani, ma ci trovavamo sotto lo stesso tetto celeste.

Dopo tanto penare, il 3 settembre arriva la tanto attesa telefonata…SI PARTE! Il 9 settembre prendiamo il nostro aereo per Hanoi. Arrivati a destinazione, apprendiamo che dobbiamo aspettare sette giorni prima di vedere i nostri bambini…SETTE GIORNI!!!! Sono troppi, non ce la posso fare. Abbiamo aspettato due mesi e mezzo per partire e ora ancora dobbiamo attendere sette, lunghi e interminabili giorni. Noooo! Mi sento morire, ma con mio marito ci facciamo forza e andiamo avanti. Era come essere entrata in ospedale e sentirsi dire: " Signora, tranquilla, era un falso allarme, il bimbo sta bene, ma ci vuole ancora un po' prima che nasca." E così, fiduciosi, attendiamo. In fondo, siamo nella terra d’origine di nostro figlio e cerchiamo di conoscerla meglio. Sono stati giorni bellissimi, abbiamo visitato tutte le pagode (molto bella quella di Tran Quoc), il tempio della letteratura (spettacolare!), il mausoleo di Ho Chi Min, il museo etnico e così via per altri monumenti e strade caratteristiche della città. Passati i sette giorni, ci dicono che i documenti dei bimbi non sono ancora pronti e non si sa quando potremo andare a prenderli...ma come? Non possiamo avere neanche una data di massima???!!! Ogni giorno attendiamo in albergo fino alle undici e poi ci dicono se possiamo partire oppure no. Incredibile!!!! Siamo tutti avviliti, la mattina ci guardiamo in faccia e la nostra tristezza per questa lontananza forzata dai nostri figli è ben visibile sui nostri volti.

Finalmente al nono giorno di attesa, il 19 settembre 2007, alle 10.00 del mattino, riceviamo la fantastica notizia: SI PARTE PER YEN BAI!. Inizia il lungo viaggio verso l’ospedale per il mio bel parto pilotato! Il tragitto è lungo (circa cinque ore) e la strada è tutta una buca. I paesaggi sono tutti uguali...risaie, risaie, risaie. Ogni tanto passiamo in mezzo ai paesini, dove ci sono riso e pannocchie lasciate essiccare al sole. Abbiamo anche visto scuoiare un cane...che, dicono, qui sia una prelibatezza. Nel pomeriggio arriviamo all’istituto. E’ carino e i bambini, anche quelli più grandicelli, sono pasciuti e ben nutriti. Ci chiamano coppia per coppia e ci fanno vedere il bambino...noi, come da protocollo, siamo stati gli ultimi. Appena lo vedo penso subito: “Quanto sei bello bimbo mio… neanche ti avessimo creato papà ed io saresti venuto così bello!!!. La sua Didi lo tiene in braccio e non sembra volerlo mollare...mi avvicino a lui e cerco di sorridergli e di prendergli la manina...strano ancora non ho versato una lacrima!...Fa un po' i capricci e gli danno da mangiare il latte con il biberon. Mi siedo accanto alla didi e lo guardo mentre succhia il suo biberon, parlandogli e facendo le facce buffe. Mi prende in simpatia...comincia a toccare la mia faccia e mi tira le labbra, poi il mento e alla fine mi mette le sue mani in bocca...è già arrivato il momento di andare...ci aspettano per le formalità...la didi comincia un piano disperato, non riesco neanche a consegnarle il regalino che lascio sul tavolo...a questo punto comincio a piangere e a guardare Daniele con aria interrogativa "ma non è che stiamo facendo la cosa sbagliata?'" mi sembra un rapimento. Mio marito mi invita molto caldamente a prendere il bambino e andare via...mi sembra uno scippo e continuo a piangere più forte. Appena arriviamo alla casa del popolo per la cerimonia, cambiamo i nostri bambini...meno male che ero allenata con le nipotine!!! Davide Hung è molto buono e vivace e per tutta la cerimonia non fa altro che fare urletti e sbattere le chiavi e i pupazzi di plastica che ho portato per lui...poi comincia a piangere forte forte, ma il latte calma ogni sua lacrima. Torniamo in gran fretta ad Hanoi. Il viaggio è lungo e nonostante le buche, il piccolo Hung si fa una grande dormita. Incantati mio marito ed io lo guardiamo tutto il tempo ed ammiriamo la sua tranquillità e la sua serenità. Arriviamo alle due di notte e Davide Hung è bello sveglio, ma dopo una oretta si convince a dormire...si sveglia una sola volta di notte per prendere altro latte e poi definitivamente la mattina successiva alle nove.

Ora è con noi ed è felice, fa mille sorrisi, si diverte a vedere la gente, e il traffico caotico di Hanoi. E’ proprio un curiosone!!! Già si è mangiato un biscotto e mi ha tolto di mano il pane per sgranocchiarlo. E poi vuole sempre camminare poggiandosi sulle nostre manine. Si regge in piedi a malapena, ma passetto dopo passetto, vuole arrivare dappertutto. LA COSA PIU' BELLA AL MONDO?...SVEGLIARSI LA MATTINA E VEDERE IL VISO FELICE E SORRIDENTE DI VOSTRO FIGLIO PER POI CORICARSI LA SERA E CHIUDERE GLI OCCHI CON L'IMMAGINE STAMPATA ALLA MENTE DEL SUO DOLCE VISINO... E’ da tre mesi che è con noi, è cresciuto e ha fatto molti progressi: cammina reggendosi con una sola mano e ieri ha tentato tre passetti da solo. Ora è notte e dorme sereno e felice nella sua cameretta sul suo lettino, mentre noi lo guardiamo teneramente.

Ti auguro piccolo mio che la vita ti conceda lo sguardo acuto dell’aquila perché tu possa guardare lontano; le ali veloci del falco perché tu possa levarti in alto, al di sopra dei pregiudizi e delle false verità; un cuore sincero e spontaneo che ti aiuti a comprendere il prossimo e ad amarlo; un sorriso che ti faccia affrontare ogni giorno della tua vita con ottimismo ed allegria; un pizzico di spregiudicatezza, coraggio e nobiltà d’animo per affrontare ed uscire vincente dalle prove difficili della vita.