Il suo nome è Neary... è una bambina... è nostra figlia!!
di Cinzia Vecchiato
Premessa Siamo stati in tantissimi paesi dove la povertà segna in maniera indicibile la vita di ogni essere umano ed ogni volta che siamo tornati a casa da uno di essi ci siamo sentiti cambiati, vedere la Cambogia ci ha sconvolto allo stesso modo in cui ci hanno sconvolto gli altri paesi, ovviamente quando siamo partiti eravamo ben preparati a trovare una situazione di questo tipo...siamo partiti con il rancore nel cuore...abbiamo odiato la gente che va in questo paese per fare turismo sessuale, abbiamo odiato la gente che concede i loro i bambini per un dollaro al primo pedofilo che passa per strada, abbiamo odiato la loro cultura che a volte non ha proprio nulla di sensato...Siamo partiti con il rancore nel cuore ... perché nonostante nostra figlia fosse un caso speciale, la burocrazia Cambogiana ci ha fatto aspettare 5 mesi prima di partire perché la nostra referente non ha voluto concedere dei favori ad un burocrate corrotto...Ma abbiamo cercato...ci siamo imposti di amare questo paese, perché ci ha dato la cosa più bella della nostra vita...LA nostra ADORABILE BAMBINA...le stiamo insegnando ad amare il suo paese, la sua gente, nonostante tutto, perché lei per ora non da segni di riconoscimento se non perché noi le insegnamo qualcosa, riconosce la bandiera cambogiana perché ne abbiamo una nella sua stanza, sa di essere nata in Cambogia, riconosce nelle persone con gli occhi a mandorla altri cambogiani (tutti, anche i cinesi!!), le abbiamo insegnato il saluto cambogiano e altro ancora...non vogliamo farle perdere le sue radici, ma dire che abbiamo amato questo paese dal primo momento dobbiamo proprio dire di NO!!...abbiamo dovuto amarlo, perché amiamo nostra figlia e le sue radici sono là...Ecco la nostra storia. Ecco cosa ha cambiato la nostra vita in un comune pomeriggio autunnale del 2005, un piccolo esserino che si trovava dall’altra parte del mondo. Dopo due giorni dalla comunicazione telefonica dell’ente ci siamo precipitati a conoscere il suo viso e la sua storia, visto che null’altro ci poteva essere comunicato al telefono.
Dopo una notte insonne nella quale ci siamo fatti mille domande e dati mille risposte siamo partiti alla volta di Torino. Arrivati presso la sede dell’ente siamo stati ricevuti dalla psicologa e il referente della Cambogia. Firmato l’abbinamento eccola qua, c’è il suo volto fra le nostre mani, non riuscivamo a staccare gli occhi eravamo ipnotizzati da tanta bellezza.
Dopo cinque mesi dall’abbinamento siamo finalmente partiti, Neary aveva appena compiuto un anno.
Siamo arrivati il martedì mattina, tutto bene, tranne per i bagagli che non sono arrivati con noi, purtroppo...In ogni caso a noi non importava più di tanto, volevamo solo vedere nostra figlia, tutto il resto non contava. All’uscita dell’aereoporto ci aspettava la nostra referente, una donna di aspetto dolce ed esile ma di carattere assai forte, innamorata della sua Cambogia, sempre in prima linea, la donna che ci ha permesso di trovare nostra figlia e di condurla a noi. Con lei si trova la sua aiutante, una ragazza Cambogiana bellissima e di una gentilezza incredibile, la quale appena ci presentiamo ci dice che Neary cammina...Che è una bambina di un’intelligenza strabiliante, solare e giocherellona...UNA FORZA DELLA NATURA...
Ci dirigiamo verso il nostro albergo nella zona di KS, vicinissimo all’istituto dove si trovano i nostri figli, fortunatamente non abbiamo bagagli da scaricare e dopo un fugace pasto ci dirigiamo in tutta fretta verso la felicità!!
Dopo circa un quarto d’ora di viaggio, la nostra referente ci fa notare che ci stiamo avvicinando all’istituto...siamo tutti in silenzio contemplativo, arriviamo davanti al cancello...non lo dimenticheremo mai quel cancello...Un giovane ragazzo ci viene ad aprire, imbocchiamo un vialetto alla fine del quale si trova una piccola casa...Ci alziamo tutti in piedi dentro l’autobus, vogliamo vedere, sulla porta ad accoglierci c’erano i nostri piccoli, Neary era agganciata alla cassa morta della porta d’ingresso che si sorreggeva sulle sue esili gambine...Prontamente la sua Nunny la prende in braccio e scompare con lei, mio marito scende immediatamente, mentre io resto un po’ attonita, il nodo alla gola diventa sempre più grande, e non riesco a trattenere le lacrime cerco di darmi un contegno e scendo, mio marito, che nel frattempo si è informato, mi sta aspettando, abbracciati percorriamo un altro vialetto, Neary si trova in un’altra abitazione, non si poteva stare tutti insieme, troppa confusione i piccoli si sarebbero potuti spaventare...
La fine di quel viale non arriva più, ci siamo stretti fortemente, Neary era un puntino in braccio alla sua Nunny, CI STAVA ASPETTANDO!!!
IN UN BATTIBALENO E’ FRA LE NOSTRE BRACCIA, CI STRINGIAMO TUTTI E TRE, LA FAMIGLIA CANOVA E’ FINALMENTE RIUNITA!!!...giochiamo un po’ con lei e con gli altri bambini dell’istituto, tutti piccolissimi, tutti bisognosi d’amore, con degli occhioni sgranati che non dimenticheremo mai, con una voglia di aggrapparsi che ti porta via il fiato...avremo voluto portarli tutti con noi...
Ricordo un piccolo di circa un anno, cieco dalla nascita, veniva lasciato sdraiato sopra una piattaforma di legno, si lamentava in continuazione, era l’unico modo per attirare l’attenzione verso di lui, poi appena ti avvicinavi con la mano rapidissima ti prendeva a volte la mano, a volte il vestito e stringeva fortissimo...l’ho preso in braccio e l’ho coccolato...Mi sentivo morire all’idea che per lui non ci sarebbe stato nessuno...Si aggrappava a me quasi a strozzarmi, lo accarezzavo piano piano e piano piano lui si è rilassato e ha iniziato a sorridermi...Mi annusava...mi appoggiava le labbra sulle spalle e me le succhiava...Non avrei voluto lasciarlo e quando la Nunny di Neary è venuta da me mi ha tolto lui dalle braccia per darmi mia figlia sono stata malissimo...È stato riposto al suo solito posto ed ha ricominciato a lamentarsi...Non riuscivo a staccarmi da lui, il suo lamento mi ipnotizzava, come al solito è intervenuto mio marito, mi ha allontanata con calma, mi ha detto che era arrivato il momento di concentrarci su nostra figlia.
Ho il segno indelebile di una piccola fatina senza un braccio, 4 anni e piena di vita che riusciva ad arrampicarsi senza fatica in qualsiasi posto, che ripiegava le sue cose con amore e destrezza, che imboccava i bambini più piccoli...ricordo le braccia trepidanti d’amore di una piccola affetta da una grave malformazione ossea che aveva reso le sue ossa morbide come la gomma, un sorriso sempre acceso, di lei non si sapeva nulla di nulla e difficilmente identificabile era anche l’età visto che la sua situazione ossea non dava la possibilità di fare l’analisi più adatta...ricordo i volti dei bambini più grandicelli, che oramai non potevano nemmeno più sperare in una famiglia...Ricordo l’attenzione particolare che davano alla pancia di mio marito, piuttosto tornita...il fascino dell’abbondanza.
C’erano tanti bambini piccolissimi tutti adagiati su delle amache che praticamente li ricoprivano completamente, se volevi vederne uno dovevi “scartare” un’amaca, sembravano tante crisalidi...Il tutto con un contorno olfattivo acre e ripugnante...infatti i bambini nelle amache venivano lasciati completamente nudi e quando facevano pipì questa iniziava a gocciolare per terra e formava una pozzanghera che a fine serata era un piccolo lago maleodorante che il caldo umido intensificava.
La sera rientriamo in albergo, Neary non è potuta venire con noi, aveva bisogno di abituarsi poco a poco, saremo tornati la mattina dopo...
Neary, la nostra piccola Neary...si è addormentata fra le nostre braccia...siamo così orgogliosi...lei è bellissima...è nostra figlia...IL NOSTRO SENSO DELLA VITA!!
La prima notte passata con lei non siamo riusciti a dormire, l’abbiamo guardata respirare tutta la notte. si è addormenta piena di bronchite, si è posizionata a pancia in giù in posizione fetale...Guardandola ci sono venute le lacrime perché abbiamo pensato che esistono degli esseri che hanno il coraggio di fare del male a queste creature indifese...
Le emozioni accumulate in questi giorni sono state tante, forti, anzi, fortissime e di tutti i generi che hanno portato un certo scompiglio dentro di noi...le lacrime di gioia ma anche di impotenza sono comparse più di qualche volta nei nostri occhi, ma sono le emozioni che hanno accompagnato il dono più incredibile che abbiamo ricevuto dalla vita...grazie piccola stella lucente che ci dai la forza di vivere ogni giorno con il sorriso sulle labbra, dolce angelo che con la tua tenerezza e il tuo affetto rendi ogni istante degno di essere vissuto, siamo felici di aver iniziato una nuova vita insieme a te che ci hai dato incondizionatamente la possibilità di essere genitori, da quando ci sei vediamo il futuro con occhi diversi e con la certezza di aver fatto almeno una cosa giusta nella vita...Quella di averti disperatamente cercata...Grazie Cambogia, grazie NAAA.


